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Sei Cento Sessantaquattro

di Emilia Filocamo
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Pubblicato il 31/12/2013 15:07:18

Non bisognerebbe mai  insegnare che

esiste un amore perfetto perfetto,

la vite che riconosce il pampino

dalla filettatura e scesa a valle

per la spremitura, con la testa

che le gira, incastra bacino e

gabbia, portentoso il meccanico

contatto. Non bisognerebbe

mai udire il " sei tutto per me,

la tavola e pure il vino"  strizzata

mammella del Bacco travestito,

indomita la doratura sulle corna

ottobrine a chiudere la generosa

lampo portatrice, oh aurea traghettatrice,

dei doni custoditi negli uteri

grondanti. Non bisognerebbe mai

dire di aver visto agganci incredibilmente

combacianti con affezioni da torsolo

alla mela: è bello non sapere, ipotizzare,

mai scardinare alla porta la porta che

appunto porta all'osso perfettamente ad

agio nella nicchia, Madonnina eburnea

sorride dalla teca, il femorino impacciato

impiallacciato nella coscia tumultuosa.

Perchè se esiste tale bellezza, se esistono

tali imbandimento e leccornia da dei,

se esistono, dicevo, e non ci toccano o

solo ci sfiorano come avvenne per me

un mercoledì che era mercoledì

per tutto il Santo mondo, ma poi si

infrangono, allora tutto vorrei

piuttosto che esserne nuovamente

consapevole e fuggiasca.

No, non bisognerebbe mai alzare

la voce e chiamare questa creaturina

naturale- eccezionale il Signor amore

per poi saperla crepata come una

mattonella in un sismico turgore.

Parimenti con quale cuore al malato

che è terminale si potrebbe mai far

annusare il medicamento miracoloso

senza poi somministrarlo?


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