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Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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non dice mai che va via colui che non torna

di Vlad
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Pubblicato il 04/07/2015 02:11:18

Salimmo lentamente

per non perderci nulla

di quello che guardavamo.

 

Non fu molto tempo fa

quando ci adagiammo

sul dorso della luna,

 

io e te

 

fragili.

 

il tempo è strano.

 

Ma mai come noi.

non ti dissi neanche addio.

 

Ed ora sono qui,

ad incatenare i ricordi

mentre cerco di mandarli via.

 

Sono feroci le compagnie

- più delle altre-

quelle di chi rimane solo.

 

(e no, non c’è pace

in questo vuoto di parole,

-che mi riempie

in un silenzio che mai tace-)

 

e aspettarmi cosa,

vivrai fedelmente,

amore.

 

È giusto così.

Che trovare la libertà

non è bello come cercarla.

 

(ah- le ali!- le strappassero

tutte- e per sempre)

 

intanto le prime luci del giorno

hanno ferito anche questa notte

 

-tagliandole la mano

che mi teneva con sé-

 

ora sento solo un gran chiasso

mentre vago in questa città

 

deserta.

 

Sporco e ferito, tutti mi guardano

- è piena di luce, la mia ombra-

 

Il mio urlo lacrima silenzi,

a fiotti – spargendoli ad ogni passo

 

vocale-

 

non avvicinarti, è inutile che.

Allora vieni. – dicevi?-

Non mi interessa, vai.

 

Allontano per sempre

la spada che fredda mi colpì

- donna-

al torace.

 

Ma fui io,

non tu.

A straziarmi.

 

Come il telamonio

L’ajace.

 

(chiudo la porta,

aspetto l'aria secca

della sera)

 

libero figlio dei venti,

io

E

Vagavo

Senza

Volere

Raggiungere

Nulla.

 

- e non disegnavano mai orizzonti

i fiori del mio prato-

 

Era questo il mio itinerario.

(indisponente, sì.

ragazzo.)

 

per terra,

chino,

aspettavo

che l'ombra oltrepassasse

la cinta

 

disteso sulla tela

un gabbiano

che qualcuno ha fotografato

chissà perché

 

guarda ora giù.

Di volare qua e là

È ormai troppo stanco.

 

Ma sapessi farlo

non lo farei mai

- amarti-

 

(una voce che sanguina,

continua a parlarmi di te)

 

amore mio,

unico e grande:

Dolore e miseria,

è questo ora lo stato mio,

 

intanto.  e mentre guarire non potrei mai,

per finirmi basterà una tua carezza.

 

Soltanto.


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