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La forbice 7

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 08/03/2019 21:57:03

L'errore dell'uomo si ripercuote sul suo ambiente, sulla natura, forse addirittura sul cosmo. La ragione fondamentale è la sua curiosità, cui fa seguito la presunzione.

Un tema fondamentale nella nostra epoca, anticipato dalla Genesi, in cui si legge che la perdita del paradiso terrestre non riguarda soltanto l'uomo, ma, con lui e a causa sua, anche animali e piante che non hanno colpa.

Le piante cominciano a contendersi luce e spazio, gli animali lottano per il nutrimento, diventano malvagi. Tutto questo potrebbe portarci a chiedere, ingenuamente, perché mai essi, già nel paradiso, fossero dotati di zanne e alcuni di loro addirittura di denti veleniferi.

La risposta potrebbe essere che, con la cacciata, si è semplicemente attivata una funzione dei denti e cioè quella di servire da zanne. Vi erano altre possibilità, di cui alcune sono note: potevano ad esempio essere impiegate come gioielli, come elementi per costuire una sega, come avorio. Va inoltre notato che, tanto in natura come nella tecnica, organi e strumenti dei generi più svariati sviluppano denti.

Ciascuno dei possibili sviluppi era già presente nel Giardino dell'Eden, a prescindere dal fatto che esso sia stato poi realizzato o meno. Pare dunque assurda la reazione della chiesa contro Darwin: è possibile interpretare anche la sua dottrina ad maiorem Dei gloriam. Torniamo con ciò al nostro modello, alla forbice che non taglia. Anche nel morso si potrebbe vedere la forbice: risuona già nell'espressione: «dente incisivo».

 

© Paolo Melandri (8. 3. 2019)


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