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Il colore rosso

Argomento: Fisica

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 07/02/2019 13:22:46

Abbiamo fondati motivi per maneggiare con precauzione il colore rosso. Nel normale e liscio fluire della vita esso entra in scena con parsimonia, ma divampa nei momenti di tensione. Esso preannuncia ciò che è nascosto e ciò che nasconde troppo o protegge troppo: in particolare, il fuoco, il sesso e il sangue. Là dove il rosso appare all'improvviso, suscita un senso di sbigottimento, così come fanno le bandierine rosse con cui si sbarrano le strade in prossimità di cave di pietra o di poligoni di tiro. Esso indica soprattutto la vicinanza del pericolo; così, sono rossi i fanali posteriori e le luci di avvertimento dei nostri automezzi. Ciò vale più che mai per il pericolo rappresentato dal fuoco; dipinti di rosso sono i segnalatori d'incendio e gli idranti, e così lo sono le autovetture in cui si trasportano liquidi infiammabili o esplosivi. Col crescente bisogno di combustibili e di carburanti, il mondo è ricoperto da una fitta trama di chioschi dai fiammanti colori rosso e giallo – e già questo spettacolo, di per sé solo, farebbe capire a un forestiero che egli si trova in paesaggi di natura esplosiva, in un'epoca in cui Urano comincia a regnare. Il rosso è preferito per gli esplosivi veri e propri, per le sostanze soltanto combustibili si aggiungono contrassegni gialli e arancione.

Lo strano doppio gioco che anima il mondo dei simboli fa sì che questo colore abbia nello stesso tempo un effetto minaccioso ed eccitante. Questo doppio valore assume sembianze molto belle nelle bacche rosse che il cacciatore infila nei nodi di lacci e calappi. Negli animali irascibili, come il tacchino o il toro, la seduzione si presenta nella sua forma più irresistibile: l'accecamento. C'è anche un temperamento umano che in presenza di un rosso acceso, come quello di certe specie di tulipani, cade in preda al capogiro.

Questo prepotente e avvincente effetto del colore rosso lo rende particolarmente adatto a indicare cose utili a un primo immediato intervento. Anche qui entra in gioco per lo più l'elemento pericoloso: nelle cassette di pronto soccorso, nei salvagente e nei freni di emergenza dei treni. A volte si tratta anche di un'accelerazione di natura astratta, come nei talloncini rossi che le Poste incollano sulle lettere con francobollo espresso.

Con molta evidenza il carattere minaccioso e insieme attraente si manifesta là dove questo colore entra a far parte dei rapporti sessuali. In questo campo esiste un'angosciante gradazione secondo una gamma di sfumature: dalla luce fievole e deprimente, quasi percepibile al tatto, che rischiara il vestibolo di una casa malfamata, fino all'aggressivo e sfacciato color carne di passatoie, corrimani e tende sulle scale dei grandi inferni del gioco d'azzardo e della lussuria.

Nel rosso delle labbra, nell'incavo delle narici e sulle unghie delle mani si rivela il colore della pelle più interna. Anche la fodera dei vestiti ce la immaginiamo rossa, e ci piace che questo colore fondamentale brilli al di fuori quando la stoffa esterna è tagliata a spacchi o è rivoltata. Questo è il senso dei risvolti rossi, di falde e asole rosse, di baveri e passamani rossi, di tutta la biancheria intima di colore rosso; pure l'interno dei letti, sotto il rivestimento, è rosso. La comparsa di questo colore si estende anche all'interno delle stanze e delle case, e sottintende, si badi, un particolare rapporto con il lusso. Nel salone di gala si entra passando tra rosse cortine, e nei ricevimenti si stendono tappeti rossi fino alla rampa d'accesso. Piace molto rivestire di seta rossa l'interno di astucci e custodie in cui si conservano monili e gioielli. Così si presenta il regalo prezioso, in cui l'involucro dà uno stimolo pari a quello del dono in sé, mentre lo splendore celeste e marino accentua oggetti del pari meravigliosi: alla perla si addice il fondo blu.

Fra gli altri colori, il giallo accresce l'inquietudine suscitata dal rosso; l'ornato rosso-giallo evoca sensazioni che accendono l'animo e lo mettono quasi a disagio. Ancor più sinistro è l'effetto del rosso combinato col nero, mentre il color verde è quello più idoneo a mitigare il rosso. Un fondo verde può addirittura dare al rosso un carattere sereno ed allegro, così come un verde tappeto erboso fa sembrare allegro il panno rosso di una giacca alla cacciatora, benché non manchi, anche qui, un legame col sangue. Anche il grigio ha la funzione di attenuare, ma l'idea del sangue si ripropone con forza in contrapposizione col bianco: per esempio, nella relazione tra belletto e cipria, tra ferita e benda, tra sangue e neve. Il potente circondato dallo sfarzo sottolinea questo suo carattere ricorrendo a oggetti d'oro. Si aggiunga che il bianco indirizza a sensazioni di delicata soavità, il nero alla superbia e alla malinconia. I puri toni scarlatti hanno in sé un vuoto sanguigno; incatenano lo spirito alle immagini in movimento, come avviene nella visione dei fuochi d'artificio e di grandi cascate. Notevole è l'interesse con cui si seminano e si producono fiori neri, la cui coltivazione ha lo scopo di ricavarne per distillazione l'ultima traccia di rosso. Questa è la pietra filosofale del giardinaggio, e infatti ogni forma di sapere è per forza poco congeniale con il rosso.

In ogni caso, occorre accettare il rischio quando si porta su di sé il colore rosso, e perciò si usa contrassegnarlo per lo più come se esso fosse diventato visibile in seguito a un disordine, a improvvise aperture dell'abito e a strappi, oppure come orlo che si potrebbe anche togliere. Chi lo porta visibilmente e pubblicamente, in grandi spazi e in presenza di molti, dispone del potere di vita o di morte: i giudici supremi, i principi, i generali in capo, ma anche il boia cui si affida il condannato. Al carnefice è adatto il mantello nero, la cui rossa fodera interna diventa visibile per un attimo, nell'istante in cui egli vibra il colpo omicida.

La rossa bandiera della rivolta allude alla parte più interna o alla materia elementare dell'ordine. Perciò, essa non è un emblema vero e proprio: tra il fuoco degli incendi, in mezzo al sangue versato, compare nel luogo in cui l'involucro ben tessuto si lacera. A volte la rossa materia originaria scaturisce come da segrete fontane o da crateri vulcanici e pare che voglia inondare il mondo. Ma poi rifluisce, esaurendosi da sé, e il suo colore resta soltanto sulla toga dei Cesari.

 

© Paolo Melandri (7. 2. 2019)


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