Pubblicato il 02/04/2026 06:10:10
Si erano incontrati tra le righe di un forum che odorava di carta digitale e inchiostro mai asciutto. Lui, Giulio, caricava racconti brevi che sapevano di salsedine e porti liguri; lei, Elena, rispondeva con poesie scarne, affilate come le montagne della sua Carnia. Per mesi, la loro amicizia era stata una questione di notifiche. Un commento a margine di un capitolo diventava un messaggio privato, poi una mail, poi un fiume di parole che scorreva tra la Liguria e il Friuli. Non si erano mai visti, ma conoscevano i ritmi dei rispettivi respiri attraverso la punteggiatura. Giulio sapeva che Elena usava troppi puntini di sospensione quando era stanca; Elena capiva che Giulio era felice quando le sue frasi diventavano ritmiche, quasi cantate. “Mi sembra di conoscerti da sempre, eppure non so che rumore fanno le tue scarpe sull'asfalto”, le scrisse lui una notte di novembre. Decisero di trovarsi a metà strada, in una Mantova silenziosa e raccolta, dove l'acqua dei laghi sembrava voler custodire i loro segreti. L'appuntamento era sul Ponte di San Giorgio, con il profilo del Palazzo Ducale a fare da testimone. Giulio arrivò in anticipo, stringendo tra le mani una copia sgualcita del libro preferito di lei, come un segnale in codice. Quando Elena apparve in fondo al camminamento, non ci fu bisogno di foto o descrizioni. La riconobbe dal modo in cui si guardava intorno, con la stessa curiosità inquieta che metteva nelle sue metafore. Quando i loro occhi si incrociarono, il silenzio che seguì non fu imbarazzante, ma denso. Era il silenzio di chi ha finalmente trovato il punto fermo alla fine di una frase lunghissima. “Hai le virgole al posto giusto”, scherzò lei, avvicinandosi mentre il vento alzava l'odore del Mincio. “E tu sei molto più reale di un PDF”, rispose lui, abbracciandola. In quel momento, i chilometri e i server sparirono. Restava solo la consapevolezza che, a volte, per trovarsi davvero, bisogna prima sapersi leggere.
N.d.A.: Nomi e fatti sono frutto di fantasia, ogni riferimento è puramente casuale.
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