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Pallida consolazione

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 08/07/2019 21:10:23

Pallida consolazione

 

La lotta di tutti contro tutti dovrebbe,

secondo quanto trapela da ambienti

vicini al ministero degli Interni,

essere prossimamente nazionalizzata,

fino all'ultima macchia di sangue.

Tanti saluti da Hobbes.

 

Guerra civile ad armi impari:

quel che gli uni fanno con la carta bollata

gli altri lo fanno col mitra.

Gli avvelenatori e i piromani

dovranno fondare un sindacato

per difendere il proprio posto di lavoro.

 

Si osserva un'apertura sempre maggiore

del nostro regime carcerario.

Lavabile, rilegato in plastica nera,

Kropotkin è lì pronto per lo studio:

Sistema del reciproco aiuto

in natura”. Magra consolazione.

 

Abbiamo con rammarico appreso

che non esiste giustizia,

e con ancora maggior rammarico

che, come ci assicurano negli ambienti in questione,

stropicciandosi le mani, mai alcunché

del genere potrà, dovrà né saprà esistere.

 

Dibattuto è tuttavia chi o che cosa

ne abbia colpa. Si tratta del peccato originale

o della genetica? della cura del neonato?

della scarsa educazione sentimentale?

della dieta sbagliata? del Diociassiste?

del predominio del maschio? del capitale?

 

Del fatto che purtroppo non possiamo impedirci

di violentarci a vicenda,

di metterci in croce alla prima occasione

e di mangiarci gli avanzi, non sarebbe male

scoprire un'adeguata spiegazione,

balsamica per l'intelletto.

 

Anche se l'obbrobrio quotidiano disturba,

esso tuttavia non ci stupisce.

Ciò che però appare enigmatico

è il tacito aiuto,

la bonarietà senza secondi fini,

nonché l'angelica bontà.

 

È dunque gran tempo ormai di elogiare

con lingua infocata il barman che per ore e ore

ascolta il monologo dell'impotente;

il rappresentante di gallette prodigo

di misericordia, il quale risparmia il colpo mortale

lasciando cadere l'ingiunzione a pagare;

 

nonché la bigotta, la quale

inaspettatamente accoglie il disertore affranto

che bussa alla sua porta, e lo nasconde;

e il rapitore che al confuso complotto

con un fievole sorriso di felicità

improvvisamente rinuncia, stanco morto;

 

e noi mettiamo da canto il giornale

rallegrandoci, con un'alzata di spalle, come

quando il pezzo strappalagrime, se Dio vuole, è finito;

quando al cinema si accendono le luci, e fuori

ha smesso di piovere, e allora finalmente

c'infiora le labbra la prima boccata di sigaretta.

 

© Paolo Melandri (8. 7. 2019)


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