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Lichtenberg

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 21/07/2019 13:49:05

Lichtenberg

 

Londra, autunno 1775. Lichtenberg si reca nell'elegante negozio del miglior costruttore di strumenti scientifici della metropoli. Quando mostra una lettera del re che garantisce per ogni acquisto, il proprietario gli consegna il primo esemplare della sua invenzione. È una macchina elettrostatica di ottone luccicante.

Giorgio III manda a Lichtenberg un invito per il tè nel palazzo d'estate di Kew. È interessato alla nuova scienza, la fisica. L'atmosfera è informale; è presente tutta la famiglia regnante. All'improvviso il monarca viene colto da uno strano attacco. Comincia a parlare in modo sconclusionato. Il principe ereditario si permette una battuta cattiva sul padre. La regina lo redarguisce. Lui se ne va furibondo. Il re si riprende; come se niente fosse accaduto, parla con il visitatore delle ultime scoperte nei mari del Sud.

Più tardi passeggia nel parco insieme a Lichtenberg. Vede in lui un uomo che sa cosa significa convivere con una minorazione.

Il boudoir di un'attrice, arredo decadente. Il principe racconta a Perdita della visita di Lichtenberg a Kew. Lei ha sentito dire che toccare un gobbo è un magico rimedio contro l'impotenza e propone al principe un esperimento. Vuole sedurre Lichtenberg. Nel momento decisivo il suo amante dovrebbe toccarlo. Il figlio del re vede in questo piano anche una possibilità di schernire suo padre, di cui disprezza la gretta vita familiare e di cui odia le ramanzine. Perdita è elettrizzata dall'idea di giacere con uno storpio.

All'ignaro Lichtenberg viene preparata una trappola. Fino a quel momento le sue esperienze erotiche si sono limitate a domestiche e sguattere. Con la bella Perdita ha gioco facile. Quando il principe esce dal suo nascondiglio, Lichtenberg si accorge di essere stato raggirato. In preda al disgusto lascia la casa e fugge da Londra a rotta di collo.

A Gottinga l'arrivo della macchina elettrostatica suscita grande scalpore. Il professor Lichtenberg alloggia in un vecchio edificio pieno di anfratti in cui ha allestito un laboratorio con svariati strumenti e apparecchi. È arrivato alla conclusione che l'energia dell'amore sia dovuta a un fluido sconosciuto che presenta somiglianze con l'elettricità animale. Su questo tema tiene una lezione all'università che ha uno svolgimento decisamente bizzarro. Quando arriva al punto critico, Lichtenberg cade dall'alto sgabello su cui è seduto. Gli studenti reagiscono con un misto di curiosità, scherno e inquietudine.

Lichtenberg si riprende dalla depressione e decide di dedicarsi a nuovi esperimenti. Stavolta si tratta dell'elettricità dell'aria. Per misurarla, costruisce un aquilone. Una gran folla si è radunata sui bastioni per seguire l'esperimento. Durante i preparativi, Lichtenberg nota una giovane fioraia. Le chiede quanti anni ha e da dove viene. Si chiama Dorothea Stechardin. Mentre l'aquilone si alza in volo, lui continua a girarsi verso di lei. Non si accorge delle nuvole temporalesche che si addensano sopra la città. Un fulmine colpisce l'aquilone, che è collegato a terra, e lo fa precipitare. L'esperimento è fallito.

Il giorno dopo il professore fa visita ai genitori di Dorothea. Vorrebbe assumere la ragazza come domestica. I genitori acconsentono, perché Lichtenberg offre un generoso compenso. Dorothea dovrà occuparsi della pulitura dei suoi strumenti scientifici. Ma segretamente lui persegue un piano ben diverso. Vuole produrre la prova delle sue scoperte. La quindicenne appare come ideale cavia umana. I due cominciano a osservarsi e a spiarsi a vicenda. L'intimità crea un'atmosfera di desideri inespressi. Lichtenberg le insegna a leggere e a scrivere. Riesce a documentare, anche senza un diretto contatto fisico, tracce di fluido erotico in base a fenomeni di fluorescenza e di risonanza.

Nel momento in cui l'amore inizia a far scintille, lo studioso è raggiunto da un invito del re inglese che equivale a un ordine. Non gli resta altro che partire immediatamente per Londra. Giorgio III gli mette a disposizione un alloggio in una palazzina nel parco di Kew. Lo colma di onorificenze. Lichtenberg diventa membro della Royal Society. A un ricevimento gli viene presentato Omai, che Forster ha portato con sé da Tahiti. Il polinesiano non comprende perché non possa abbracciare una donna che gli sorride solo perché si tratta della figlia del lord cancelliere. In Lichtenberg, questa naturalezza suscita una grande impressione.

C'è un colloquio con il re nell'ossevatorio astronomico di Richmond. È presente anche il medico personale di Giorgio III, che però si tiene in disparte. Lichtenberg mostra al re Venere e gli parla della spedizione di Cook nel Pacifico. Ma il re ha altro per la testa. A prescindere dalla guerra con le colonie americane, lo tormenta la paura dell'impotenza e di un nuovo attacco psicotico. Anche il pricipe ereditario gli è sospetto. Pensa persino che voglia attentare alla sua vita. Prega Lichtenberg di rimanere a Londra e gli offre una splendida posizione. Ma lui ha in mente solo una cosa: l'esperimento con Dorothea, che lo aspetta a Gottinga. Risponde in modo evasivo. Il re è offeso e gli impone di restare.

Il medico personale, che riguardo alla malattia del monarca non formula una prognosi favorevole e pensa addirittura alla sua interdizione, punta sul principe ereditario, con il quale è in contatto. Vede in Lichtenberg un pericolo per i piani dell'erede al trono e informa quest'ultimo sul colloquio nell'osservatorio.

Il giorno seguente Lichtenberg lascia Kew per recarsi a teatro. Nella carrozza che lo viene a prendere si trova di fronte una giovane donna che gli si offre in maniera inequivocabile. Ma questa volta non ci casca: minaccia di buttarla fuori dalla carrozza in corsa. Il cocchiere si volta verso di lui: è il principe. Invece della donna è Lichtenberg a finire in strada. È preso dal panico, ruba i vestiti a un giardiniere e fugge. Sotto falso nome raggiunge una nave che lo porta ad Amburgo.

Il re si mostra generoso. Lo perdona e ordina che gli spediscano a Gottinga un nuovo telescopio e il suo guardaroba. Lichtenberg cammina per strada in nuovi abiti eleganti e fa vedere a Dorothea le sue magnifiche parrucche. Parla soltanto inglese. Convince la ragazza a stabilirsi stabilmente da lui. Si dedica tutto alla costruzione della macchina che dovrà servire al grande esperimento. Una notte giunge il momento decisivo. L'unione dei due genera la prova lampante dell'esistenza della quarta forza elementare. Sono entrambi felici. Ora Lichtenberg è alle prese con un altro problema: si preoccupa della stabilità dell'amore. Realizza di nascosto un accumulatore che, alla maniera di una bottiglia di Leida, dovrebbe assicurare il potenziale delle forze d'amore anche per il futuro; in fondo ha ventitre anni più della sua amante.

Cede alla tentazione di presentare la grande invenzione agli studenti. D'improvviso interrompe la lezione a metà e scompare nel suo alloggio privato. Adirati, nonostante il severo divieto gli studenti fanno irruzione nell'appartamento. Lo trovano mentre copula con Dorothea dentro una macchina che miscela e accumula il fluido. La luminescenza e lo scintillio sono così forti che i guardoni restano accecati e si danno alla fuga.

Il rapporto tra gli amanti è cambiato. Per nulla passiva e arrendevole, Dorothea ha progressivamente acquistato coscienza del proprio valore. Allo scienziato sfugge il dominio sull'esperimento messo in atto. Si ha quasi l'impressione che, a modo suo, Dorothea esegua un esperimento su di lui. Ottiene il permesso di comparire nelle vesti di padrona di casa quando Lichtenberg invita i propri amici. Nella piccola città il fatto suscita scandalo.

Alla fine del semestre la situazione deflagra. I due partecipano al tradizionale ballo di chiusura, al quale sono invitati tutti i notabili e i più ricchi fra gli studenti inglesi. Uno sconosciuto in maschera invita Dorothea a un giro di danza. Lichtenberg, che non sa ballare, li osserva. Lo sconosciuto si apparta con Dorothea nel cortile interno, dove tenta di violentarla. Alle sue grida di aiuto accorrono tre studenti, che bloccano lo sconosciuto, lo minacciano con gli spadini sguainati e gli strappano la maschera. È il principe ereditario. Dopo avere pugnalato un rivale in un bordello londinese, ha dovuto lasciare l'Inghilterra per qualche tempo. Viaggia in incognito. Gli studenti, che lo hanno riconosciuto, non possono trattenerlo. Quando viene a conoscenza del fatto, Lichtenberg è furioso.

Nella piccola città girano voci sugli inquietanti esperimenti che conduce con la Stechardin. Si dice che con l'aiuto della sua invenzione possa sottomettere qualsiasi donna. Le supposizioni scatenano invidie, paure e ipocrisie. Tra gli studenti nascono due fazioni. Gli avversari di Lichtenberg vogliono metter fine alle sue pratiche, se necessario con la forza. Il loro mandante e finanziatore è lo straniero, che riesce a conservare l'incognito. È anche alla testa della masnada che una sera si presenta davanti alla casa di Lichtenberg.

Lui e Dorothea vedono dalla finestra la gentaglia che si avvicina e il caporione che istiga la folla. Hanno intenzione di distruggere il misterioso apparecchio. Lasciali fare, dice Dorothea al suo compagno spaventato. La macchina non ci serve più. I due si nascondono in un armadio a muro. La macchina viene fracassata. Ma quando il principe cerca di distruggere anche la grande macchina elettrostatica, crolla a terra colpito da una scossa. I suoi seguaci pensano che sia morto e lasciano precipitosamente la casa.

La situazione è pericolosa anche per Lichtenberg e Dorothea. La ragazza tenta di rianimare il principe con una respirazione bocca a bocca. Arriva il medico chiamato d'urgenza; l'erede al trono si salva e viene portato via su una barella. Furioso per l'umiliazione subita, sussurra a Dorothea: Tra noi non è ancora finita. Mi rivedrai!

Il principe è tornato in Inghilterra. Lichtenberg non ha più intenzione di esporsi ulteriormente all'atmosfera ostile di Gottinga. Si trasferisce con Dorothea in un'incantata casetta con giardino appena fuori città. Un nuovo sogno si è impadronito di entrambi: il volo. Dalla Francia arriva la notizia di macchine aerostatiche che si sollevano in aria. Da scienziato Lichtenberg si chiede se non esista una componente dell'atmosfera più leggera dell'aria. Grazie all'aiuto dei pochi strumenti che ha salvato riesce a isolare con metodi elettrostatici una piccola quantità di idrogeno. In un mattatoio si procura vesciche di maiale tasparenti che riempie di gas. Quando queste si librano toccando il soffitto Dorothea è entusiasta. Lichtenberg è riuscito a mettere in salvo anche l'elettroforo, il canocchiale e un paio di accumulatori. Dorothea non immagina che là dentro è conservata una riserva della loro energia amorosa.

Sette mesi dopo Dorothea muore di tubercolosi. Nei suoi vaneggiamenti febbrili le appare il principe ereditario che la minaccia. Al tempo stesso vede davanti a sé la scena in cui Lichtenberg è a letto con una sconosciuta, mentre il principe lo schernisce.

Il suo amato riesce a scacciare questo incubo. Apre la finestra e fa salire in cielo decine di palloni. Anche noi voleremo via come loro, dice. Le descrive i paesi e i continenti sopra i quali passeranno. Quando Dorothea cessa di respirare, lui libera gli ultimi palloni.

Al funerale partecipa da lontano. Il cimitero si trova nelle vicinanze della casetta. Con il canocchiale Lichtenberg segue dal tetto il percorso della bara. Poi scende di sotto e apre le bottiglie verdi nelle quali è immagazzinato il fluido. Ebbro d'amore come non mai entra nella grande stanza al pianterreno. Lì, sul divano, lo attende Dorothea. Ha l'aspetto che aveva al loro primo incontro. Non dice una parola. Lichtenberg le gira attorno e poi si siede con cautela sulla sedia accanto a lei. Dopo qualche istante dice: Sapevo che saresti tornata.

 

© Paolo Melandri (21. 7. 2019)


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