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Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Mediteraneo

di Veronica Mogildea
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Pubblicato il 18/06/2019 17:23:03

MEDITERANEO

 

Onde.

Scuri muri, agitati.

Fondali abitati dai morti.

Il mare nemico scuote il barcone,

schiaffeggia i volti.

Respiro sospeso, il cuore fremente

in balia della forza feroce del vento.

Mille speranze si aggrappano al legno.

Il mare pretende febbrile il pegno.

Migliaia di urli in un solo lamento,

vuoto di suono,

ma con la potenza d’un scoppio di tuono.

La paura è dura, come un laccio,

unisce i corpi in un unico abbraccio.

Tutti fratelli,

prossimi al cielo,

lontani da terre.

Riflessi di pelle bruciata

senza calore.

Sotto l’occhio ostile del sole

scompare il colore.

Il sale riempie lo sguardo,

condensa il dolore.

Pupille –

cristalli opachi dentro il terrore.

Il dispetto degli schizzi di mare

arde le labbra.

La beffa dell’acqua salata

porta via l'ardore,

che ritmico palpita ancora

dentro il cuore.

Bruciore. E sete, tanta sete.

Labbra screpolate, prigioniere dei denti.

La vita rimane soltanto negli occhi, ardente.

L’anima prende la via del cielo,

invoca clemenza.

Sperare contro ogni speranza,

tutt’uno con la barca che lentamente avanza.


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