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Il cammino e la meta

Argomento: Filosofia

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 09/11/2017 12:56:45

Una delle ragioni dell'angoscia mondiale sta nel fatto che la collocazione storica della nostra situazione è certamente adeguata, ma non è sufficiente. Né può bastare, dal momento che, come nel caso delle maree sigiziali, vi concorrono circostanze più ampie di quelle storiche. Bisogna riconoscere a Spengler il merito di aver riportato la considerazione lineare della storia, che svilupperebbe il suo corso nel puro progresso, a un circolo. Egli faceva giustamente affidamento su una «rivoluzione copernicana» della storiografia.

La storia non ha alcuna meta; essa esiste. Il cammino è più importante della meta nel senso che esso può diventare meta ad ogni istante, soprattutto in quello della morte.

 

© Paolo Melandri (9. 11. 2017)


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