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Scherzo notturno

di Giovanni Ivano Sapienza
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Pubblicato il 29/06/2013 11:14:59

E che hai da sorridere,che ridi di me,
bell’amica,ti intravedo,sai,in questa distanza di sfere
nella notte e ridi della mia insonnia
o dubiti della mia tempra di esploratore
che intento accosto l’orecchio a percepire
più che musica un eco di linfe,prodigiose
circolazioni, fra tegumenti il brulicare arcano
d’ erbe che forano ostinate la risalita,in desìo di visione,
fra zolle di terra accucciata,
accartocciata sul proprio respiro e non ti turbi l’ansito
tormentoso di quelle forre ,
se un morbo esala da quegli scialli di tenebra che pure squarciano,
a inusitate cadenze,fasci improvvisi , di sideree
perlustrazioni: ecco che aguzza
l’occhio il ratto,l’animale dal palpito rapidissimo,
e sprezzante si leva in volo
un caprimulgo a sorvolare accigliati
bastioni,ripostigli
di ceralacca Un vento greve
sale dal mare
ad increspare i desideri,in sogno,
dei mortali, ma un fruscìo leggero
di vesti di angeli,di partenza,
intravisti o presagiti dal vuoto traforo
scenario di deserta postazione di capannoni,tralicci,
forse ironico ,o pietoso,come il tuo sorriso,
preannuncia il riposo del tuo notturno, oramai rattrappito
rabdomante , vicino il dissolversi,
a un cenno del Nume, discreto e leggero,
di quelle nere cortine all’orizzonte.

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