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ANTOLOGIA PROUSTIANA 2019: UNA NOTTE MAGICA | partecipa
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie"
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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La forbice 10

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 07/05/2019 20:08:54

Nell'arte il serpente del Giardino è spesso raffigurato come demone: una sua caratteristica essenziale è la capacità di parlare. Con ciò bisogna pensare a un genere di comunicazione cui non occorrono una madrelingua o un vocabolario: un linguaggio che abbia bisogno di ricorrere ai suoni. Deve essere stata una lingua di cui la musica ha conservato le risonanze.

L'estasi stravolge anche il linguaggio: essa libera le parole del loro significato, ne rende manifesto il senso. È così per il miracolo della Pentecoste nel Nuovo Testamento. Lo si può vedere come il simbolo della redenzione: ci si libera del nome. Dioniso appare.

La comunicazione, e non solo tra gli uomini, diviene elementare. Un tremito precorre un mormorio, come quello dell'acqua, o un brusio, come quello del vento e introduce la profezia. Così a Patmo, o in Ezechiele 37, che va letto anche come il resoconto di una rivelazione avvenuta nel cuore di un paesaggio terrificante.

Si potrebbe interpretare il colloquio con il serpente come un bisbiglio avvertito in una grande profondità, ancora vicina all'origine. Trovarsi laggiù solo con lui è, per l'uomo, sogno d'angoscia. Un terrore più grande di quello della tragedia.

 

© Paolo Melandri (7. 5. 2019)


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