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Il revisionismo lessicale

di Angelo Ricotta
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Pubblicato il 27/06/2018 21:19:59

Il revisionismo lessicale consiste nell'attribuire a delle parole significati diversi o riduttivi rispetto a quelli stabiliti nei dizionari allo scopo di disorientare le persone in modo da poterle meglio manipolare per i propri scopi. Di seguito riporto quattro esempi molto attuali di questa pratica.

 

"PERCEZIONE"

 

SIGNIFICATO SECONDO IL VOCABOLARIO TRECCANI ONLINE:
"percezióne s. f. [dal lat. perceptio -onis, der. di percipere «percepire», part. pass. perceptus]. – 1. a. L’atto del percepire, cioè del prendere coscienza di una realtà che si considera esterna, attraverso stimoli sensoriali, analizzati e interpretati mediante processi intuitivi, psichici, intellettivi: la p. dei colori, degli odori, dei suoni; la p. di un movimento; non aveva la p. esatta del pericolo che correva; ebbe la p. immediata che la situazione stava precipitando; anche, la facoltà di percepire: velocità di p., la prontezza con la quale l’apparato sensoriale-intellettivo percepisce la realtà esterna (in partic., velocità di p. auditiva, visiva, ecc., dipendenti in maniera complessa dall’intensità degli stimoli sonori, luminosi, ecc., in rapporto con la variabile risposta individuale); disturbi della p., anomalie delle p., dissociazione delle p., in patologia e psicologia. In oculistica, velocità di p., la prontezza con la quale l’occhio percepisce la presenza degli oggetti (è in rapporto con l’illuminazione). Talvolta con sign. non diverso da sensazione, come acquisizione sensibile di fenomeni esterni: la p. del caldo, del freddo; l’alta camera [il cervello] ne la quale tutti li spiriti sensitivi portano le loro p. (Dante). b. In psicologia, in senso stretto, sensazione accompagnata da forme variamente avvertite di coscienza; più in generale, tutta la sequenza di eventi che va dal presentarsi di uno stimolo, attraverso il realizzarsi e l’oggettivarsi della sensazione, fino al suo essere avvertita, base quindi della conoscenza e dell’interazione con la realtà interna ed esterna all’organismo. L’insieme dei processi organici e mentali che compongono tale sequenza può essere specificamente analizzato e studiato a seconda che si considerino le componenti fisiche, fisiologiche, cognitive e affettive. c. Nel linguaggio filos., il termine può designare sia ogni esperienza conoscitiva, ogni attività intellettuale, in antitesi alle operazioni della volontà (tale è, per es., il sign. che ha perceptio nella terminologia di Cartesio), sia l’atto cognitivo con cui si avverte la realtà di un determinato oggetto, e che è distinto, secondo alcuni, dalla semplice sensazione, in quanto implica, pur nella sua rapidità, un processo di organizzazione e interpretazione (anche alla luce di ricordi e passate esperienze) di sensazioni diverse: p. interna, relativa ai proprî atti o stati di coscienza; p. esterna, relativa al mondo esteriore; piccole p. (o p. insensibili), nella filosofia di Leibniz, quelle di cui il soggetto non ha consapevolezza. 2. Nel linguaggio amministr. (secondo il sign. 2 di percepire), l’atto con cui si viene regolarmente in possesso di una somma, riscossione, esazione: p. dei tributi, di un’imposta; p. del reddito; p. degli interessi, dei frutti di un capitale."

 

SIGNIFICATO SECONDO CERTI POLITICI, GIORNALISTI, INTELLETTUALI:
"Errata interpretazione della realtà"

 

COMMENTO: Ovviamente quest'ultimo falso significato è utilizzato strumentalmente per convincere le persone che le loro percezioni della realtà sono SEMPRE sbagliate e che quindi la realtà è invece quella che gli viene raccontata dagli interessati. Per fare più effetto costoro sfornano numeri e statistiche con la pretesa che questi siano la realtà tout court. Ma così non è in quanto numeri e statistiche sono elaborazioni fatte da persone che potrebbero essere fallaci o avere interesse a distorcere la realtà. Insomma ci trattano da idioti, ma mal gliene incoglierà. Perciò fidatevi tranquillamente delle vostre percezioni e respingete i tentativi di manipolazione delle vostre menti.
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"CLANDESTINO"

 

SIGNIFICATO SECONDO IL VOCABOLARIO TRECCANI ONLINE:
"clandestino agg. [dal lat. clandestinus (der. dell’avv. clam «di nascosto»), attrav. il fr. clandestin]. – 1. Che è fatto di nascosto, e si dice per lo più di cose fatte senza l’approvazione o contro il divieto delle autorità: giornale, foglio c.; edizione c., tipografia c.; bisca c.; matrimonio c., in passato, contratto in segreto, per libero consenso dei contraenti ma senza intervento di sacerdote (e perciò considerato nullo dalla Chiesa); lotto c., gioco del lotto tenuto da un privato, in cui però le vincite sono regolate sui numeri estratti nel lotto pubblico (costituisce una frode ai danni dell’erario ed è perciò punito dalla legge); passeggero c., passeggero imbarcatosi su una nave o su un aereo senza essere munito di un biglietto di viaggio (anche sostantivato: un c., una clandestina); immigrato c., che entra in un paese illegalmente (anche sostantivato: le stime dei c. in Italia). Durante e dopo la seconda guerra mondiale, le espressioni movimenti, gruppi c., lotta c., periodo c. o della lotta c., pubblicazioni c., e altre sim., sono state adoperate con riferimento all’attività politica svolta dai partiti antifascisti. 2. In botanica, detto di fiore che resta chiuso e nel quale avviene l’autoimpollinazione; sinon. di cleistogamo. ? Avv. clandestinaménte, di nascosto, in segreto: stampare, imbarcarsi clandestinamente; fuorusciti rientrati clandestinamente nel territorio nazionale."

 

SIGNIFICATO SECONDO CERTI POLITICI, GIORNALISTI, INTELLETTUALI:
"Non esistono clandestini"

 

COMMENTO: Coloro che per motivi di interesse, religiosi o generalmente ideologici, negando la realtà, vogliono a tutti i costi minimizzare l'impatto disastroso che l'invasione migratoria sta producendo sul nostro paese negano quindi diritto di cittadinanza al vocabolo. Costoro sono degli irresponsabili, ovviamente in malafede, che danneggiano tutti noi. Vanno fieramente contrastati.
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"INVASIONE"

 

SIGNIFICATO SECONDO IL VOCABOLARIO TRECCANI ONLINE:
"invasióne s. f. [dal lat. tardo invasio -onis, der. di invadere «invadere»]. – 1. a. Ingresso nel territorio di uno stato da parte delle forze armate di uno stato belligerante, per compiervi operazioni belliche, con o senza l’intenzione di occuparlo stabilmente: l’i. della Polonia, nella 2a guerra mondiale; fare, tentare un’i.; respingere un’invasione. b. Con riferimento soprattutto alla storia medievale, la penetrazione in un territorio di popoli che migrano in cerca di nuove sedi: le i. barbariche; l’i. degli Unni, o di Attila; l’i. della Spagna da parte dei Vandali; l’i. longobarda, in Italia. c. Irruzione violenta o arbitraria di persone in un luogo: i. di aziende agricole o industriali, considerata come reato contro la pubblica economia; i. di terreni o edifici altrui (pubblici o privati), considerata reato contro il patrimonio, quando sia fatta con lo scopo di occuparli o di trarne altrimenti profitto; scherz.: ma questa è un’i., quando molte persone, per lo più amiche, entrano inaspettatamente tutte insieme in un luogo. In giochi a squadra, e soprattutto nel calcio, i. del (o di) campo, irruzione degli spettatori sul terreno di gioco durante o alla fine di una partita, per protesta; i. pacifica, quella effettuata per entusiastica acclamazione dei giocatori della propria squadra. d. Nella pallavolo, sconfinamento di un giocatore (o di una parte del suo corpo) nel campo di gioco avversario durante lo svolgimento di un’azione. 2. a. In relazione ai sign. estens. e fig. di invadere, di qualsiasi cosa che irrompa in un luogo occupandolo o diffondendovisi in gran quantità: un’i. di cavallette, di topi; arginare l’i. delle acque; l’i. del morbo, di un’epidemia; c’è un’i. di prodotti (o anche di cantanti) stranieri, di film polizieschi, di fumetti pornografici. Raro col senso di usurpazione, ingerenza arbitraria e sim.: i. di un potere, di un diritto; l’i. del sentimento nel dominio della ragione. b. In patologia, la diffusione nell’organismo di agenti infettivi o di cellule tumorali (i. metastatica). In partic., nel decorso di alcune malattie infettive, periodo d’i., quello caratterizzato da febbre, comparsa più o meno brusca dei sintomi caratteristici, ed eventualmente positività dell’emocoltura."

 

SIGNIFICATO SECONDO CERTI POLITICI, GIORNALISTI, INTELLETTUALI:
"Ingresso nel territorio di uno stato da parte di persone organizzate e armate con intenti di conquista"

 

COMMENTO: Una drastica e arbitraria limitazione di significato! Anche qui lo scopo della suddetta definizione riduttiva è quello di minimizzare l'attuale invasione di migranti. Si arriva persino a dire che siccome l'immigrazione nel 2018 si è ridotta dell'80% rispetto allo stesso periodo del 2017 allora non c'è un'emergenza. Questa è una totale corbelleria! A parte il fatto che questa flessione è momentanea, in quanto tutte le previsioni in futuro danno immigrazioni sempre più massicce, si fa comunque finta di ignorare che l'emergenza è ormai cronicizzata perché dovuta alle centinaia di migliaia di clandestini che sono già entrati negli anni scorsi e che scorrazzano non identificati nel paese delinquendo, pesando sulle nostre finanze, e quindi mettendo in crisi la nostra società.
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"RAZZISMO"

 

SIGNIFICATO SECONDO IL VOCABOLARIO TRECCANI ONLINE:
"razzismo s. m. [der. di razza, sull’esempio del fr. racisme]. – Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione, e intesa, con discriminazioni e persecuzioni contro di queste, e persino con il genocidio, a conservare la «purezza» e ad assicurare il predominio assoluto della pretesa razza superiore: il r. nazista, la dottrina e la prassi della superiorità razziale ariana e in partic. germanica, elaborata in funzione prevalentemente antisemita; il r. della Repubblica Sudafricana, basato sulla discriminazione razziale sancita a livello legislativo e istituzionale (v. apartheid); il r. statunitense, riguardo a gruppi etnici di colore, o anche a minoranze diverse dalla maggioranza egemone. Più genericam., complesso di manifestazioni o atteggiamenti di intolleranza originati da profondi e radicati pregiudizî sociali ed espressi attraverso forme di disprezzo ed emarginazione nei confronti di individui o gruppi appartenenti a comunità etniche e culturali diverse, spesso ritenute inferiori: episodî di r. contro gli extracomunitarî."

 

SIGNIFICATO SECONDO CERTI POLITICI, GIORNALISTI, INTELLETTUALI:
" Si fa del razzismo ogni volta che si cita la parola razza e in particolare si critica il comportamento degli immigrati, in specie di colore"

 

COMMENTO: Questo modo d'intendere il razzismo non corrisponde a nessuno dei significati codificati nei dizionari e quindi è pretestuoso e falsificante la realtà. Lo scopo è sempre quello di farci accettare a forza l'invasione di migranti che sta distruggendo la nostra società. C'è anche da precisare che il concetto di razza viene normalmente utilizzato in diverse discipline scientifiche per indicare un'incontestabile biodiversità umana senza che ciò implichi automaticamente un giudizio di valore. Inoltre le stesse statistiche ufficiali mostrano che gli immigrati delinquono di un fattore di almeno 7,6 volte rispetto agli italiani.
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