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"Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VI Edizione 2020
Intervista a Sara Galeotti, I classificata sezione B: Racconto breve
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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io sono tempesta

di alessandro venuto
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Pubblicato il 20/02/2020 16:53:00

Cala plumbeo il cielo sulla città

che a un tratto si fa silente. Ogni suono

s'ottunde in piazzale Loreto.

Fai piano, anche una brezza leggera

può fare rumore.

Cammina piano,

la bellezza di ogni tuo passo

fa male se non posso

averlo.

Esistevi prima che io ti volessi,

Figlia del Tempo,

eppure ti desidero da prima

che fosse fatta luce,

tu, unica testimone della creazione divina,

a sua immagine ogni cuore richiami.

Mi danzi intorno

in mille occhi di mandorla,

nei volti di porcellana

vestiti di capelli come ossidiana.

Sono tempesta mentre

mi vivi intorno,

respiri, parli e ti muovi

come se non ci fossi che te,

non io,

e l'anima mia si fa mostruosa

mentre tu ti espandi

e io svanisco.

Vajrayana.

Potessi, come aria, respirarti.

Potessi, come pioggia,

scivolare sulla curva dolce del tuo naso

fino alle labbra che simili a rosa

si schiudono.

Respirami.

Ma tu non mi vedi nemmeno,

distratta allontani con una mano

una ciocca bruna di capelli,

li sciogli e simili a cascata

scivolano sulle spalle sottili,

passa nei tuoi occhi distratto un pensiero

che non mi riguarda.

Aspetta.

Sulla veranda simile a tastiera

suona il cielo con le prime gocce.

L'aria sa di terra bagnata e di asfalto

mentre ancora ti guardo,

mentre fuori il mondo piove

e tutto ritorna nelle cuffie nere

come il tuo vestito che leggero

ti nasconde allo sguardo

e ti esalta alla mente,

è ambra e miele la tua pelle.

Potessi assaggiarla.

Ti muovi leggera nelle tue scarpe sportive,

lento e pesante il mio sguardo

dietro la barba di giorni.

Mossa imprevedibile, mossa magnifica.

Scacco al Re di una Regina inarrivabile.

A che serve essere sole

Se potessimo piovere insieme?

Disseto di parole

La mia sete di movimento

Ma non mi resta che la pioggia

per confonderci le lacrime

e il canto di te,

nascosto dal tuono

che di qualche Dio riporta

il colpo di martello supremo.

Potessi essere folgore,

risplendere in un attimo

di eterno splendore e abbagliarti,

anche solo per un istante.

Io sono tempesta.

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