Pubblicato il 21/01/2026 08:56:27
Il gelsomino d'inverno
Non volevo vedere niente questa mattina: macchie di caffè sulla tavola, folle di volti sfiniti tra le macerie sciami di spalle costrette a prendere al volo sacchi di riso.
Avevo gli occhi stanchi e nel grembiule infarinato dell'alba non impastavo alcuna parola per rendere grazie e condonare la nebbia.
Per questo ho tardato a vederti. Il tuo sbocciare non attecchiva alla mia disseccata retina. Solo uscendo in terrazzo il tuo giallo mi ha avvinto.
Caro gelsomino, da oggi divento tuo adepto e mi impegno a seguire la traccia celata dei fiori d'inverno, la rosa dell'ombra tardiva.
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