Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
Presentazione il 22 settembre 2019, ore 17 presso il Villaggio Cultura – Pentatonic
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Proposta_Articolo
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 1177 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Thu Jul 18 17:54:19 UTC+0200 2019
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

La crisi di religiosità che attraversa il mondo

Argomento: Letteratura

Articolo di Michael Shermer 

Proposta di Roberto Maggiani »

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 29/12/2013 14:58:15

Fotografia di copertina © Corbis

 

Fin dai primi anni del Ventesimo secolo si prevedeva che la diffusione dell'educazione secolare di massa e la divulgazione della conoscenza scientifica attraverso i media avrebbero portato a un'imminente scomparsa del divino dal mondo. Queste previsioni non hanno trovato conferma e anzi, in alcuni casi, come negli Stati Uniti, si è assistito a una riscoperta della religiosità. 

Ora però le cose stanno cambiando. L'indagine demoscopica Religion Monitor: Understanding Common Ground, condotta nel 2013  dalla Bertelsmann Stiftung - una delle più grandi organizzazioni no profit europee - su 14.000 cittadini di 13 nazioni (Germania, Francia, Svezia, Spagna, Svizzera, Turchia, Israele, Canada, Brasile, India, Corea del Sud, Gran Bretagna e Stati Uniti), ha documentato un diffuso consenso verso la separazione tra Chiesa e Stato e un declino nella diffusione della religiosità sia nel tempo sia tra le generazioni.

Rispetto all'affermazione “Solo i politici che credono in Dio sono adatti a un incarico pubblico”, persino nell'ultrareligiosa America, solo il 25 per cento degli intervistati si è detto d'accordo, e solo il 28 per cento con “Le figure religiose più importanti dovrebbero esercitare la loro influenza sulle decisioni politiche”. In tutti gli altri paesi, le percentuali sono risultate inferiori: i valori più bassi (8 e 13 per cento, rispettivamente) sono stati rilevati in Spagna, valori medi (10 e 21 per cento) in Germania.

Dio è morto? La crisi di religiosità che attraversa il mondo

© Angela Coppola/Corbis

 

Per di più, nella maggior parte dei paesi coinvolti nello studio è stato rilevato che il sentimento religioso è sempre meno diffuso, specialmente tra i giovani. In Spagna, per esempio, mentre l'85 per cento degli intervistati con più di 45 anni ha dichiarato di essere “da moderatamente religioso a moltoreligioso”, la stessa risposta è stata data solo dal 58 per cento dei soggetti di età inferiore ai 29 anni. Nell'Europa in generale, solo una percentuale variabile tra il 30 e il 50 per cento ha riferito di considerare la religione un aspetto importante della propria vita.

Quali sono i motivi di questo declino? Un fattore determinante è la notevole diffusione della democrazia nel mondo durante l'ultimo mezzo secolo. La maggior parte degli intervistati, indipendentemente dalla fede di appartenenza, si è detta d'accordo nel giudicare la democrazia una buona forma di governo. Una delle caratteristiche della democrazia è la separazione del potere ecclesiastico dal potere secolare: nelle nazioni che garantiscono il pluralismo religioso, nessuno può legittimamente reclamare una posizione privilegiata in base alla propria fede. 

Le democrazie hanno anche un più alto tasso di scolarità e di istruzione di massa, associato di norma a una maggiore tolleranza nei confronti delle credenze religiose degli altri cittadini. Questa tolleranza a sua volta diminuisce l'accettazione dell'assolutismo richiesto in passato dalla maggior parte delle religioni, minando alle fondamenta la pretesa di supremazia di una qualunque fede sulle altre.

Dio è morto? La crisi di religiosità che attraversa il mondo

© Robert Recker/Corbis

 

Un secondo fattore è l'apertura delle frontiere economiche, come nel caso dell'Unione Europea, che sostituiscono il tribalismo religioso con lo scambio finanziario. Il libero scambio e la divisione del lavoro hanno costituito il più efficace volano di benessere economico della storia: secondo lo studio, “Il benessere socioeconomico generalmente determina una perdita del significato sociale della religione e un calo nel numero di persone che basano la loro pratica di vita su norme e regole religiose.”

Perché? Una delle funzioni sociali della religione è aiutare i meno abbienti; così il tasso di religiosità cala via via che diminuisce la povertà di un paese, grazie anche ai programmi statali, come avviene in Svezia e in altri paesi europei. E poiché la classe media sta crescendo nella maggior parte dei paesi, questo può spiegare la valutazione contenuta nel rapporto secondo cui “quasi tutti i paesi coinvolti nello studio [...] mostrano un declino nella centralità e nel significato della religione nella vita quotidiana da una generazione all'altra. Come regola generale, più è giovane una popolazione, minore è la sua religiosità”.

Gli autori però mettono in guardia dal trarre conclusioni simili a quella del celebre motto nietzschiano “Dio è morto”. “Ciò non significa che la religiosità e il comportamento religioso siano scomparsi o scompariranno dalla vita delle persone: tra il 40 e l'80 dei cittadini europei mostra almeno una grado medio di credenza religiosa secondo l'Indice di centralità della religiosità (centrality index of religiosity).”

Dio è morto? La crisi di religiosità che attraversa il mondo

© John and Lisa Merrill/Corbis

 

Nonostante ciò, in un'altra statistica dello studio emerge una tendenza inequivocabile: la percentuale di persone che dichiarano di essere “non religiose o non molto religiose” è significativa, e il dato relativo agli Stati Uniti (circa il 31 per cento) è in accordo con quello di altri lavori. Uno studio del 2012 del Pew Research Center, per esempio, ha scoperto che la categoria che negli Stati Uniti sta conoscendo il maggiore incremento è quella dei “senza religione”, in cui è compreso il 20 per cento della popolazione generale e il 32 per cento dei giovani di età inferiore ai 30 anni, diviso in atei o agnostici (6 per cento) e in coloro che non si riconoscono in alcun gruppo religioso (14 per cento).

I numeri sono sorprendenti: negli Stati Uniti la popolazione adulta, cioè di età superiore ai 18 anni, ammonta a 240 milioni di persone; le percentuali si traducono quindi in 48 milioni di “senza religione”, di cui 14,4 milioni sono atei/agnostici e 33,6 milioni sono persone che non aderiscono ad alcuna religione codificata. Si tratta di un serbatoio di voti notevole.


(Articolo tratto da Le ScienzeLa versione originale di questo articolo è apparsa su scentificamerican.com il 12 dicembre. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati)

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Roberto Maggiani, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia pe la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Roberto Maggiani, nella sezione Proposta_Articolo, ha pubblicato anche:

:: [ Storia ] L’omocausto dimenticato #GiornoMemoria , di Alessandro Bovo (Pubblicato il 27/01/2019 12:42:30 - visite: 136) »

:: [ Letteratura ] Con Maggiani la scienza alimenta la poesia , di Maurizio Cucchi (Pubblicato il 08/09/2018 18:43:49 - visite: 271) »

:: [ Letteratura ] La bellezza non si somma: su Il Convivio , di Maurizio Soldini (Pubblicato il 02/07/2015 19:13:02 - visite: 1198) »

:: [ Fisica ] Due futuri per spiegare il misterioso passato del tempo , di Lee Billings (Pubblicato il 13/12/2014 21:33:23 - visite: 1037) »

:: [ Società ] Il mio Muro di Berlino , di Haruki Murakami (Pubblicato il 11/11/2014 00:22:52 - visite: 1508) »

:: [ Letteratura ] Sguardo , di Giuseppe Grattacaso (Pubblicato il 12/10/2014 13:19:37 - visite: 939) »

:: [ Letteratura ] Poesia di visione e sentimento sulle cose della vita , di Maria Pia de Martino (Pubblicato il 11/04/2014 00:15:24 - visite: 1834) »

:: [ Letteratura ] La bellezza... su Poesia 2.0 , di Annamaria Ferramosca (Pubblicato il 09/03/2014 17:26:38 - visite: 1130) »

:: [ Scienza ] Libero arbitrio, dieci errori concettuali , di Sabine Hossenfelder (Pubblicato il 06/01/2014 00:25:30 - visite: 1505) »

:: [ Scienza ] L’Universo arcobaleno , di Clara Moskowitz - Le Scienze (Pubblicato il 13/12/2013 15:56:08 - visite: 1231) »