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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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’DISSOI LOGOI’ (..fammi ridere o fammi male)

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 27/03/2015 17:50:22

Dissoi Logoi

 

George !!!!!!!!!!, ma dove sei? Sì Ann, sono qui che leggo il giornale, dimmi. Puoi dirmi il significato di ‘dissoi logoi’? Una locuzione dal greco per dire ragionamenti duplici. Vuole significare, allo stesso tempo? Il tempo in questo caso non ha alcuna importanza, ad esempio oggi piove ma per te che hai voglia di uscire potrebbe pure essere una bella giornata di pioggia. Stiamo sul polemico George? Non propriamente, tu hai fatto la domanda e io ti ho dato la risposta. Piuttosto perché non dici che non hai nessuna voglia di uscire? Per quanto mi riguarda non è affatto una buona giornata, piove e ci si deve munire dell’ombrello, ci si bagnano le scarpe, ci si raffredda, ci … Basta così George, vuol dire che uscirò da sola, a godermi in santa pace la mia bella giornata di pioggia. ‘Dissoi logoi’ appunto, che ancora una volta ci vedono ragionare sulla stessa cosa ma in modo diverso. Sii più esplicito. Pensi a un esempio pratico? Direi di sì. Ecco, sarebbe inclusivo/esclusivo tra la differenza che passa fra sex-appeal e seduzione, nonché tra eccitazione e orgasmo, a te la scelta mia cara. Indubbiamente la tua è un’ossessione senza possibilità di scampo, gira e rigira gli uomini vanno sempre a finire là. Gli uomini hai detto, devo pensare a qualcuno di mia conoscenza Ann? Sì certo, tu. E chi altro? Dimmelo tu. Ahhh, smettila George, non essere infingardo. D’accordo, facciamo un esempio pratico … tu stai leggendo ’50 sfumature di grigio’ un romanzo dalla copertina patinata affatto eloquente di quello che è il suo contenuto … Per caso, e sottolineo per caso, mi è capitato di sfogliarlo e di leggere di orgasmi ripetuti a sfinimento, moltiplicati con tanto di particolari aggiuntivi che non lasciano nulla all’immaginazione … Una sorta di manuale erotico che invita chi legge a misurarsi nell’interpretazione mercificata dei rispettivi ruoli, niente di così particolarmente nuovo se non un mixer-up di pamphlet di successo … E poi critichi in me le voglie diciamo ‘particolari’ volte a supplire la staticità del nostro amplesso (?) Ma George, ti prego! No, perché vedi Ann, i ‘dissoi logoi’ quei duplici discorsi di cui sopra spesso in antitesi fra loro, pongono un problema fondamentale: quello appunto dato dall’essere duplici che a fatica vogliono/devono farsi uno, pur procedendo lungo due parallele separate. Scusami George, mi sembra un’impresa improba, un assurdo inaccettabile. Certo che sì, ma perché nascondono almeno due prospettive apparentemente inconciliabili ... Attenzione Ann, solo apparentemente … Perché basterebbe che tu dicessi un sì … e i nostri punti di vista sul sesso, per esempio, troverebbero il loro punto d’incontro … Pensaci, è una possibilità questa che non proscrive l’erotismo a una qualità esclusivamente pornografica, non credi? Ciò in cui credo è qualcosa che solo la profondità dei sentimenti arriva a soddisfare. Sì certo, non può essere diverso da così se ti ostini a leggere le voglie vituperate della protagonista Anastasia che chiede quel ‘qualcosa di più’ convinta che il sesso per il sesso non le possa dare … Ma che ne sarà di Anastasia una volta superata la febbricitante ossessione letterario-sessuofobica che si ostina a portare avanti? … Spero solo che dopo le prime ‘cinquanta sfumature di grigio’ e poi le altre ‘cinquanta sfumature di nero’ e ancora ‘cinquanta sfumature di rosso’ per completare il sequel di 560 pagine ogni volta e più di 1500 amplessi per venire a capo della storia, sarai pronta ad assumerti tutte le scontate imprudenze che la tua eroina mette in scena quasi fossero parte di una tragedia che la colpisce. Aspetta Ann, com’è che la bella Anastasia si esprime nel primo pamphlet e che finge di non farcela: “Oddio... cos’ho fatto?” Crollo sul letto, con le scarpe e tutto, e mi metto a urlare. È un dolore indescrivibile... fisico, mentale... metafisico... È ovunque, mi si infiltra nelle ossa. Una tragedia. Questa è una tragedia, e sono stata io a provocarla. Nel profondo di me stessa, un pensiero spontaneo e sgradito arriva dalla mia dea interiore, che ha un ghigno sul volto... il dolore fisico delle cinghiate non è niente, niente in confronto a questa devastazione. Mi raggomitolo, stringendo disperatamente il fazzoletto di Taylor, e mi abbandono alla disperazione”. Ma è solo finzione e tu che leggi sai perfettamente che Anastasia sta fingendo, eppure, in fondo è proprio quello che vuole: 'La porta dell’avvenire sta per aprirsi. Lentamente. Implacabilmente. Io sono sulla soglia. C’è soltanto questa porta e ciò che v’è nascosto dietro. Ho paura. E non posso chiamare nessuno in aiuto. Ho paura' – scrive Simone de Beauvoir in ‘Una donna spezzata’, un classico che ha fatto della liberazione femminile la sua bandiera, andando oltre la sottigliezza psicologica di identità, di ruolo, di prospettive che la teneva legata alla propria condizione di donna, per far fronte a una sconfitta senza appello, perché infine è alla paura mista al piacere che Anastasia sta cedendo. Quello che ogni donna (sensata) vuole, ovviamente. Tuttavia sussiste sempre una mediazione fra la propria vita e la vita dell’altro e questa riallinea, se vogliamo, l’orizzontalità del dialogo a due, non ti sembra George? È allora che l’allocuzione greca ‘dissoi logoi’ trova la sua applicazione; permette, se così si può dire, la possibilità di una ricomposizione di una sintesi reale e coerente di un dialogo, la proposta di un ritorno all’uno seppure precluso dall’inconciliabilità … Come dire che si può essere in accordo su qualcosa pur restando dei propri separati pareri. Un po’ come fanno i nostri amici Clara e Antony quando si dicono ‘separati in casa’, o forse calza meglio l’esempio di fare del sesso come ‘sana ginnastica da camera’ come facciamo noi. Mah George! Sì Ann, riprendimi pure, tante parole, forse troppe, per non dire nulla. Noi tutti, anche se lo neghiamo con virulenta passione, siamo prigionieri dei nostri contesti, così come la parola ci limita nel suo stesso pronunciarsi … Ti è mai capitato di dire una parola, una parola qualsiasi, e dopo renderti conto che quella parola detta non è stata in grado di esprimere appieno ciò che sentivi dentro e volevi veramente dire? Con ciò George stai dicendo che hai deciso di non uscire? Sì, no, perché vedi, il tutto è solo una ipotesi, ogni possibilità è data dalle circostanze le cui prospettive vengono costruite dalla fitta trama di interrelazioni dovute al contesto in cui a condizionare la scelta è questo dannato tempo, quella che tu dici essere una bella giornata di pioggia. Ho compreso George, non c’è bisogno che tu vada oltre il tuo dire. Non è il caso di prendersela più del dovuto … le nuvole, la pioggia, il vento fanno il proprio dovere; per il resto la casa è un ‘magico rifugio’, non lo credi anche tu? ‘Dissoi logoi’ George, restiamo in casa, del resto si è fatto tardi per qualsiasi altra cosa che non sia rifugiarsi sotto le coperte del letto, dai vieni! Ann, che cosa ti prende? Come Anastasia all’improvviso mi sento febbricitante di un’ossessione letterario – sessuofobica. Vieni a letto George e una buona volta smettila di parlare, piuttosto fammi ridere ... oppure, fammi male!

 

 

Dissoi Logoi

 

George!!! Yes Ann, are here that I read the newspaper, tell me. What are the 'dissoi logoi'? A locution from the Greek to say double reasonings. Does it want to mean at the same time? Here the time doesn't have any importance, today it rains for instance but for you that you feel like going out it could be also a beautiful day of rain. Are we on the polemic George? Not you have properly, done the question and me I have given you the answer. Rather because you don't say that don't have anybody desire to go out? As it regards me it is not at all a good day, it rains and it owes us to provide some umbrella, they bathe us the shoes, it gets cold us, there… Enough so George, means that I will go out alone, to enjoy me in holy peace my beautiful day of rain. 'Dissoi logoi' note, that once more they see us reason on the same thing but in different way. Be more explicit. Do you think about a practical example? I would say of yes. Here it would be inclusive / exclusive among the difference that passes between sex-appeal and seduction, as well as between excitement and orgasm, to you my dear choice. Undoubtedly yours is an obsession without possibility of escape, it turns and it turns the men they always go to end there. The men you have said, do I have to think about someone of my knowledge Ann? Yes certain, you. And who other? Tell me him you. Ah, stop it George, not to be sluggish. Of accord, we make a practical example… you bushels reading '50 tones of grey' a novel from the cover varnished at all eloquent of what is her content… by chance, and I underline by chance, she has happened me to skim through it and to read of repeated orgasms to exhaustion, multiplied with so much of additional details that don't leave anything to the imagination… A sort of erotic manual that she invites who law to measure him in the interpretation 'mercificata' of the respective roles, nothing of so particularly new if not a mixer-up of pamphlet of success… And then critics in me the desires we say 'particular' directed to make up for the stillness of our embrace. But George, prays you! No, because you see Ann, the 'dissoi logoi' that double discourses of which above often in antithesis among them, they set a fundamental problem: that note given by the being double that they want to work / they have to make themselves one, also proceeding along two parallel separate. Excuse me George, a wicked enterprise it seems me for excellence, an unacceptable absurdity. Certainly that yes, but because they apparently hide at least two incompatible perspectives; attention Ann, only apparently… Because it would be enough that you said a yes… and would our points of view on the sex, find for example their point of meeting,… Think of us, is it a possibility this that doesn't exclusively proscribe the eroticism to a pornographic quality, don't you believe? This in which I believe is something that only the depth of the feelings arrives to satisfy. Yes certain, cannot you be different from so if you persist you to read the desires vituperated of the protagonist that asks that 'something more' convinced that the sex for the sex cannot give her… But that it will be of it of Anastasia once overcome the feverish obsession literary - sessofobica that persists him to bring before? … I hope only that after the first ones 'fifty tones of grey' and then the others 'fifty tones of black' and still 'fifty tones of red' to complete the sequel of 560 pages every time and more than 1500 embraces to come to head of the history, you will be ready to assume you all the until too you expiate indiscretions that your heroin puts in scene they were almost part of a tragedy that strikes her. It waits for Ann, as it is that the beautiful Anastasia is expressed in the first pamphlet and that it pretends of it seems not to make her: 'My Good... thing I have done?' I collapse on the bed, with the shoes and all, and I start me howling. It is an indescribable pain... physical, mental... metaphysical... it is anywhere, it infiltrates me in the bones. A tragedy. This is a tragedy, and you has been me to provoke it. In the depth of myself, a spontaneous and undesirable thought arrives from my internal goddess, that has a sneer on the face... the physical pain of the blows is not anything, nothing in comparison to this devastation. I bend me, tightening hopelessly the handkerchief of Taylor, and I surrender me to the desperation'. But it is only pretense and you that laws you perfectly know that Anastasia is pretending, when after all it is really what wants: 'The door of the future is about to open. Slowly. Implacably. I am on the threshold. There is only this door and what there is hidden behind. I am afraid. And I cannot call anybody in help. I am afraid' - writes Simone de Beauvoir in 'A broken woman', a classical that has made some female liberation her flag, going over the psychological thinness of identity, of role, of perspectives that it held her tied up to her own condition of woman, to face a defeat without appeal, because finally it is to the mixed fear to the pleasure that Anastasia is surrendering. That that every woman (sensible) she wants, obviously. Nevertheless does a mediation subsist among always her own life and the life of the other and this realigns, if we want, the horizontality of the dialogue to two, doesn't George seem yourself? It is then that the Greek allocution 'dissoi logoi' it finds his application, it allows, if so you can be said, the possibility of a ricomposizione, of a real and coherent synthesis of a dialogue, the proposal of a return to the one even though blocked by the incompatibility… As to say that you can be been also in accord on something staying some his own separate opinions; some as they make our friends Clara and Antony when they are said 'separate in the house', or perhaps stocking better the example to make some sex as 'healthy room gymnastics' as we do us. Mah George! Yes Ann, take back me pure, so many words, perhaps too, not to say anything. All of us, even if do we deny it with virulent passion, are we imprisoned of our contexts, as does the word limit us in his same to pronounce him… she has ever happened You to say a word, an any word, and later to make I count you that that word dictates she has not been able to fully express what you felt inside and did you want really to say? With this George you are saying that you have decided not to go out? Yes, no, because you see, the everything is only a hypothesis, every possibility is given by the circumstances whose perspectives are built by the sharp pain plot of due interrelations to the context in which to condition the choice is this damned time that that you say being a beautiful day of rain. I have understood George, there is no need that you go over yours to say. It is not the case to pick up him her more than the due one… the clouds, the rain, the wind they do own duty; for the rest the house is a 'magic shelter', don't you also believe it you? 'Dissoi logoi' George, let's stay in the house, after all is done delay for any other thing that is not to shelter him under the covers of the bed, from the come! Ann, what does take you? How Anastasia to the sudden one I feel me feverish of an obsession literary - sessuofobica. George and a good time you come in bed stop to speak it, rather make me to laugh ... or hurt me.


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