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Come venuto dall’altro cielo

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 10/05/2019 12:08:16

 

 

(Piove. Come una sottigliezza appena percepita in un discorso nebuloso. E’ solitudine che precipita, non greve né opprimente; diremmo: rigenera - può liberare gli intonaci dal sale marino, e le forze ritornano dove la pelle è gonfia. Gil guarda in alto con gli occhi socchiusi. Chissà se gli giova questa riflessione: la goccia è sola quando cade, come tutti i frutti. Il vapore è densità, la foschia, quindi, comunione - la folla, suffragio di gioia ma equivoca. Sull’asfalto, e in auto, passano volti gelidi. Nessuno guarda dal lato che scorre. Sembra che i viaggiatori siano trainati da un filo invisibile, ma aggrovigliato e temibile, legato ad un segnalatore luminoso. Tutto è rapido, tranne la voce.)

 

Guardava le strisce pedonali iniziare

con la procedura dei guadi - si presentano

come appoggi che affiorano dall’incoscienza:

sono viscidi con una buona intenzione, sono

lanterne roche - o pandemoni rissosi. Occorre

stare in guardia: se l’acqua supera la pioggia,

e se entra nelle scarpe, scalza lo spirito buono:

è giusto ed avviene in fretta. L’inganno

è il vero mestiere delle pozze. Sono notti potenti.

Una sorta di contumacia lacustre, di equivoco

da marciapiede, come le maleparole che nascondono

il fondo pronunciato di solito sottovoce.   

La donna teneva su di sè un tetto fittizio,

momentaneo, urgente a modo suo. Una cartellina

gialla sempre più spugna, più curva - tipico

della rigidità del cielo nell’accezione di fronte

futuro, avamposto dell’olio santo.

Il timore, da una suola all’altra, è un acceleratore

di brividi e unisce le pozzanghere al passato.

Alla maniera di un fermo immagine ristagna

ciò che si specchia dall’alto e non torna

memoria che sappia spegnere la sigaretta.

Corso Emanuele è corto quanto basta

per fare due passi, Gil: camminiamo affiancati

finché ci è dato - come un martello la pioggia

porta male, come una seta dove poggia

luccica la terra a mare.

 

(Corre voce che chi attraversa la strada produca un’eco con le orme, ora, ma nessuno ascolta altro quando il cammino porta dove vorrebbe andare. Una donna tiene alta la cartella sui capelli neri, si bagna le spalle, il viso si riga e vede cose che noi uomini non potremo mai immaginare - come Roy, ti ricordo; un’altra usa un balcone, resta all’asciutto; e ansima: pioverà ancora per poco, ma non lontano una sirena gela. Volevo anche dire che il mio Gil è contagio vitale.)

 


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