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di Vincenzo Ricciardi
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Pubblicato il 07/04/2020 17:57:37

Pensa quanto sono deboli le cose

nel loro lungo inanimato essere

nel tempo fragile

mentre tutto riappare

 

come entrare in un giorno non più estraneo.

 

Non mi sono mosso da qua. Ho vegliato

tranquillamente

ed era il mio silenzio una materia viva

che lo sguardo accompagna

 

fuori dal piccolo enigma che ci rinserra

o dentro un turbine che attraversa il caos

e lo nasconde nel continuo inganno

della primavera che non ti ha, stavolta.

 

Nessuna colpa ti si avvinghia

nè qui stiamo chiedendoci chi sia

il latore - chi ci porse

la condanna sbagliata o il premio

immeritato

 

o forse andava tutto bene, forse

sbagliamo noi a crederci chi siamo.


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