Pubblicato il 09/06/2026 23:09:46
La mia morte partir dagli occhi dall'oblio della parola scritta. Ebbi nei libri la presenza degli angeli la vela gonfia che azzecc la rotta o evit il mutismo della mente lo stallo della ragione. Fui selvatico fino al margine del rigo, a pi di pagina l'inizio di una nuova terra; mi feci zingaro di una lingua che ancora non sapevo imperfetta tra gola e suono. Ai mestieri cedetti il miglior tempo, ma ebbi l'ardore di amare le mie pi nude ore e il favore di un destino che divent per me voce e canto.
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