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Quasi non accadesse altro

di Amina Narimi
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Pubblicato il 12/05/2013 00:36:49

*Per il dono di domani


Ti ho regalato sempre cose

Da possedere.

Come quel tronco così grande

dove lo scalpello girava forte

a scavare fino in fondo,contenere ghirlande

brillanti. grovigli di sorrisi il tuo stupore

quando ti voltavi all’albero

e non erano viole del pensiero!

 

Ho imparato a fare lontano  un suono

non sobbalzare al tremito delle mani,

a partire dai bordi della ciotola, vibrare

per un viaggio lungo, poco a poco

dove s’incurva,  oltre i muri, per le strade

udirlo fino al fiume e ancora. Nel profondo

mi sono preparata a sparire dalle stanze

risalire l’aria,  gli alberi, con le punte

della dita sopra l’acqua lentamente

dentro il palmo verso il buio che trascina

l’eco nella luce levigata : per il dono di domani

ho imparato a fiorire come felce

negli occhi crescere il segreto:

invisibile cosa s’innalza in suono

 

-strada fra tutte-

si propaga come una preghiera

l’eco Tuo senza voce canta

del figlio fatto della mia sostanza

che la notte mi stringe mentre dormo

le mani inconsapevoli di mamma


Un’immagine si volta e vive

Quasi non accadesse altro.

Solo così sappiamo Noi

del dono di domani

 


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