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La persuasione

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 25/03/2019 21:12:50

Dobbiamo distinguere tra il mero sapere qualcosa e l'esserne anche convinti. Fra ciò che sappiamo e ciò che abbiamo acquisito tramite la persuasione c'è una differenza come tra il figlio adottato e il figlio carnale. La persuasione è un atto spirituale che si compie nell'oscurità, una segreta suggestione e un consenso interiore che non dipende dalla volontà.

Anche lo studio più diligente non ci fa progredire oltre una limitata approssimazione spirituale. Sovente, senza accorgercene, proseguiamo i nostri sforzi anche quando la lampada si spegne. Nel sonno non soltanto possiamo imparare; riusciamo persino, nel sonno, a costruirci una vera e compiuta dottrina. In tal caso, però, non afferriamo parole, frasi e conclusioni, bensì uno strano mosaico composto di figurazioni. I pensieri appaiono allora come ritmici rullii di tamburi, e i sistemi ci si presentano come architetture. Ci destiamo con la sensazione che una nuova rete fluviale si sia scavata l'alveo nel nostro paesaggio interiore, oppure crediamo di esserci esercitati con armi a noi estranee.

In questo modo accogliamo il segreto insegnamento che si cela in ogni linguaggio di alto livello, dietro il velame delle parole. Soltanto simili forme di comunicazione possiedono forza persuasiva, ma il contatto si fa possibile in noi soltanto se verso di esso il terreno fertile chiuso nel nostro essere s'inarca e protende.

 

© Paolo Melandri (25. 3. 2019)


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