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Tace le Rose e la cura

di Amina Narimi
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Pubblicato il 30/06/2013 14:00:33

Due lunghe strade

due figure nell’erba

“vai piano. Torna presto

dove non sei mai stata”

 

Non c’è casa

sul monte Carmelo

alberi  di pioggia solamente

fontane segrete .

 

Seguono la rotta i piedi
nel nome che cercava
per le rose. Solo uno
che non ha raggiunto
che difende -Più lontano

cuore - le nasce intorno
trattenendo fame

sulle ginocchia scorticate

-il saper toccare insieme
un significato che ci basti-

a finir la notte. delle notti
ad ascoltare dove niente è più
visibile a chi viene dopo Rainer.

 

Ha la fragilità che io immagino

degli angeli
quando spostano il buio dell’aria

tra i fiori

 

Là, dietro le palpebre, 
quel modo suo di venire profondo

lo ricevi  nel viso e ti chiama.

 

Fa tanto rumore nel nome ..

che tace le Rose. e La cura

-ferma nel grido

come un segno nel grano-
impalpabile e chiara
una crepa privata
offerta a far sera
viene splendida in dono
posando la pace
a chi ha dentro

una spina. Le basta

poco

un nulla per vivere

penetrata di luce.

 


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