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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Giro sul Lac/3

di Nicoletta Bustreo
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Pubblicato il 07/01/2020 19:20:51

 

Giro sul lac / 3

 

Nel giornale del bar , la mattina, avevano letto di una mostra fotografica, “l'album dei ricordi “, di vecchie foto che  piacevano loro  tanto , ad Ischia ,che è un paesino che gode di una splendida vista sul lago di Caldonazzo . La mostra, ospitata in un piccolo edificio  ,era aperta dalle ore sei alle ore dieci .

Nell’attesa decisero di discendere al lago.

Seguirono tre ragazzi in chiaro abbigliamento da spiaggia con pantaloncini corti e infradito.

-Si va di qua al lago ?-Gridò Lele dopo un breve inseguimento .

Era la strada .

Le piccole viti puzzavano di antiparassitario e grosse susine pendevano così grosse da piccoli alberi che l’uomo dopo essersene lucidata una se la mangiò con gusto .

Lei fotografò anche una casa alta e svettante come un vecchio maniero,anzi le era venuta l'idea di una foto-story che avrebbe realizzato con il programma che si  ero fatta istallare.

La prima foto che aveva messo sul display del telefonino l’aveva scattata durante un'escursione all'Arte Sella .

Risalendo il pendio avevano raggiunto una delle ultime istallazioni :Sisifo di Bob Verichueren.

Aveva già estratto il  telefonino per la foto quando la sua ombra che si stagliava netta sul pendio la colpì.

La fotografò .Subito dopo analizzandola ,scoprì che l'immagine che ne era uscita era quella di un cavaliere .

Era il suo principe azzurro che la  inseguiva ,no anzi era lei il principe azzurro , cioè era lei che cercava se  stessa.

La sua  ombra era quella di un cavaliere .Anzi del cavaliere :di Lancillotto du Lac .

-A casa mi rivedo il film di Bresson -pensava individuando  con il pensiero persino lo scaffale dove l'aveva riposto .

Ora, mentre scendeva verso il lago verde punteggiato da ampie vele si sentiva Lancillotto du Lac mentre scendeva dal suo castello ed ogni tanto per riconfermare questa convinzione guardava la foto che aveva scattato.

Per scendere ,bisognava attraversare una specie di tunnel di cemento  che dava direttamente all’acqua  .Lo fotografò :le pareva di venire immersa nel lago di un altro mondo dove  le anime dei morti bevono.

Dov'è Ginevra ? Si chiedeva .

Nella sua foto-story  doveva inserire alcune immagini , scelse un ramo fronzuto che si rifletteva sull'acqua verdissima come il volto di Narciso e poi due folaghe dalla fronte bianca impegnate forse in un balletto di corteggiamento .

Tutto il mondo si fonda sul due , sul duplice .Dov'era Ginevra ?

Doveva sceglierne una tra i frequentatori del lago , ma i pochi bagnanti di quella parte del lago non ne avevano i requisiti .

Poi arrivò una signora vestita di blu , esile anzi ossuta  come le donne di quel tempo , anche il taglio dei capelli sembrava perfetto .Però scendendo verso il basso , a prescindere dalle ginocchia nodose e scoperte , i sandali alla fratesca toglievano ogni illusione .

Faceva caldo , si  erano seduti su di una panchina in una zona tranquilla:aspettavano le sei , ora in cui avrebbero aperto la mostra .

Era l'ultima panchina , avevano percorso un bel tratto di lago fermandosi  ogni tanto e attraversando un lungo camminamento di legno affiancati da un tale che costeggiava il bordo a nuoto con il  lento movimento della rana .

Non aveva più nulla da dire a Lele , aveva finito il fiato e le parole .Anche il suo  abbigliamento era inadeguato e accrescevano caldo   il  silenzio e la vista della gente che si rinfrescava in acqua tra i sassi  e i pesciolini argentei .

A destra della panchina in un piccolo canneto , dove le gallinelle d'acqua vanno a dormire , una coppia di mezz'età faceva manovre con le canoe .

Lui evidentemente cercava di insegnarle questo sport , molto in voga negli ultimi tempi.

La donna  pareva negata .

Per un attimo  si  dimenticò della sua  foto-story , di Lancillotto du Lac e della bella Ginevra , tutta presa da quella scena .

-Vedi il remo ? – quell’uomo diceva alla donna -devi tenerlo così-. E le mostrava come .

Lei però continuava a far girare la canoa su se stessa .

-Devi controllare il baricentro -gridava sempre più forte .L'uomo era davvero alterato .

Lele ridacchiava. 

 -Ma non capisce proprio niente -.

-Può darsi che sia  imbarazzata dalla nostra presenza – cercò di giustificarla .

-Tra poco ce ne andiamo -.Ma non si alzava dalla panchina , voleva vedere la fine dell'allenamento .

L'uomo ,il marito presumibilmente  dato il tono della voce ,era sempre più infastidito dagli scarsi esiti della moglie .

-Ti rompo il remo sulla testa – infine sbottò .

Lei non replicò. Lui con una rapida mossa del remo spinse la canoa in linea retta ,allontanandosi velocemente lungo la costa .

Allora lei ,sforzandosi di tenere la direzione ,prese a seguirlo  con qualche sbandamento finché la canoa dell'uomo sparì dietro un'ansa del lago e rimase sola , Ginevra , un puntolino rosa che arrancava sulla linea liscia dell'acqua dolce del lago .

 

 

 

 


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