Esiste, non esiste l'ispirazione… Esiste o non esiste un'eruzione? Il fumo densissimo, idra dalle teste di cavolfiore che lentissime si ingrossano, inesorabilmente si espandono…
Oppure inchiostro, in principio e alla fine. Liquido nero, anch'esso densissimo nell'acqua cristallina: lento si compiace, versato in quella pura, di forme floreali imprevedibili, fungo rovesciato che si contorce, fumo anch'esso, liquido, alieno, una danza in precipitando alla moviola, uno Shiva di cui fatichi a seguire, comprendere i mudra.
Comunque osservi e sei trascinato, rivoltato in te, e di quello che in te si rivolta assecondi il mutamento, il suo sposalizio con l'acqua (Tao in fieri) con ebbra rassegnazione–commozione, la fatica di essere felice, come in ogni orgasmo, lo spasmo tuo e della forma che muta – ti muta – e alla fine non hai detto che l'infinitesimo e quello che commuove non è un granello di verità carpito, è solo la commozione stessa (il suo movimento), inchiostro nell'acqua cristallina, in principio et in fine.