Pubblicato il 11/04/2026 14:30:11
Il cavallo talvolta zoppicava e dovevo smontare. Di sera procedevamo a stento (di giorno il caldo non consente passi). Tuttavia liberi. Distese gialle intorno (le potevo soltanto immaginare). Il deserto è un insieme di smentite; conseguenze: sogni. Infinite le stelle. Prima. Passava fischiettando sottovoce. Quindi sputa. Notizie di città? Solite cose. Regime claustrale: pane e acqua. Da carceriere: "Devi pregare Dio che mandi un vento che ti tolga il respiro" (mi diceva). Ripasserà tra un'ora. La Fortezza è una parete mobile: se ti muovi si sposta. Qualunque passo provoca scompensi; ti costringe a fermarti. Dunque una costrizione. Se pensi sposta il senso: non esiste ragione. Noi divisivi siamo senza vita: il mondo ci allontana. Vicolo cieco. Ogni giorno una guardia dice “abiura!” “Volentieri” - rispondo - “se avessi qualcuno da abiurare”. “E allora credi e abiura!” Così non se ne esce. Il cavallo è nervoso: sciacalli in lontananza. Zoppica; se si accostano non potremo fuggire. Certe volte ricordo una compagna; come una nebulosa. Poi si trasforma in luce. Oggi senz’altro è diventata stella. Guardare in alto. Difficile riconoscerla nell’infinito scintillante. E il buio. Evadere è stato semplice. Durante le abluzioni al dio assassino, qualcuno si dimentica di chiudere. Scivolare all’esterno. Nei corridoi sono tutti ubriachi; ben presto nella stalla. Prendo il cavallo. Ultimi tempi allucinazioni: mi vedevo di mare. Non navigavo: proprio acqua. Sorreggevo creature evanescenti; mi nuotavano intorno. Guizzano: semplici forme. Poi, siluri di luce. A volte c’ero anch’io. Questo mi procurava confusione. Come potevo essere al contempo acqua e sguscianti? La prigionia è un’incoscienza prolungata e sterile. Anche la solitudine Quando si ha tempo ti compare il mondo. In assenza, più che altro moltiplichi ricordi. Devi pur connotare le giornate. Assurdità dovunque: il deserto è un’infusione di mancanza. Ululati da est: si avvicinano. Sette minuti il tempo per vedere (viaggio di luce dalla stella al suolo) E nel frattempo? Non si ha mai cognizione. Dunque, soltanto un intervallo. Nel vuoto neppure quello. Tuttavia quale vuoto; d'universo, di Dio, di conoscenza? Senso, direi, generalmente. Ora volgersi altrove. Altrove: un desiderio estinto.
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