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Assenza di ispirazione

di Pietro Menditto
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Pubblicato il 11/06/2013 12:05:27

La poesia è magnifica.

Si regge da sola, corolla

senza gambo, sospesi cerchi

concentrici con al centro

un’essenza ineffabile

catturata in un momento

di rara grazia. Le parole venute

prima al labbro e poi alla penna

come un respiro puro e adorno di un’aria

di luna che si consumava nello spazio

siderale in una sera di un inverno

di un anno in cui procedevo

prossimo a un nirvana.

Gli a capo sono decisi

con la cura di chi da maestro

pota un bonsai millenario.

Le parole fluiscono l’una

nell’altra e sembrano essere state create

per questa destinazione,

per la felicità di questo approdo.

A volte, anzi sempre, sono così le rose:

foglie che stringono foglie e si aprono

guardando nello stesso punto magico del cielo.

Sono così talora i giardini, una pausa

nel mondo, celeste che si fa terrestre

perché ciò che sta sopra sappiamo

è come ciò che sotto si strugge nel suo desiderio.

Non c’è che dire, la poesia è memorabile,

peccato che non mi sia venuta, che non abbia

potuto fissarla sul foglio, donartela come acqua sorgiva

nel cavo delle mani che non l’hanno trattenuta.

 


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