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Alba di fiori

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 18/03/2019 21:26:24

I brividi soavi. Alba di fiori. Giunge

come da calde pelli dai boschi.

Un rosso avvampa. Il grande sangue monta.

 

Traverso tutta questa primavera giunge la sconosciuta.

La calza sul collo del piede è qui vicina. Ma dove finisce

è lontano da me. Io singhiozzo sulla soglia:

tiepido fiorire, umidori altrui.

 

Oh, come la sua bocca sperpera l'aria tiepida!

Tu cervello di rose, mare-sangue, tu penombra di dèi,

tu aiuola di terra, come ancheggia

frescura dal tuo passo mentre vai!

 

Oscuro: ora vive sotto i suoi abiti:

solo animale bianco, muto e disciolto aroma.

 

Un povero cane di cervello e Dio il suo greve addobbo.

Io sono così sazio della fronte. Oh, se potesse

una trama soave di corimbi sostituirla,

e con me lievitare e fremere e irrorarsi.

 

Così separato da tutto. Così stanco. Voglio camminare.

Senza sangue i sentieri. E dai giardini cantano.

Ombre e diluvio. Felicità lontana: un naufragio

nel profondo azzurro del mare che salva.

 

© Paolo Melandri (18. 3. 2019)


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