Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
ANTOLOGIA PROUSTIANA 2019: UNA NOTTE MAGICA | partecipa
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie"
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 36 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Thu May 23 21:26:36 UTC+0200 2019
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Il vero sentire 2

di Paolo Melandri
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 18/04/2019 22:18:30

Per quanto sentisse il desiderio di uscire, come sempre tardò ad avviarsi. Al piano terra aprì le porte di tutte le stanze in modo che dentro si crearono giochi di luce provenienti dai vari punti cardinali. La casa sembrava disabitata. Era come se ora chiedesse di essere non soltanto un luogo di lavoro e di riposo, ma anche di abitazione. Già da sempre era stato incapace di creare questa condizione, così come era stato incapace di creare una vita familiare. Angoli per sedersi, tavoli da pranzo e pianoforti gli davano subito una sensazione di estraneità; cassette stereo, scacchiere, vasi di fiori, persino biblioteche ordinate gli facevano soltanto specie; da lui i libri erano accatastati sul pavimento o sui ripiani delle finestre. Solo di notte, seduto da qualche parte al buio con dinanzi a sé le fughe di stanze che, gli sembrava, erano illuminate giusto a sufficienza dalle luci della città e dal loro riflesso in cielo, provava qualcosa di simile a una sensazione familiare. Queste ore, in cui finalmente non doveva più lambiccarsi il cervello o pensare al dopo, ma si limitava a starsene tranquillo e tutt'al più, nel silenzio, a ricordare, per lui erano le ore più amate in casa, e ogni volta le prolungava finché, impercettibilmente, il suo meditare trascorreva in sogni ugualmente tranquilli. Ma durante il giorno, in particolare poco dopo il lavoro, sentiva subito l'oppressione del silenzio. Allora il rumore della lavastoviglie in cucina e il ronzio della centrifuga in bagno erano una vera benedizione. Persino alla scrivania col passare del tempo gli divennero necessari i rumori del mondo esterno: una volta, dopo aver scritto per mesi in cima a un grattacielo quasi a isolamento acustico, per così dire molto vicino al cielo, per poter continuare a lavorare si era trasferito in una stanza al pianterreno affacciata su una strada principale molto rumorosa e in seguito, già nella casa attuale, quando era iniziato il chiasso del cantiere nel terreno confinante, dopo una prima sensazione di disturbo ogni mattina aveva usato i martelli pneumatici e i cingoli scorrevoli per sintonizzarsi con la sua attività, così come una volta, agli inizi, aveva usato un pezzo musicale. Poi, di continuo, aveva anche distolto gli occhi dal foglio per guardare gli operai fuori, cercando l'armonia tra il suo lavoro e la regolarità dei loro gesti. Alla lunga la pura natura con gli alberi, l'erba, la vite canadese abbarbicata alla finestra non gli offriva una simile visione, che gli era sempre necessaria. Comunque una mosca nella stanza lo disturbava più che non un battipalo a vapore all'esterno.

Già vicino alla porta del giardino, d'un tratto tornò indietro. Corse in casa, salì a precipizio nel suo studio e sostituì una parola con un'altra. Soltanto allora sentì l'odore del sudore nella stanza e vide che le finestre erano appannate.

 

© Paolo Melandri (18. 4. 2019)


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Paolo Melandri, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Giustizia (Pubblicato il 23/05/2019 21:26:47 - visite: 6) »

:: Piove (Pubblicato il 21/05/2019 21:05:13 - visite: 7) »

:: Afrodite 9 (Pubblicato il 21/05/2019 19:47:18 - visite: 5) »

:: Eleusi (Pubblicato il 19/05/2019 13:04:01 - visite: 7) »

:: Nessun luogo (Pubblicato il 19/05/2019 12:09:05 - visite: 6) »

:: Crepuscolo e temporale notturno (Pubblicato il 16/05/2019 13:00:21 - visite: 12) »

:: Avventura del maresciallo (Pubblicato il 16/05/2019 01:47:18 - visite: 10) »

:: A passi di gambero (Pubblicato il 12/05/2019 14:48:03 - visite: 13) »

:: Racconti da lontano (Pubblicato il 11/05/2019 14:01:36 - visite: 11) »

:: La Ratta (Pubblicato il 09/05/2019 13:57:03 - visite: 14) »