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Am Schlierbachhang - canto per la Sorella

di cristina bizzarri
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Pubblicato il 22/08/2013 11:38:39

A volte aspettare la sera in un cerchio

discioglie nel vino il rumore di me.

Raccolgo la forza dell'aria nei visi

accordati a un silenzio caduto

in stanze lontane tra pause mai chiuse -

per troppo addensarsi è muto l'amore

rimasto in cassetti svuotati di noi.

Era quella, ricordi? la strada in salita

nel bosco di Schlierbach - forse fu tardi

propiziare gli dei a sorrisi risorti -

tra piccoli sassi come singhiozzi

lasciavo cadere minuta follia

in gesti nascosti - molliche di me.

Già in te verdeggiava un'aurora -

splendeva negli occhi del bosco

specchiata nel cielo più verde dei tuoi.

Nell'hortus conclusus cade una goccia -

trabocca di rose nel morbido ramo di te,

curvato sul nudo germoglio di me.

Sulle punte dell'alba è printemps à janvier -

annunciato da semi di voci nel cosmo,

oltre pareti invisibili al tempo di qui.

(Nella chambre des dames portavo dei fiori

e una musica bianca, mai nata per me).

Percorro all'indietro il sentiero, fontana

del tuo proseguire - sul pendio di Schlierbach

un seme nell'erba cresceva per noi.

 

 

 


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