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Fondare sapere e conoscenza sul Vero è imprescindibile.

Argomento: Filosofia/Scienza

di Fabiana.Scapola
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Pubblicato il 22/09/2019 04:11:16

Fondare sapere e conoscenza sul "Vero" è essenziale e imprescindibile.

Riscriviamo il vero.

 

Impariamo a distinguere la notizia vera da quella falsa. Il grado di probabilità e vero-somiglianza di ciò che leggiamo e a muoverci nella notizia, con la notizia.

 

 

Come soddisfare la richiesta precedente?

 

  • Affidati a fonti attendibili.
  • Inserisci nella tua progettualità so le informazioni e i dati certamente veri e scarta gli altri non comprovabili.
  • Usa i social e la rete per verificare quanto letto o appreso.
  • Secondo la regala delle cinque W essa avrà sempre un dove, un chi, un cosa, un quando e un perché.
  • In quel dove contatta tuoi amici face book e chiedi conferma a volte è l’unica via che abbiamo.
  • Se il tempo dell’accaduto non è il presente chiedi a docenti universitari o esperti del settore.
  • Se si tratta di nuove utilità o di beni in commercio, macchinari - integratori - farmaci da banco o quant’altro sii molto prudente che per questi molte volte non c’è referente alcuno.
  • Apprezza la fonte indiretta che ha il privilegio di essere vera perché chi scrive o parla non ha alcuna intenzionalità in merito a quell’ambito. Spesso non si accorge neanche di fornirla[1].

Al di là di queste semplici dritte cerchiamo di stilare un metodo logico-matematico il quanto più possibile oggettivo.

In merito alla valutazione dell’attendibilità della fonte si può impostare quanto segue:

Attendibilità attesa (Aa) è quella che “merita” istituzionalmente il soggetto che “la eroga”.

Se è un ente accreditato o predisposto; se è un professionista del settore, se ha i titoli necessari, se è un docente universitario pluriaccreditato… stabilendo un coefficiente (Aa) che va da 0 ad 1 dobbiamo assegnargli l’1.

La sitografia: wikipedia, i blog e i forum (a parte i siti accreditati) non hanno attendibilità come fonte di apprendimento del sapere riconosciuta. Le informazioni che ricavi da lì devono essere validate in qualche modo se necessarie e significative per la tua ricerca, il tuo studio o i tuoi progetti. 

Se non ritieni opportuno validarli puoi riportarli nel testo sempre citando la fonte.

Per usarli in ambito  scientifico devi “comprovarli”.

Questi sono è criteri di validità oggettiva della fonte socialmente condivisi.

Benché, purtroppo, non implichino e non portino come assunto la veridicità del dato (wiki può essere più vera di un libro di storia ma non puoi usarla).

 

Esiste poi l’Attendibilità percepita (Ap). Questo è un parametro soggetto ad un criterio soggettivo. Nasce dalla mia capacità e predisposizione percettiva non è attendibile è modulato dal contesto sociale, dalle mode, dalla storia recente-contemporanea-attuale e dalle opinioni diffuse.

Oppure dalla mia personale esperienza che mi ha portato a valutare la persona o il soggetto giuridico che “parla”.

 

Ad esempio i morti durante il terremoto dell’Aquila. Il dato reale implica imprescindibilmente un’azione a monte che non può andare in dissolvenza “si è detto di rientrare nelle abitazioni che non si correva alcun rischio” e che “il terremoto non si può prevedere” un’analisi avrebbe messo subito in risalto la non veridicità intrinseca di questa affermazione.

 

Il terremoto non si può prevedere….a quel punto non puoi dire neanche “rientra in casa non ci sarà terremoto” che non lo sai se ci sarà o meno…non lo puoi prevedere. Perché in una crisi sismica affermi che non ci sarà?

 

Poi la credibilità della persona che comunica, magari un membro autorevole della protezione civile, stravolge tutto….le persone ci credono..i ragazzi rientrano e muoiono”.

 

Come possiamo aiutarci? Generando: 1) una funzione che esprima un coefficiente di invalidazione (che chiameremo funzione Killer indicandola con K); 2) un iter di validazione delle notizie/dati per noi più necessari.

 

Ad esempio, supponiamo che io stia scrivendo una tesi e stia svolgendo delle ricerche per trovare le informazioni indispensabili alla sua stesura. Nel libro di “Alvaruccio” ho rimediato molti elementi utili ma lui è un dipendente di una grande società produttrice di energia ed io sto lavorando sull’autonomia energetica delle metropoli. Ora mi accorgo che ciò fa sì che io dubiti della veridicità di alcune informazioni importanti[2]. Quindi se l’appreso (y) legato al testo è rappresentato dall’esaustività dello scritto esprimibile come n° informazioni date (i.d.) su n° informazioni cercate/attese (x) è normale che la credibilità agisca sugli stessi come un decremento e/o una dissolvenza (Dy) e questo può essere visualizzato applicando (∑%) direttamente ad Y nel seguente modo (Dy) = (∑%) (y) lasciandoci una percezione inficiata dell’appreso pari a Y= (y) - (Dy).

La credibilità inficiata diminuisce di fatto l’appreso e vederlo matematicamente è bello.

Il problema non è da poco, io devo fare la tesi e così non posso perché il non poter credere ad una informazione è come non averla ed il credere ad una informazione falsa è come mettere mattoni di sabbia nell’edificazione di casa.

Come ne esco?

A questo punto se l’informazione di Alvaruccio proprio mi serve devo inventarmi qualcosa. Intanto mi riscrivo la frase e ci ragiono devo tentare di validarla.

Resta il problema di quello presente e di tutti gli altri libri; a questo punto creo K.

Lo chiamo coefficiente di invalidazione e lo faccio variare fra 0 e 2. Maggiore è il suo valore e massima è l’invalidazione; se è pari a 0 l’invalidazione è nulla.

Infatti la funzione è costruita in modo tale che se l’informazione appresa è intera (y=1) ma del tutto inficiata si ha K = x – (-y) = 1 – ( -1) = 2

Se l’informazione appresa è intera (y=1) e per nulla inficiata si ha K = x – (-y) = 1 – (1) = 0

Ho scelto di strutturarla così in modo che sia intimamente coerente (vi sia proporzionalità diretta fra il danno alla credibilità e la crescita del coefficiente che lo esprime) con ciò che significa e affinché sia vincolata in un range limitato dal chiaro significato.

Può assumere solo valori compresi fra 0 e 2.

 

 

Il coefficiente di invalidazione[3] K è costruito come una funzione che può essere schematizzata in prima battuta come segue:  K  = f ( x - [ (∑0-1n….nx) % (Aa) * (±1) * y] ) = da 0 a 2

 

Ossia una funzione f composta da una sommatoria (∑0-n p1….pn) degli n parametri (P) calcolati singolarmente per gli n fattori influenti a contorno potenzialmente invalidanti. Stabiliamo che la sommatoria deve poter chiudere a 100 rappresentando un valore percentuale.

Tradotto in termini matematici significa (100:n) è il valore dell’intero di riferimento M  (valore di incidenza massima) per ciascun P da calcolare di volta in volta; da cui. M = (100:n) di ciascun M noi prenderemo la parte corrispondente rappresentativa dell’incidenza i di un fattore P.

Un fattore generico A ricade in una classe di incidenza Ci che può essere: alta - discreta - media – appena apprezzabile - bassa/nulla. Espresso in frazioni diventa Ci=

  • alta Ci  =  4/4 ;
  • discreta Ci  =  3/4;
  • media Ci  = 2/4;
  • appena apprezzabile Ci  = 1/4;
  • bassa o nulla Ci  = 0.

L’incidenza i  di ciascun fattore P sarà data da M  * (uno dei seguenti 4/4 ; 3/4; 2/4; 1/4; 0). iA = M * (uno dei Ci  possibili 4/4 ; 3/4; 2/4; 1/4; 0) ovvero stabilita per A un’incidenza Ci discreta avremo iA = M * (3/4)

 

In un esercizio di prova abbiamo individuato sette fattori influenti cosa significa questo?

Che gli n fattori P influenti sono 7 (A;B;C;D;E;F;G) ossia n=7 da cui si deriva che MP = (100:n) ;

 

MP = (100:7).

 

Da ciò segue che

 

M = MA+ MB+ MC+ MD+ ME+ MF+ MG= 100

 

e che

 

MA= MB= MC= MD= ME= MF= MG = MP= M /7.

 

Per ciascun  P , stabilita la classe di incidenza, si calcolerà l’i corrispondente.

 

  • iA = MA * (Ci di A che avevamo detto pari a 3/4)
  • iB = MB * (Ci di B)
  • ·         iC = MC * (Ci di C)
  • iD = MD * (Ci di D)
  • iE = ME *  (Ci di E)
  • iF = MF *  (Ci di F)
  • iG = MG * (Ci di G)

 

ora

 

La Ci  di A è discreta = 3/4

La Ci  di B è nulla = 0

La Ci  di C è nulla = 0

La Ci  di D è appena apprezzabile = 1/4

La Ci  di E è alta = 4/4

La Ci  di F è nulla = 0

La Ci  di G è appena apprezzabile = 1/4

 

Applicato alla sommatoria  [ (∑0-n p1….pn) ]

 

avremo

 

[ 0-n MP * (iA-G) ]

 

Da cui

 

[ 0-n MP * (iA + iB + iC + iD + iE + iF + iG) ]

 

Ossia

 

= [0-7 (100:7) (3/4 + 0 + 0 + 1/4  + 4/4 + 0 + 1/4 ) ] =

 

 = [ 14.28 (3/4 + 0 + 0 + 1/4  + 4/4 + 0 + 1/4) ] =

 

[ 10.71 + 0 + 0 + 3.75 + 14.28 + 0 + 3.75 ] = 32.13

 

Ricordando che la sommatoria in % moltiplica Aa (attendibilità attesa) in K sarà

 

 K  = f ( x - [ (∑0-1n….nx) % (Aa) * (±1) * y]) = da 0 a 2

 

Avremo  

 

K  = ( x - [ 32.13 % (Aa) * (±1) * y]) = da 0 a 2

 

L’attendibilità attesa (Aa) è pari ad 1 in quanto chi parla è un luminare delle scienze universalmente riconosciuto quindi

 

K  =( x - [ 32.13 % (1) * (±1) * y]) = ( x - [ 32.13 % * (±1) * y]) la 32.13 % (1)  va moltiplicata per più o meno uno (a seconda che sia concorde o discorde dal verso dell’informazione)

 

In questo caso il segno da attribuire è – 1 perché tutti i fattori P concorrono ad invalidare il dato y della fonte per cui sarà:

 

K =( x - [ 32.13 % * (- 1) * y] ) =  il tutto * y informazione data =( x - [-32.13 % * y]) 

 

I parametri a contorno P  variano di volta in volta. Posso essere di rischio, vulnerabilità personale, valoriale ed economica. Si può seguire la formula precedentemente data K  =  f ( x - [ (∑0-1n….nx) % (Aa) * (±1) * y] ) se i fattori che considero sono tutti invalidanti oppure utilizzare la K  nella sua variante = f ( x - [ 0-n MP * (iA±iB±iC±iD±iE±iF±iG) ] % (Aa) * y] ) = che, qualora vi fossero, include anche gli elementi esterni a supporto della bontà di y e che lavorano per l’aumento dell’ Aa.

 

Applicandola al caso del Gattola in cui la y aveva un valore di 0.5 (4 informazioni su 8)

 

K  = [x - (-32.13 % * y) ] = [ 1 - (-32.13 % * 0.5)] = [  1 - (-0.16)] = 1.16

 

Ora ho un metodo che posso utilizzare quando necessario.

 

Intanto torno alla frase di Alvaruccio su cui stavo ragionando e penso a come validarla.

 

Il coefficiente di validazione è un iter di formalizzazione del dato che deve ottenere l’accreditamento essendo per lo più “informale”. Se è una informazione di carattere scientifico si può procedere secondo i laboratori specializzati ed enti accreditati. Ad esempio se vi sono delle alghe adese al fondale di un lago e si parla di tossicità prima di inserire il termine “non comprovato” nelle mie nozioni certe prelevo un campione lo invio ai laboratori, contatto docenti universitari e faccio analizzare i parametri a contorno per l’intima coerenza del sistema. Solo allora uso il dato.

In alternativa o a supporto cerco dati di bibliografia, non è sbagliato chiedere testi ai docenti delle materie. Può anche bastare un timbro e una conferma di un Docente Universitario (anche lui sottoposto a coefficiente di invalidazione).

 

Qualora si parli in ambiti ancora non conosciuti, tipo i processi metabolici è inutile generare discussioni. Ognuno segue la scuola di pensiero che più lo convince e si procede con onestà intellettuale a inserire elementi (a completamento) contrassegnati da coeff. di incertezza (tipo un asterisco riportato in legenda e nella premessa al testo) affinché il discente sappia che “non è così ma è probabile che lo sia” che stiamo lavorando in questa direzione ma non siamo arrivati a “conclusione certa” a poter formalizzare una tesi, una definizione certa.

Specialmente se si tratta di testi universitari abbiamo il dovere di specificarlo sempre affinché non lo si inserisca nel proprio bagaglio di nozione certa.

 

La frase “il terremoto non si può prevedere”, ad esempio, non è del tutto vera.

 

Esiste una ciclicità al permanere delle condizioni di stress e strain

Esiste una modellizzazione possibile

Esiste l’individuazione di sforzo massimo sostenibile…etc

Esiste rapporto fra accumulo e rilascio di energia.

Esiste misurazione dello stato tensionale…in analogia al triassiale? (aumento di densità, rilascio di energia tensionale come molla compressa..etc

Una circolazione peculiare di fluidi

La variazione dell’energia potenziale (vettor g – anomalia gravitazionale)

Variazione flussi termici e gassosi.

 

Ora cerchiamo il testo che funga da base per l’esercizio esempio per applicare quanto detto.

 

Questo fattore coefficiente di invalidazione è un parametro costruito su fattori esterni al testo stesso, se si cerca poi un parametro intrinseco al testo si può procedere applicando ad esso la funzione Pfister – Mandelbrot o meglio con quella funzione derivare il grafico (l’immagine ad esso associata)  e sovrapporlo al precedente e vedere gli scarti.. potrebbe anche indicare i punti “fasulli”. Questa è una proposta di ricerca da me avanzata via Twitter e via Le Recherche il 19 settembre 2019.

 

Analizziamo un caso di “discussione e analisi” della bontà della fonte e dei dati.

Come si arriva a cogliere un “falso” e a cercare di ricostruire il vero.

 

Porto qui di seguito un lavoro da me svolto in ambito di stage presso l’APAT.

In esso si segue il processo logico che porta prima ad invalidare un dato e poi a svolgere tutta una serie di indagini, ricerche e applicazioni matematiche per far sì che le ipotesi, portate con corretto processo scientifico, possano essere formalizzate in enunciazioni di tesi.

 

Si parla del Lago di Caira. L’antico Lago di Caira (esistito dal 1724 al 1902-4), attualmente estinto e trasformato in vivaio della forestale, è ubicato a valle dell’abitato di Caira, frazione di Cassino. Si colloca quasi alla confluenza fra il Torrente Calcara ed il Fiume Rapido sul limite morfologico della conoide di versante sulla quale si è sviluppato il paese. Nel Giornale cassinese e nella Storia di Montecassino del Gattola, viene riportato che la notte fra il 18 ed il 19 febbraio dello stesso anno nel luogo, ove è ora (chi scrive vive nel 1734) il Lago di Caira, un rumore fortissimo si intese ed i contadini che abitavano nei dintorni, come se un grande terremoto fosse accaduto, abbandonando le loro case fuggirono. Al mattino si accorsero che una zona di circa quindicimila metri quadrati era sprofondata creando una voragine la quale, nel punto più profondo, raggiungeva i ventitre metri subito riempitasi di acque sorgive: per l’appunto il lago di Caira.

 

7.4 Geometria iniziale della forma ed evoluzione nel tempo.

 

In non poche difficoltà ci si imbatte per determinare le dimensioni iniziali dello sprofondamento che diede origine al lago di Caira. Prima fra tutte la “discordanza” delle fonti, l’incongruenza interna di alcune di esse e la parzialità e/o incompletezza dei dati forniti da altre.

Per ricostruire la geometria iniziale della voragine apertasi nei possedimenti di Monte Cassino in località Caira nel 1724 bisogna, comunque, partire dalle notizie riportate dal “Giornale Cassinese” e successivamente raccolte nelle “Historiae” del Gattola come visto nel paragrafo precedente. Da queste si evincono le seguenti indicazioni: a) sprofondati otto tomoli di terreno ciascuno, di 900 ”avambracci/cubiti napoletani” di otto “palmi” b) perimetro della voragine 275 avambracci/cubiti napoletani; c) asse est-ovest 124 (?) e nord-sud 139 (?)

Volendo ricavare le dimensioni della forma in base a quanto detto si incontrano immediatamente due problemi:

1. le unità di misura adottate non solo non sono attualmente in uso ma è anche difficile attribuirvi un valore preciso;

2. nel riportare le dimensioni degli assi non è stata indicata l’unità di misura utilizzata che, per vincoli geometrici, non può essere l’ultima citata.

 

Altri autori si sono imbattuti in questa situazione ma, data la diversa specificità del loro lavoro, hanno potuto direttamente evitare di riportare tutte le dimensioni, altri che vi hanno provato non si sono preoccupati di verificare la congruenza dei loro dati.

Per accertare le reali dimensioni del lago sono state consultate fonti storiche, enciclopedie del lessico italiano e testi latini, per trovare una corrispondenza in centimetri dei “palmi”, “avambracci” e “tomoli” e si sono poi convertiti i dati delle fonti nell’unità di misura adottate nel nostro sistema di riferimento. Si è verificata la veridicità del dato mediante il confronto fra misura empirica e sperimentale del perimetro della voragine. Tale espediente è stato, inoltre, utilizzato come indice dell’attendibilità dei valori riportati in ogni testo consultato (storico e/o attuale). Ossia, se la discrepanza, lo scarto, fra il dato sperimentale e quello empirico era tale da non poter essere giustificato con l’andamento irregolare proprio di geometrie “naturali” le dimensioni ivi indicate venivano considerate non valide.

Applicando una formula approssimativa del perimetro dell’ellisse (P=2π[(a2·b2)/2]1/2) si vede che il valore dei due assi è espresso con un un’unità di misura diversa da quella del perimetro. Infatti, se i due assi fossero stati espressi in avambracci come indicato per il perimetro, applicando la precedente il risultato dovrebbe essere confrontabile con il valore misurato.

Essendo “a” il semiasse maggiore e “b” il minore, si ottiene: P=2π[(69,52·622)/2]1/2=413,79 a=139/2=69,5 b=124/2=62 misura questa incompatibile con i “275 avambracci napoletani” pur volendo considerare un aumento del perimetro dovuto all’andamento irregolare dell’orlo della voragine.

Si è proceduto, quindi, cercando di verificare se fossero stati espressi in palmi napoletani e, soprattutto, convertire gli stessi e gli “ulnae” in centimetri.

Consultando l’enciclopedia del “Lessico universale Italiano” (Treccani, Roma 1970) risulta che i palmi assumevano valori compresi tra i 20 e i 30cm in base al territorio di riferimento.

A quelli napoletani viene riconosciuto un valore standard pari a 26,4cm. Nel dizionario della lingua latina gli “ulnae”, indicati come cubiti, trovano corrispondenza con i nostri cm45. Confrontando questo valore con quelli indicati nell’enciclopedia e tenendo in considerazione il periodo in questione, essi possono essere ricondotti ai cubiti Attici e Romani ai quali viene attribuito un valore di 44,4cm. Si può pertanto procedere al calcolo.

Abbiamo quindi l’asse maggiore di 3670 cm (139 palmi napoletani equivalenti a centimetri 139·26,4), il minore di 3274 cm (124 palmi napoletani equivalenti a centimetri124·26,4) ed il perimetro di 12210 cm (275 cubiti napoletani equivalenti a centimetri275·44,4). Segue che:

P=2π[(18352·16372)/2]1/2=10920cm a=3670/2=1835 b=3274/2=1637

lo scarto nettamente inferiore (12,9m) fra il perimetro misurato e quello calcolato sperimentalmente accerta che gli assi sono espressi in palmi napoletani.

Tenendo conto che la proporzione fra gli assi deve rimanere costante e che il perimetro è un dato empirico, abbiamo gli elementi necessari per impostare il seguente sistema (124:139=x:y e 12210=2 π·((x2·y2)/2)1/2) da cui si ottiene che il semiasse E-W è di 18.5m, quello N-S di 20,5m.

Secondo il nostro procedimento il lago di Caira, al momento della sua formazione, aveva l’asse maggiore di 41m, il minore di 37m, il perimetro di 122,1m, una profondità di 23,7m (90 palmi napoletani equivalenti a centimetri 90·26,4) ed un’area di 310m2. (Formalizzazione ed nunciazione della mia tesi)

Saragosa (1998) aveva indicato una circonferenza di 550m e diametri di 250m e 280m ma questi dati non trovano corrispondenza tra di loro.10

Misure effettive sulle dimensioni reali del lago risalgono al De Marco (1888 ): « Avendolo io misurato nel gennaio di quest’anno, ho trovato la sua periferia di 525m (con un diametro medio di 165 metri circa)»

Questo significa che in 164 anni lo svasamento dei bordi con la rimozione delle particelle ha più che quadruplicato le dimensioni originarie[4].

A Del Foco (1902) va il merito di aver riprodotto l’unica cartina del lago a noi pervenuta. Sulla sezione IGM al 10.000 il diametro attuale della paleoforma è di 170 m.

 

 

Avendo a disposizione questo lavoro già svolto anni fa completiamone l’analisi con i criteri che abbiamo preso in considerazione per il coefficiente di invalidazione e, successivamente, confrontiamo il percorso seguito per arrivare ad individuare le corrette dimensioni della forma con quanto esposto per il coeff. di validazione.

 

Applichiamo Il coefficiente di invalidazione abbiamo visto che esso è una funzione dialettica (una discussione tradotta in funzione-espressione) che può essere schematizzata in prima battuta come segue:  f (x - [ (∑0-1n….nx) % (Aa) * (±1) * y]) = 0 - 2

Analizziamo la prima sommatoria; fattori di rischio indotto (porta danno a qualcuno o qualcosa? Può determinare reazioni violente o pesanti?) = 0; vulnerabilità personale (confessioni pubbliche, rivendicazione di proprietà, esposizione a ritorsioni) =0; valoriale (scontro ideologico – posizione contraria alla classe dominante – opposizione all’opinione pubblica prevalente) =0; economica (esposizione a denunce – lesione di patrimonio altrui -svalutazione dei terreni…etc) =0 quindi otteniamo uno 0% che nulla sottrae ad Aa.

La valutazione di quest’ultima in questo caso è particolarmente semplice perché a tutte le fonti può essere assegnato Aa =1 in quanto si tratta di studiosi storici accreditati, cronache monastiche, autori seri locali.

Al moltiplicatore (±1) assegniamo il verso positivo in quanto tutti gli elementi a contorno concorrono a supportare la veridicità del dato (onestà di informazione e intellettuale, attinenza stretta al vero per interessi di studio e reale apprensione per la comprensione del fenomeno)

Ad y informazione data non possiamo assegnare il valore intero in quanto è incompleta, parziale e contraddittoria per ciascuna fonte. Calcoliamo l’indice. A noi cosa serviva sapere della forma? Data, “ora-momento”, Profondità; perimetro, asse maggiore e asse minore, il solido di riferimento che meglio l’approssimava (cilindro, tronco di cono, cono?), il suo volume. Il totale dei parametri è 8. Quanti parametri (np) fornisce ciascun articolo – autore? Si esprime y in percentuale ((np/8)*100)% sapendo che  25% =25 / 100= ¼ = 1:4 = 0,25 trasformiamo y in decimale compreso fra 0 e 1.

Ad esempio il Gattola ci fornisce: volume e profondità; data e momento. Quindi 4 parametri su 8, il 50% delle informazioni pari a  ½  corrispondente a 0.5 

Quindi abbiamo K= (1 - [0 %  (1) * (+1) * 0.5])  ossia K= (1 - 0.5) = 0.5 ; l’informazione che cerchiamo è scarsamente invalidata. Non è utilizzabile, il che è vero, prevalentemente perché si presenta al 50% delle notizie necessarie. Se il K fosse stato 0 avrei potuto utilizzare la fonte senza dover fare altre ricerche perché il testo me le avrebbe fornite tutte (y=1).

 

Se voglio recuperare l’informazione devo far si che

 

X / Y  sia = 1

 

Dove x è il soggetto del fatto reale l’incognita della funzione: l’informazione reale. Detto in termini semplici ciò che riscrivo (l’adeguamento del testo letto a cui ho applicato la funzione) deve coincidere in tutte le parti con la verità e la completezza del fatto.

 

Abbiamo visto che Il coefficiente di validazione è un iter di formalizzazione del dato che deve ottenere l’accreditamento essendo per lo più “informale”. L’accreditamento può esser dato anche dall’applicazioni verificate di leggi fisiche, funzioni o formule matematiche. Deve esser coerente con il sapere condiviso universalmente.

Nel caso del Lago di Caira il procedimento di validazione si è basato su fonti “statutarie” (enciclopedie e dizionari latini), comparazioni di fonti non coeve, su formule matematiche e confronti cartografici. Quando tutti i dati hanno trovato intima coerenza si è enunciata la tesi.

Ora vi chiedo di applicare a qualche testo il presente articolo e di inviarmeno copia via mail per migliorare quanto fatto ed avere maggior numero di esempi esplicativi. Personalmente vorrei i primi numeri di "Metropolis: autonomia possinbile".

Vi lascio un caro saluto augurandovi "Buon lavoro".



[1] La fonte capita nel testo accidentalmente. In riferimento all’esempio del punto cinque si comprende benissimo come il giovane Lorenzo non avesse alcun motivo per inventarsi dell’esistenza del dentifricio liquido (specialmente se nella lettere successive dopo averlo ricevuto racconta che un compagno se ne beve metà spremendo il tubetto direttamente verso la bocca). Nello stesso libro hai informazioni precise dei bombardamenti avvenuti nella zone Firenze – Lecceto in merito ai giorni, ai luoghi e ai danni che di certo, dovendoli ricercare per motivi di studio o interesse personale, non saresti andato a leggere un libro così. Ossia se cerchi i bombardamenti in della seconda guerra mondiale a Firenze e dintorni non vai a comprare “Lettere alla mamma” di D.L.M. tantomeno se stai ricostruendo un excursus storico sul dentifricio e la sua diffusione.

 

[2] La credibilità di chi scrive agisce sul testo diminuendo l’efficacia e la significatività dell’appreso. Esso non diventa costitutivo della persona. Anzi, se la credibilità è del tutto danneggiata è come se la notizia non fosse mai pervenuta, non cambia il mio agire e il mio pensare (progettare e valutare). Ai dieci comandamenti ad esempio non ci crede più nessuno; si conoscono senza attribuire ad essi credibilità e ognuno agisce come vuole: come se non esistessero.

Così è delle informazioni che recepiamo classificandole non credibili o da fonte non credibile.

[3] Interesse di terzi ad invalidare la fonte ossia a validarla. Questo deve sparire portato via dal rasoio di Occam

[4] Riportiamo il testo: l’anno 1724, la notte fra il 18 e 19 febbraio, alle ore 10, una zona di circa 15000m2 sprofondò…il terreno era seminato a grano ed era di proprietà di tale Francesco Pollastrella, in parte del monastero di Santa Scolastica e del seminario Cassinese, ed in parte del Regio Demanio. La legenda narra che alcuni contadini nel giorno di Sant’Anna preferirono tagliare il grano bevendo e cantando. La Santa li punì l’anno successivo, facendo sprofondare il luogo e facendo crollare una casa che seppellì alcuni spergiuri. …Si era formata una voragine, che nel punto più profondo raggiungeva i 23m. …La circonferenza del lago fu calcolata in 275bracci napoletani, dunque circa 550m, mentre il diametro da est verso ovest risultò di 124bracci, quindi m250, e trasversalmente misurò 139bracci, cioè m280.


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