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Il Centauro Nero

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 22/02/2019 20:37:14

I tuoi zoccoli hanno impresso il nero margine del bosco

là dove orrendi pappagalli verdi si dondolano e strillano.

Le mie opere sono tutte impresse nel fango cocente.

Conoscevo quel gioco violento, lo sapevo micidiale.

Solo ciò che il sano sole ha maturato è cibo sano,

da mangiare; eppure io, mezzo impazzito per colpa

di qualche ala verde, nel pazzo buio immaginario raccolsi

antico frumento da mummie, lo macinai chicco per chicco,

e poi lo cossi al forno, lentamente; ma ora spillo

un vino colmo d'aromi da una botte trovata là dove

dormirono sette efesini ubriachi e non seppero mai

quando passò l'impero d'Alessandro, così profondo il sonno.

Stendi le membra e dormi un lungo sonno saturnio,

io ti ho amato più che l'anima mia malgrado tutte

le mie parole, e non c'è alcuno più adatto a montare la guardia

e a tener gli occhi vigili fissi su quegli orrendi uccelli verdi.

 

© Paolo Melandri (22. 2. 2019)


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