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Una bugia a fin di bene

di Giacomo Colosio
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Pubblicato il 17/10/2018 15:21:28

« Finalmente la conosco, professor Colosio. »
Aula dei colloqui. Comincio a sudare. La prima contestazione di un genitore nella mia carriera scolastica; una mamma, per giunta. Che sia una contestazione lo intuisco dal tono della voce, e dalla tensione della qual si è impregnata l'aula.
« Sono la mamma di Carminati » mi dice mostrandomi la foto del figlio.
« Piacere signora. Lo ricordo bene, come tutti i miei allievi. Non mi serve la fotografia di suo figlio. Mi dica. »
Ostento una certa sicurezza, ma comincio a sudare. Sento sì e no quello che dice. Frasi del tipo: lasci in pace mio figlio, se non vuole studiare gli dia il suo bel quattro, tre, due...come crede. Ma lo lasci in pace. Non insista nel volergli far capire questa benedetta Elettrotecnica. Abbiamo delle possibilità economiche, in famiglia, non si preoccupi se sarà bocciato; ci sono le scuole private. Non me lo stressi, per favore! E' mio il ragazzo, non suo.
Giorgio mi ha detto che lo tiene alla lavagna, per spiegazioni supplementari, anche durante l'intervallo; ma insomma!

Riesco a malapena a buttare lì un tentativo di autodifesa. La mamma è sempre la mamma. E' che non mi piace perdere...un allievo che non capisce, per me è una sconfitta personale. Non riesco a mandarle giù nemmeno nello sport, le sconfitte.
Durante le lezioni riuscivo persino a paragonare l'aria nelle bombole da subacqueo con la carica di un condensatore, pur di interessare i ragazzi.
Il principio di Archimede diventava una immersione e la profondità raggiunta la paragonavo alla tensione di una macchina elettrica.
Una volta ho fatto capire la legge di Lenz, che produce forza elettromotrice indotta, con il palpito del cuore indotto da un bacio.

Chiedo alla mamma di Carminati un mese di tempo( il giovanotto è lazzarone e viziato, ma intelligente)...dopo di che lascerò suo figlio al proprio destino.
« No no, quindici giorni, al massimo.... » dice lei seccata.
E va bene...ecco che in quel momento mi viene il colpo di genio. Certo, come no, quindici giorni bastano per una bugia. A fin di bene, s'intende.
Potrei sfruttare l'amor proprio del bulletto, che si vanta di non studiare, sconfessandolo davanti a tutti i compagni.
Il mattino seguente comunico un compito in classe, di quelli tosti. Per sabato mattina.
Sarà così difficile che non lo farà tutto nemmeno Salvetti, il bravo ragazzo per eccellenza, papà ingegnere e mamma maestra; il migliore nelle mie materie, laboratorio compreso.
Dopo il compito, mentre ritiro gli elaborati, chiedo a Carminati com'è andata...mah, dice, così e così. Vuol dire che l'ha sbagliato in pieno.

E' domenica mattina. I miei Dire Straits a tutto volume, il caffè e una Marlboro ...inizio la correzione proprio da lui. Carminati, ovvio. Errorino iniziale, poca cosa. Lo correggo con facilità...nessuno se ne può accorgere. Vado avanti così fino alla fine, un po' con una biro nera come la sua e un po' con il gommino; il capolavoro è fatto. Il compito appare perfetto. Oddio, forse Carminati vedrà qualche correzione...ma devo rischiare. Unica sufficienza della classe...un bel sette e mezzo!!

Lunedì mattina entro in classe recitando la mia parte; da piccolo gli amici mi chiamavano Gassman, mi ci diverto con le commedie.
« Allora, Carminati» esordisco «ti vanti tanto di non studiare, ma sei un gran bugiardo! Forse con le donne sarai scarso, questo si sa, ma sette e mezzo in Elettrotecnica lo si prende solo se si secchia!! Anzi, ragazzi, ritirate i vostri compiti che fanno schifo. Non vi metto il voto sul registro, niente paura, ve lo faccio rifare. Anche tu Salvetti, solo cinque. Carminati, tu puoi fare a meno di rifarlo, se lo credi. Anzi, vieni alla lavagna e ricopia il tuo capolavoro. Imparate, ragazzi. E state attenti.»
Incredulità generale...Carminati sembra perso...da quel giorno non sarà più lui.

Oggi quel ragazzo è diventato ingegnere Elettrotecnico, si è laureato al Politecnico di Milano con ottimi voti . Ho saputo dai suoi amici che con la sua testa, ed i soldi della famiglia, ha fondato un'azienda di costruzioni elettromeccaniche che tira alla grande, come si dice nell'ambiente. I progetti delle macchine sono i suoi, ovviamente.
Nessuno ha mai saputo di questa mia bugia a fin di bene ed io non ho mai saputo fino a che punto Carminati non s'è accorto delle mie correzioni illegali.
Chissà se ha la passione per la letteratura....potrebbe anche leggere questo racconto, un giorno, su questo sito, prima o dopo la mia morte.
Sarebbe meglio dopo, non vi pare?

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