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Sonetto di periferia

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 28/03/2013 10:26:48

 

Sonetto di periferia

 

S’erge sola qua e là una ciminiera

nel giorno freddo e regge il peso grave,

il palazzo del cielo che s’annera.

Arde, giardino d’oro, l’orizzonte.

 

Lontano alberi spogli, qualche casa,

steccati e capannoni, ove vien meno

questa città; zittito un breve treno

sui binari ghiacciati si allontana.

 

Sordido e scuro sorge un cimitero

e i morti guardan su dalle lor fosse

il tramonto che sa di vino nero.

 

Guardano, sorti lungo la parete,

berretti di fuliggine alle tempie,

e cantan le canzoni che han ballato

quel giorno ch’è trascorso e non è nato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Melandri

28 marzo 2013

 

 


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