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76ma Mostra di Venezia

Argomento: Cinema

Articolo di GioMa 

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Pubblicato il 30/08/2019 04:41:14


Film Rewievs by Cineuropa

Le giurie della 76ma Mostra di Venezia
di Vittoria Scarpa

26/08/2019 - Annunciata la composizione definitiva delle giurie di Venezia 76, Orizzonti, Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, Venice Virtual Reality e Venezia Classici.

La regista canadese Mary Harron, già invitata nella Giuria Orizzonti, subentra alla regista australiana Jennifer Kent, impossibilitata a venire a Venezia
È stata annunciata la composizione definitiva delle giurie della 76ma Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, che si terrà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre 2019. Ad affiancare la regista Lucrecia Martel, presidente della giuria del concorso Venezia 76 (leggi la news), oltre allo storico e critico canadese Piers Handling, l’attrice britannica Stacy Martin, il direttore della fotografia messicano Rodrigo Prieto, il regista giapponese Tsukamoto Shinya e il suo collega italiano Paolo Virzì, ci sarà la regista canadese Mary Harron (che, già invitata nella Giuria Orizzonti, subentra alla regista australiana Jennifer Kent, impossibilitata a venire a Venezia).

A prendere il posto di Mary Harron nella giuria Orizzonti, presieduta dalla regista italiana Susanna Nicchiarelli, sarà il regista uruguayano Álvaro Brechner. Gli altri componenti della giuria sono il direttore artistico britannico Mark Adams, il regista francese Rachid Bouchareb e la direttrice artistica italiana Eva Sangiorgi.
Nella giuria del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, al presidente regista serbo Emir Kusturica, alla regista italiana Antonietta De Lillo, all’attrice tunisina Hend Sabry e al produttore americano Michael J. Werner, si aggiunge un quinto membro: il regista statunitense Terence Nance.

Invariate le altre due giurie della 76ma Mostra già annunciate: quella di Venice Virtual Reality composta dalla compositrice, artista e regista americana Laurie Anderson (presidente), il fotografo italiano Francesco Carrozzini e la designer italiana Alysha Naples, e quella di Venezia Classici presieduta dalla regista italiana Costanza Quatriglio.

FILM / REVIEWS

'Variações'
di Teresa Vieira

26/08/2019 - Il progetto di João Maia, da diversi anni in preparazione, è previsto diventare uno dei film portoghesi più popolari dell'anno.
Più che un uomo o un cantante, António Variações era un'icona. L'ultimo film di João Maia, Variações, prodotto dalla società portoghese David & Golias e ora nelle sale del suo paese d'origine (dove ha raccolto 50.000 spettatori nei primi quattro giorni di programmazione) grazie a NOS Audiovisuais, è un film biografico su uno dei cantanti più significativi nella storia della musica portoghese. Figura potente e controversa del suo tempo, richiama comunque le masse, ieri come oggi.

In attesa da quasi dieci anni, il progetto si è finalmente materializzato. Il film esplora diverse fasi della vita di António, dalla sua infanzia fino all'apice del suo successo, ma si concentra principalmente sul percorso che ha intrapreso per affermarsi come cantante nell'industria musicale portoghese. Il film è interpretato da Sérgio Praia, che non incarna semplicemente António Variações, ma incarna anche la sua persona, in una performance davvero sorprendente, avvincente e talvolta inquietante. Sérgio non solo assomiglia fisicamente a Variações, ma il suo atteggiamento punk, libero e fantasioso sprigiona un'energia che sembra essere un'eredità diretta dello spirito di Variações.

Come biopic musicale, il film esplora a fondo il lato creativo della vita di Variações, con scene di sessioni in studio, sessioni con la band e persino sessioni di registrazione in bagno (un aspetto famoso del lavoro di Variações). Il regista ha saggiamente scelto di usare la voce vera di Sérgio Praia, così come la sua interpretazione di alcune canzoni del repertorio di Variações, consentendo al pubblico di ascoltare i momenti catturati davanti alla telecamera nel loro stato più grezzo e naturale. Sebbene le voci dell'attore e del cantante siano piuttosto diverse, abbiamo un'idea dell'atteggiamento di António (il suo modo particolare di stare di fronte a un microfono, di cantare) e abbracciare completamente la persona che ci viene presentata.

Ambientato negli anni '80, il film esplora (come fece António) le strade principali di Lisbona, nonché i luoghi sotterranei della città: da Trumps (un iconico club gay che è ancora attivo oggi), dove Variações si esibì per la prima volta dal vivo, al centro della città. Nonostante una ricostruzione chiaramente studiata dell'ambiente che circondava Variações, così come una fotografia ben eseguita (che mostra la vasta esperienza di João Maia nella pubblicità), la scenografia sembra eccessivamente meticolosa: una perfezione che, purtroppo, ci distrae, a volte, dalla forza e dall'energia emanate dall'eccezionale performance di Sérgio Praia.

Oltre al lato musicale della vita di Variações (che domina il film), un'altra importante dinamica è esplorata e rappresentata nella pellicola: la storia d'amore (platonica) tra António Variações e Fernando Ataíde (interpretato da Filipe Duarte). Sebbene ampiamente noto, questo aspetto della vita di Variações a volte sembra volontariamente dimenticato da alcune delle persone che conoscono e amano la sua musica, persino dalla sua stessa famiglia. I film mainstream spesso presentano una trama romantica per attirare un pubblico più vasto. In questo caso, João Maia non evita questo tema, ma non lo forza nemmeno come mezzo per compiacere il pubblico. Il film presenta, in un modo onesto e bello, una storia di amore proibito e gay, in cui le emozioni risultano universali.

Variações è un onesto omaggio cinematografico ad António Variações, una lettera d'amore di João Maia a una delle più grandi icone della scena musicale portoghese, e in effetti a tutto il suo pubblico. Una lettera che non cadrà nel dimenticatoio: questo promettente film continuerà molto probabilmente a risuonare nel tempo.


Direzione Venezia e Toronto per Playtime
di Fabien Lemercier

27/08/2019 - Tre film al Lido, tra cui due candidati al Leone d'Oro, quattro nella vetrina del festival canadese e sei titoli in post-produzione nella line-up del venditore francese.

International sales agent Be For Films, the Belgian subsidiary of the French group Playtime (see the news) managed by Pamela Leu, which is usually well positioned in the selections of the premier festivals (with its most recent success stories including the 2017 Cannes Caméra d’Or winner, Montparnasse Bienvenüe [+], as well as Our Struggles [+], Sofia [+], Tlamess [+] and so on), has once again been boarding some solid productions that it fully intends to achieve a return on investment from with buyers. Indeed, standing out on the line-up are a film being showcased at the 76th Venice Film Festival (which kicked off yesterday and will wrap on 7 September), two titles that will be world-premiered at the 44th Toronto International Film Festival (5-15 September) and a feature set to screen at the 67th San Sebastián Film Festival (20-28 September).

At Venice, Be For Films is selling the French production The End of Love [+] by Keren Ben Rafael, which will be unveiled tomorrow on the Biennale College Cinema programme. A story of love and new technology, the sophomore feature by the promising Israeli filmmaker (following Virgins [+], which won the Best Actress Award at Tribeca last year) is toplined by France’s Judith Chemla (A Woman’s Life [+], Burning Ghost [+], C’est la vie! [+]) and Belgium’s Arieh Worthalter (Girl [+], Twelve Thousand [+], Razzia [+]), who are flanked by such names as Noémie Lvovsky and Bastien Bouillon. Production duties were handled by Delphine Benroubi for Palikao Films.

At Toronto, Be For Films will be negotiating deals for The Barefoot Emperor by Jessica Woodworth and Peter Brosens (see the article), which will be world-premiered on 6 September in the Contemporary World Cinema section. The sequel to the madcap King of the Belgians [+] (which was first revealed at Venice in 2016, in the Orizzonti section), the movie is the fifth feature by the directorial duo, following The Fifth Season [+] (in competition at Venice in 2012 and screened at Toronto the same year, as part of the Wavelengths programme), Altiplano [+] (screened in the Cannes Critics’ Week in 2009) and Khadak [+] (crowned with the Lion of the Future Award at Venice in 2006).

Starring Belgium’s Peter Van Den Begin, his fellow countrywoman Lucie Debay, Germany’s Udo Kier and American-British-Spanish actress Geraldine Chaplin, The Barefoot Emperor was produced by Belgium’s Bo Films together with Belgian outfit Wajnbrosse Productions, the Netherlands’ Topkapi Films, Croatia’s Propeler Film and Bulgaria’s Art Fest.
Furthermore, Be For Films will be pinning its hopes on another film being world-premiered at Toronto: Kuessipan by Canada’s Myriam Verreault, which will be presented on 8 September as part of the Discovery programme.

Shortly after Italy and Canada, the Be For Films team will set sail for Spain and the San Sebastián Film Festival, where it will be selling Beyond the Horizon by Delphine Lehericey. The film will enjoy its world premiere in the New Directors competition, where the Belgian-based filmmaker of Swiss descent made quite a splash in 2013 with Puppy Love [+]. Boasting a cast that includes Luc Bruchez, Laetitia Casta, Thibaut Evrard, Clémence Poésy, Fred Hotier, Patrick Descamps, Lisa Harder and Sasha Gravat Harsh, the new opus by the director (who wrote the screenplay together with Joanne Giger) is set during a heatwave and a drought in the summer of 1976.

Under the unforgiving sun, Gus is about to leave his childhood behind. Nature withers, emotions swell, the family unit splinters. Everything splits and cracks until the unthinkable occurs: the eagerly anticipated thunderstorms will sweep across the tired and worn countryside, washing a whole world away. Interestingly, the cinematography was entrusted to Christophe Beaucarne (who garnered five nominations for the César Award in his category between 2010 and 2018). Beyond the Horizon was produced by Switzerland’s Box Productions and Belgium’s Entre Chien et Loup, with backing from RTS, RTBF, Teleclub and BeTv, among other sources.







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