Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Antologia Arte e Scienza: quale rapporto? (invia il tuo contributo entro il 15 gennaio 2020) Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VI Edizione 2020
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Articoli
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 269 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Oct 18 18:39:55 UTC+0200 2019
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

La Guerra infinita

Argomento: Politica

di Franca Colozzo
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutti gli articoli dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 18/04/2018 23:12:01

 

Franca Colozzo su FACEBOOK    
Ieri alle 21:24 ·  PER UNA SERIA RIFLESSIONE SU UNA GUERRA CHE CI TOCCA DA VICINO
 

Penso che la guerra siriana abbia preso una svolta veramente diabolica, senza pietà nei confronti del massacro continuo, perpetrato su una popolazione ormai allo stremo, tra un coacervo di interessi politici ed economici senza scrupolo e grandi potenze scese in campo, approfittando della lacerante situazione tra Assad e ribelli.

L'errore più grande di Assad è stato quello di usare il pugno duro durante le primavere Arabe di sette anni fa circa. Comunque credo che proprio alcune potenze occidentali abbiano cavalcato l'onda del malessere, espresso da una parte della popolazione o fomentato da gruppi esterni rivoltosi e foraggiati dall'Arabia Saudita e dall'America, per trarre profitto da una situazione di debolezza ed entrare a pieno titolo in Siria, una volta roccaforte inespugnabile e forte dell'appoggio russo.

  
 

domenica 15 aprile 2018

GLI INTERESSI DI CHI VUOLE LA GUERRA IN SIRIA: PERCHÉ USA, UK, FRANCIA SCENDONO IN CAMPO CONTRO ASSAD.

 
 
Proprio ora! Ora che i gruppi ribelli anti-Assad hanno perso la guerra, le grandi potenze occidentali decidono di intervenire personalmente contro la Siria.
 
PERCHÉ?
"Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Arabia Saudita hanno perso la guerra sul campo", scrive Naman Tarcha, giornalista e conduttore televisivo siriano, "dopo aver sostenuto i gruppi armati, adesso si muovono loro militarmente nell'ultima occasione che gli rimane per quello che è il loro scopo sin dal 2011, il regime change siriano, eliminare Assad".
Ma quali interessi sottenderebbero una volontà per molti versi distruttiva? 
Per capirlo occorre partire  dalla posizione geografica della Siria, punto strategico più importante del Medio Oriente, porta spalancata sull' Europa e, dunque, territorio sul quale da sempre si concentrano gli interessi di Gran Bretagna e Francia. Antiche e consolidate mire che ora s'intrecciano con le più attuali di Turchia, Iran e Arabia Saudita. Interessi macchiati dal sangue dei siriani, vittime di una strage che si perpetua, attimo dopo attimo, a partire dal 2011, data d'inizio della guerra civile.
Trump è ambiguo, Macron più deciso, ma insieme, affiancati da Theresa May,
hanno sferrato l'attacco missilistico contro il suolo siriano. Al momento, limitato alla distruzione di centri per la ricerca e la produzione di armi chimiche. 
 
 
 
 
Così si dice. 
Ma le ragioni politiche che alimentano l'astio verso Assad sono parecchie. 
- A cominciare da quella palestinese, tornata d'urgente  attualità proprio in questi giorni. 
- C'è poi il conflitto sciita-sunnita, che vede l'Arabia Saudita (da sempre accusata di finanziare il terrorismo)
ben decisa a dominare la zona e a ridurre a zero l'influenza dell'Iran per poi assumere il dominio completo del Golfo a scapito del Qatar.
- Subentra il sentore che anche la guerra nello Yemen sia un altro tassello della delicata partita a scacchi che si sta giocando in Medio Oriente. I ribelli che controllano la capitale San’a sono sciiti come l’Iran, storici alleati della Russia e del regime di Assad in Siria.
Tutto il resto del Medio Oriente, Isis compreso, è, al contrario, sunnita. Far cadere i ribelli Huthi nello Yemen vorrebbe dire per Stati Uniti e Arabia Saudita indebolire l’Iran, grande nemica di entrambi i paesi. In tale contesto le vittime designate sono i civili yemeniti, soprattutto i bambini, che muoiono a migliaia, sfiancati  dalla fame, dal colera e dalle bombe saudite.
Migliaia di bombe d’aereo, provenienti proprio dalla nostra bella Italia. Prodotte nello stabilimento RWM di Domusnovas, nel Sulcis della Sardegna, sono state vendute alle forze aeree saudite per essere scaricate sullo sfortunato, martoriato Yemen, in una guerra atroce, dimenticata da tutti.
- In questo gioco al massacro sulla pelle di inermi cittadini, entra in campo anche lo scontro tra Paesi come Russia e Stati Uniti, i quali, per sufragare il proprio status di poli mondiali, devono pur mostrare i muscoli. 
- Nell'intreccio di interessi che mira a disintegrare Assad e a cambiare il Paese, si inserisce infine la Turchia, con la questione curda, perennemente irrisolta.
- Da non sottovalutare è la presenza dei Fratelli musulmani, che guidati da Erdogan e finanziati dal Qatar, hanno grande influenza in Europa, soprattutto in Gran Bretagna, dove il loro peso politico arriva ad influenzare anche le mosse del governo. Circola voce di uno scritto approfondito sui finanziamenti di islamici inglesi a favore dei gruppi jihadisti in Siria; documento  secretato, che nessuno è mai riuscito a vedere. 
Secondo molti osservatori anche in Italia i Fratelli musulmani avrebbero radici profonde, con personaggi ufficialmente considerati musulmani moderati i quali, viceversa, agirebbero per conto del radicalismo islamico.
L'utilizzo di gruppi armati sostenuti e finanziati da potenze esterne occidentali è cosa risaputa e provata: è accaduto in Afghanista con i russi, ed è noto il recente fenomeno dei foreign fighters. Figure che, di volta in volta e secondo i casi, vengono diversamente definite: terroristi, quando colpiscono in Occidente, ribelli moderati,  quando combattono in Siria. 
Per i sostenitori di Assad si tratta semplicemente di uno strumento per attualizzare la politica di regime change, il cambio di regime in Siria, secondo gli interessi occidentali.
Il primo dei quali sarebbe proprio quello di spezzare l'asse  Putin- Assad.
Siria e Russia sono alleate da sempre.
Il territorio siriano, situato tra Libano e Iraq, rappresenta la parte finale della cosiddetta mezzaluna sciita, che s'insinua fino al Mediterraneo. 
Proprio ciò che risulta sgradito all'Arabia e che, di conseguenza, non piace, nemmeno ai suoi alleati, Stati Uniti.
 
 
IL RUOLO DELL'EUROPA.
Quello dell'Europa, in questa fase di creazione e consolidamento di una ipotetica Unione, è un ruolo sospeso, pressoché inesistente. Fatta eccezione per le proverbiali sicurezze della Francia, il resto del Continente non sa che fare. Lo si è visto in Iraq, nel 2003;  nella drammatica vicenda libica e nel crescente processo di destabilizzazione dell'intera zona nordafricana, che altro non ha sortito se non il terrorismo ed un' incontrollata, dolorosa, drammatica immigrazione .
Molti sono i siriani convinti di trovarsi in mezzo ad una guerra fin dall'inizio utilizzata per un cambio di regime. Adesso che anche l'ultimo lembo di Goutha è stato liberato, ora che i ribelli si sono arresi e se ne sono andati, il caso dell'attacco chimico che senza alcuna prova viene attribuito al regime pare a molti solo un pretesto (o un tentativo) delle potenze occidentali per rovesciare Assad.
Evidentemente non ha insegnato nulla l'invenzione delle false prove sulle armi chimiche di Colin Powell per invadere l'Iraq.
Eppure un po' di prudenza sarebbe auspicabile, almeno da parte dell'Europa.
Gli Stati Uniti sanno di aver perso ormai in Siria una guerra che erano convinti di vincere in pochi mesi. 
Le stesse lobby che hanno spinto l'incerto Trump ad un'azione cosiddetta dimostrativa dovrebbero ora  spiegargli che la Russia, ovviamente, risponderà.
Se Usa, Francia e Regno Unito vogliono portare a compimento il piano che gruppi armati ribelli hanno fallito, dovranno, per "salvare" i siriani, bombardare i siriani.
Paradossi della storia.
 
Eppure, proprio su tali presupposti, dettati ora da grandi, ora da piccoli o meschini interessi, poggiano le ragioni che, di volta in volta, spingono le Nazioni ad agire l'una contro l'altra, anche a costo di immani, atroci ingiustizie. 
Ognuna in nome di una presunta visione lungimirante, che dovrebbe tutelarne nel tempo:  economia, profitti, crescita, confini, politica. Anche per questo il popolo avverso, spesso confinante, altre volte prossimo ad una vicinanza relativamente sconveniente,
deve essere imprigionato, affamano, scarnificato  massacrato. È così che si creano i profughi, quelli che poi nessuno vuole ospitare. 
 
D. Bart.

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Franca Colozzo, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia pe la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Franca Colozzo, nella sezione Articolo, ha pubblicato anche:

:: [ Politica ] Erdoğan’s Turkey (Pubblicato il 16/10/2019 23:57:19 - visite: 12) »

:: [ Religione ] ISLAM e Misticismo (Pubblicato il 30/06/2019 17:19:19 - visite: 99) »

:: [ Politica ] Il Manifesto di Ventotene (Pubblicato il 25/05/2019 10:42:47 - visite: 56) »

:: [ Politica ] Sistema Italia: punti di forza e di debolezza (Pubblicato il 04/05/2019 11:24:44 - visite: 117) »

:: [ Viaggi ] Il mio viaggio alla scoperta di Istanbul (Pubblicato il 15/07/2018 00:00:58 - visite: 238) »

:: [ Politica ] 9 maggio: La giornata dell’Europa (Pubblicato il 10/05/2018 23:35:49 - visite: 268) »

:: [ Viaggi ] Usi e costumi in Turchia (Pubblicato il 12/03/2018 22:17:01 - visite: 328) »

:: [ Viaggi ] Istanbul, città sospesa tra sogno e realtà (Pubblicato il 19/02/2018 23:14:23 - visite: 333) »

:: [ Viaggi ] Il quartiere di Galata (Pubblicato il 19/01/2018 13:02:58 - visite: 192) »

:: [ Ingegneria ] Le contraddizioni dell’Architettura contemporanea. (Pubblicato il 09/06/2017 20:01:53 - visite: 280) »