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La nascita di Giuda

di Fabio Fiorini
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Pubblicato il 08/01/2019 23:27:13


L'ultimo decennio del XV secolo è ricordato soprattutto per una scoperta più o meno casuale, fatta da un navigatore italiano a bordo di tre navi dai nomi bizzarri ed estrosi. Tuttavia, Cristoforo Colombo, non fu il solo a dare alla storia e alle generazioni a venire qualcosa di nuovo e unico da ammirare. Per capire di cosa si tratta, non è necessario salire sull'aereo e volare fino in America. Il nostro paese è ricco di meraviglie e quella di cui vado parlando si trova in una delle città simbolo d'Italia, Milano. Infatti, a quei tempi, tra le strade del centro lombardo, lavorava un ometto alquanto strano.
Per avere un'idea della sua singolare indole basti pensare all’animale domestico che portava con sé, trattandolo come un figlio. Il suo fedelissimo compagno, appunto, non era né un cane né un gatto. Un pappagallo direte voi... oppure un furetto... niente affatto! Si trattava di un ramarro addomesticato! E, come se non bastasse, l’arzillo signore barbuto aveva incollato sulla schiena del suo rettile un paio di ali finte, creando così un drago in miniatura. Capitava, a volte, che lo strampalato ometto invitasse i suoi amici a casa, per una cena, o solo per far due chiacchiere e ascoltare i loro pareri riguardo le sue nuove invenzioni. All'inizio andava tutto bene, finché lui non tirava fuori quello stranissimo animale e iniziava a prendersi gioco di loro, a volte terrorizzandoli. E' chiaro che non tutti stavano allo scherzo. A dire il vero, pochi tornavano una seconda volta!
Questa, però, non era l’unica bizzarria dell’uomo. Infatti, gli piaceva scendere per le strade e seguire i personaggi più grotteschi e spaventosi, per studiarli da vicino. Uomini giganti e ingobbiti, donne simili a streghe, individui con cicatrici e malformazioni di ogni genere. Si racconta che una sera organizzò addirittura un banchetto a casa sua ed invitò tutti loro, in pratica una festa di Halloween senza bisogno di maschere e travestimenti. Tra sorsi di vino e tozzi di pane, l’uomo raccontò barzellette e aneddoti divertenti ai suoi ospiti, osservando attentamente i ripugnanti commensali sputacchiare qua e là. Esaminò ogni orrenda dentatura mostrata e i sorrisi animaleschi di ciascun individuo presente alla festa furono archiviati nel suo sconfinato cervello, pronti per essere utilizzati dentro le sue opere, a suo piacimento.
Quella sera, l’uomo dalla barba lunga e dalla fervida immaginazione, trasse ispirazione per dar vita ad uno dei personaggi più scellerati e controversi della storia: Giuda.
Il cenacolo di Leonardo ebbe così il suo traditore.


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