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Cosa so del regno dei morti io

di Fabiana.Scapola
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Pubblicato il 10/11/2019 12:16:50

 

Cosa so del regno dei morti io

 

Questa mattina pensavo che non mi dispiacerebbe affatto se i morti restassero ben morti senza più tornare vivi o meglio senza essere già a modo loro vivi. La vita è già complicata e non mi ci servono pure loro. Come presi confidenza con questa realtà?

Credo che tutto iniziò con mia zia o meglio con mio padre. Mio padre una volta sola mi venne in sogno stavo iniziando a fumare e lui non voleva, avevo appena messo nella tasca del giubotto un pacchetto di sigarette e fatto un amuleto... a distanza di poche ore mi ritrovai in ospedale dopo un bruttissimo incidente. Non ricordo bene il sogno, avevo visto l'amuleto a forma d'aquila allontanarsi (soffa bianca, occhio a punto croce, dentro un sasso e una moneta cinque o dieci lire, altro non ricordo) ma subito l'associai con mio padre. Mamma mi aveva sempre detto che uno dei motivi per cui loro litigavano erano proprio le sigarette.

Una seconda esperienza molto più significativa ed incisiva a livello coscenziale in relazione all'esistenza del regno dei morti fu il "sogno" di mia zia Ines. Era lì in piedi sulla prima rampa delle scale della vecchia casa in Via Tagliamento, appena mi vede escama: finalmente ti sei ricordata di me! mi porge una corona a grani e mi dice di pregarla per lei 50 volte.

Ovviamente lo feci, dissi 50 rosari! La mattina seguente andai a Roma, quello stesso giorno incontrai una persona che mi diede una strana coroncina rossa a grani in numero diverso dal rosario forse era quella dello Spirito santo o del preziosissimo sangue, molto più simile a quella che zia mi aveva mostrato nel sogno, a scanso di equivoci recitai anche quella per 50 volte.

Quella mia zia tornò di nuovo comunicandomi, più nella presenza silenziosa ma quasi visibile nella stanza che con delle parole vere e proprie, "..è inutile che scappi..(sai cosa devi fare)" e non cessò di venirmi a trovare le notti fino a che non decisi di accompagnare mia cugina su a Torino in occasione di un trapianto di midollo come donatrice. Erano i nipoti della zia che veniva a trovarmi.

Qualche volta ho sognato nonna o altri parenti, altre volte sognavo chi stava per lasciarci sapendo che a breve sabbe andato nell'al di là e puntualmente accadeva tanto che mia sorella era solita dirmi "mi raccomando non sognarmi! (e se mi sogni non dirmelo)".

Con mia sorella, secoli or sono, al cimitero facevamo visita ai defunti accompagnandoci con dei discorsi sull'aldilà, io come saprete ormai non ho un gran fisico rientro nella categoria dell'amica cozza mentre lei all'estetica ci ha sempre tenuto un pò di più, e ad un tratto lei esclama: "ho capito, nell'aldilà io sarò una cozza"... ..

Quando morì zio Poldo invece ebbi una forte presa di coscienza che non mi lasciò più; ebbi la certezza che ora sapeva e vedeva ogni cosa del passato e del presente ed io ne ero certa. Sapeva tutto e provai un grande senso di liberazione. Iniziai a vivere con la coscienza di essere vista. Ovviamente oltre che dai defunti anche da Dio e ...se esistono anche dagli angeli...

Raffaele esiste, l'arcangelo dico, perchè l'ho sperimentato.

Poi una persona vestita da Vate mi è venuta a far visita di notte, un solo periodo tanti anni fa, avevo intorno ai venti anni. Quella sagoma mi svegliò dal sonno dicendomi "alzati è ora".

Ho provato a chiedere "ora di che?" ma nessuna risposta.. solo ripeteva alzati è ora... mi alzai pensando che fosse zia Maria (ancora viva, credo) che dormiva di là con zio, io ero in salone con le figlie (dormivamo tutte e tre di lì) ma nulla dormivano tutti beatamente e il Vate se ne era andato..

Poi una suora mi disse prendi coscienza che tuo padre è vivo.. lui è morto nel 1976, parlagli e trattalo da vivo.. non fu uno scherzo sinceramente e ancora non lo è...

Inizai piano piano a capire, ma non è ancora una coscienza acquisita, che i santi sono i morti viventi con cui abbiamo tutti a che fare.

Sono i morti con cui quasi tutti noi ogni tanto o spesso parliamo; da Padre Pio a Santa Rita o San Gennaro fra quelli più gettonati...

Insomma anche i santi sono nel regno dei morti...viventi e attendono la resurrezione per riavere un loro corpo...

Poi Elisabetta mi ha fatto proprio scendere nell'abisso, mi sono tuffata giù per raggiungerla ed affidarmi a lei al ritorno del viaggio che feci in Francia per andare a visitarne la salma.

Da ieri (9 novembre 2019) mi sa che mi accompagna per quella via, in realtà avevo chiesto che venisse portato un fiore sulla tomba di una sua amica a cui, senza che io lo sapessi, lei aveva scitto che proprio dopo la morte la loro unione si sarebbe consumata, compiuta... bella coincidenza!

Su Elisabetta esiste una legenda nera che tanto vorrei conoscere ma non ho mai avuto il piacere di reperirla nè di poterla leggere in qualche dove pertanto resta a me ignota nei contenuti.

In realtà prima ancora Teresina aveva aperto quella porta, lei che voleva scendere proprio all'inferno, e non solo negli inferi, affinchè qualcuno amasse Dio anche da lì.

Sempre ho avuto come la speranza che loro ci vedessero, sapessero la verità e potessero in qualche modo intervenire. Quando una mia amica chiuse bruscamente con me, andai al cimitero da una sua zia a cui lei voleva molto bene e a cui scriveva tutti giorni (in un diario credo) chiedendole con le lacrime agli occhi di pensarci lei, lei che sapeva tutta la verità provvedesse a difendermi e a dirla a quella mia amica, insomma che vedesse di far qualcosa... ma mi sa che quella preghiera fu del tutto inutile..

Comunque queste le mie poche esperienze con l'aldigiù, l'aldisù, l'aldilì o l'aldilà che dir si voglia..

 

F. Scapola

 


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