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Verso il deserto

di Giusy Frisina
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Pubblicato il 12/10/2013 19:47:58

 

 Verso il deserto

 

E’ impossibile spiegare

ciò che accade

quando dilaga il dolore

del vuoto vivente.

A volte appare al risveglio

quando ti accorgi di esistere,

malgrado tutto,

e non può  più essere un sollievo.

E lo senti assurdamente nel cuore

e nelle ossa

ma come se fossero di troppo.

Unico sollievo sarebbe,

infatti,  solo, disperdersi...

Oppure no.

Potresti  anche decidere

di alzarti e colorare il palcoscenico

- i colori li abbiamo almeno pensati noi -

 anziché lasciarlo in chiaro scuro

che pure ha il suo fascino

ma solo se sappiamo che anche quello è colore

“Diventa  ciò che sei!” disse l’uomo folle

Ma il mondo non gli credé

 e lo misero in croce.

Anche io. Anche Tu. Non credendo in noi.

Ma abbiamo  paura dei crocifissi

Oppure li ostentiamo,  stupidamente, prendendoli per simbolo nazionale...

Ma quale nazione è pronta a risorgere

dopo anni di berlusconismo

che ci ha messo in croce – metaforicamente parlando

 (ecco il simbolo !) -

Non certo l’Italia, ma solo il singolo,

 potrebbe  provarla...la Resurrezione,

 unico senso della Croce.

Ed infatti la croce è dei singoli

Che al mattino si svegliano dal sonno di una notte

di incubi che vorrebbero almeno poter  ricordare...

invece c’è  più coraggio nell’affrontare il deserto del sogno

( non il sogno del deserto )

ed è là che vorremmo avventurarci

in quello spazio incolore

dove è possibile creare

 l’assolutamente nuovo e antico.

Come  in questa pagina bianco sabbia

su  cui  continuo a tracciare  segni

troppo  misteriosi

 per chi non può decifrarli

 ma dove ci si può arrischiare senza rischiare

 di trovare la porta chiusa

 quando il vento si alza...

Il rifugio è infatti qui,

nel “Nolite exire”:

 finalmente dopo anni di ricerca

sono arrivata a comprendere

ciò che pure sapevo

senza capire.

Una pagina bianca  è la Via,

 un’infinita  immensa pagina

dal colore-incolore 

come il deserto che sto per attraversare....

Il fine , ambizioso, è trovare l’Essenza... 

ma è come dire” trovarmi “ o” trovarti”

 è lo stesso, anche se più difficile.

Infatti l’Essenza è  forse più facile da trovare

 di me e di te...

Deve essere riconoscibile, tale è la sua purezza

come un fiore nel deserto

o un cristallo trasparente

come acqua di roccia

E’ nella Bellezza impagabile che mozza il respiro

come un’onda di Luce...

Spero di trovare quella Luce nel deserto che attraverserò....

Dicono i viaggiatori che appare solo a chi  è pronto

per sostenerne la visione...

Dovremmo sempre riservare un posto a tavola  per Platone

Sicuramente ci darebbe buoni consigli al riguardo....

Ma così non mi sento più sola,

 ho il mio piccolo gruppo di accompagnatori:

sono coloro che l’hanno già attraversato,

 il deserto,

 e non solo carovanieri,

ma poeti e santi...e i miei filosofi  naturalmente.

E i poveri cristi , dimenticati

dal clamore di una domenica prenatalizia

per famiglie ,

 invasi i  centri commerciali

dalle ambiziose  e struggenti luminarie

ridotte a  parvenze consolatorie.

Anche loro, con me.

Congedarsi dalla normalità

per chi nella norma finge solo di vivere,

può sembrare più facile

ma è una finzione pericolosa

che a lungo andare  assuefà

e rende inerti.

Non c’è la forza di alzarsi e partire.

Non si può mollare tutto.

Per il deserto poi...che assurdità

Meglio il grigiore quotidiano rassicurante

La giornata divisa in quattro

E le sere d’inverno al sicuro, no?

Con la crisi che c’è siamo fortunati.

Se c’è gente che muore lì fuori,

da qui dentro non li vediamo, quindi...

Ma intanto il colore seppia

immaginato scritto con la piuma d’oca

o al computer- è lo stesso -

 può provare a trovare qui

con almeno i pensieri in libertà,

la Forza e la Via.

L’unico modo per partire,

intanto.

 

                                                    da "Onde interne" ( ilmiolibro, 2013)

 

 


 

 

 
  

 

 

 


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