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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Caduta di stille

di Gerardo Dani
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Pubblicato il 05/06/2018 12:20:40

 

Che io sappia qualsiasi catena rima con pena

- magari l’anello poggia su quello

e non sul più bello.

Oddio, a furia di battere lo stesso tasto

ben poco mi sarà rimasto!

Oppure: scrivo senza ritegno mai pagandone pegno

- una banalità, questa, andata a segno.

D’altronde, mi è difficile credere che,

fatto di terra, io sia venuto se

già con il tronco ero privo di me.

Lo so perché la mia scrittura è avventata, non serra,

piuttosto interra.

Lo so perché il foglio, il foglio virtuale intendo,

rende lo spirito branchia che ancora sento

- siano pure omesse h e i - a stento,

come si vede nelle compagnie di banco

- mi sia concessa qui la r tra b e a - al fianco.

Così io potrò liberarmi da tante salme

volanti, a tinte dall’azzurro parente calmo,

quasi turchese, dove lo colse Raylight

da una stesa di voci tese: Really, I do not like casual flight!

Esiste, e mi tocca. Se anche così non fosse, resto

con la parola che manca del visto.

 

 

 


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