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ANNIVERSARIO PROUST: 10 luglio 1871 - 10 luglio 2019
Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
Presentazione il 22 settembre 2019, ore 17 presso il Villaggio Cultura – Pentatonic
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Pomeriggio di uno scrittore

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 06/06/2019 21:49:28

Già vicino alla porta del giardino, d'un tratto lo scrittore tornò indietro. Corse in casa, salì a precipizio nel suo studio e sostituì una parola con un'altra. Soltanto allora sentì l'odore del sudore nella stanza e vide che le finestre erano appannate.

D'un tratto non ebbe più tanta fretta. D'un tratto tutta la casa vuota, per via di quell'unica parola nuova, sembrava calda e accogliente. Sulla soglia si girò verso la scrivania, che per un attimo gli sembrò un luogo di giustizia o del render giustizia: “Così doveva essere comunque!” Sedette nell'ingresso, che aveva una grande vetrata verso il giardino, cucì un paio di bottoni e pulì una serie di scarpe estive. Nel contempo riflettè su quanto si era detto a proposito di un poeta classico che aveva “dato un'impressione di nobiltà persino mentre si tagliava le unghie”, e dubitò che di lui si potesse dire qualcosa di simile. Fuori in giardino un uccello, alto un pollice, scivolò nel cono scuro di un tasso alto quanto un uomo e non uscì più dalla macchia. Il rombo degli aerei monomotori sul paese ricordava territori remoti, e anche il fischio acuto dei treni che descrivevano una curva attorno alla città sembrava provenire da un lontano paese ricco d'acque. All'orizzonte per un momento si udì con chiarezza il fragore delle ruote che passavano su una ferrovia sospesa, mentre l'animale domestico si grattava ai piedi della scala e nella dispensa il frigorifero tintinnava. Per la seconda volta in quel giorno lo scrittore innaffiò le piante, che insieme alla vetrata conferivano all'ingresso l'aspetto di una serra, diede altro cibo al gatto e infine pulì tutte le maniglie delle porte. Sentiva il bisogno di scrivere una lettera a qualcuno, ma non a casa, bensì più tardi, da qualche parte in città.

Una volta, proprio nel tempo in cui aveva rischiato la perdita del linguaggio, si era ripromesso di non chiudere mai più la serratura di una porta dietro di sé: ora gli tornò in mente, quando, uscendo come ogni giorno, diede due giri di chiave alla porta. Ma in compenso si propose di non farlo al suo rientro di notte; d'altra parte, anche senza questo proponimento, già parecchie mattine non l'aveva forse trovata non soltanto non chiusa a chiave, ma addirittura spalancata?

 

© Paolo Melandri (6. 6. 2019)


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