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Commenti al testo di Angelo Ricotta
Bifurcations

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 Elisa Falciori - 12/03/2018 18:50:00 [ leggi altri commenti di Elisa Falciori » ]

In questi versi, leggo la constatazione di quanta unicità ci sia in ogni attimo della nostra esistenza, sempre alla ricerca della luce, della verità che però assomiglia in modo impressionante al nostro stato d’animo: mutevole, parziale, relativo...
Posso dire per quello che mi riguarda, che una volta trovata la luce da questa, non si verrà mai abbandonati.
Intensa e bella poesia, corredata da un testo musicale d’effetto. complimenti.

 Franca Colozzo - 09/03/2018 22:02:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Angelo Ricotta. Mi auguro che le tue parole siano foriere di verità. In effetti, a volte, metto a nudo il mio io per la volontà di vedere oltre i miei occhi, attraverso altri, ciò che invero si nasconde nelle pieghe della mia anima. Così mi lascio trasportare non dai complimenti, ma dalla bellezza delle anime che osservo attraverso una lente d’ingrandimento tutta mia. Avverto, fiuto, sento ciò che ribolle nelle coscienze altrui e di quella bellezza vorrei partecipare, non come individuo, ma come essenza, ammirando il bello che può dagli altri promanare, senza invidia alcuna, perché credo che ognuno di noi sia una particella del tutto.
Comunque grazie per le tue parole consolatrici. E’ vero però che non ho avuto la fortuna di ricevere facilmente doni attraverso il mio operare, perché malauguratamente non mi so vendere in questa società di mercificati. Ho avuto, però, doni e privilegi che solo pochi possono annoverare nel registro della loro vita: amore e gioia, cultura appagata nel porto sicuro della famiglia. E questi doni - al di là della farsa sociale - sono incommensurabili, per cui ringrazio il destino che me li ha porti. Cerco sempre, però, la ragione che ci conduce alla vera luce. Delle penombre colgo l’odore di muffa e di stantio. Non sono diplomatica purtroppo in questo mondo fariseo e bigotto. Ti auguro una buona notte.

 Angelo Ricotta - 09/03/2018 20:36:00 [ leggi altri commenti di Angelo Ricotta » ]

Cara Franca, quel che ho notato in tutti i tuoi interventi è che dai l’impressione di essere una persona molto razionale e quindi concreta. Questa qualità ti mette al riparo dai terribili pericoli che si nascondono nelle profondità buie di menti più instabili. Perciò non ti crucciare di non essere ancora riuscita a trovare la biforcazione giusta. Sono sicuro che le tue scelte saranno sempre giuste e ti preserveranno da ogni male. Perché i sogni possono essere mortali e idee strane che ci invadono senza il nostro volere possono portarci alla distruzione. Agli spericolati entronauti dico solo di non sfidare troppo baldanzosamente le recondite profondità del proprio io che rigurgitano, ribollono insoddisfatte, inespresse divinità incongrue sibilanti in oscurità indicibili. Cercare di portarle riottose alla luce ci può travolgere, si può spalancare l’abisso. Troppa luce può bruciare, noi esseri della penombra, però protettrice.

 Franca Colozzo - 09/03/2018 19:33:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Angelo. Sono rimasta sorpresa di quello che hai scritto in risposta al mio commento e a quello di Arcangelo Galante. Incredibile questa coincidenza di frasi in ambiti diversi. Ma, poiché credo che esistano mondi paralleli (mia convinzione molto suggestiva), mi sembra come se il tuo pensiero, sdoppiato anche in più lingue, avesse scelto come punto di connessione questa frase latina: "Tempus fugit", che pure a me piace molto.
Per me il tempo è diventato un’ossessione, ma poi non riesco più di tanto a rettificare il tiro; ovvero ci provo ma con esigui risultati. Mi pare sempre che, pur cerando di cambiare direzione, non sia in grado di spostarmi da una specie di solco tracciato. Ho lottato tanto nella vita: mi sono sforzata cento volte, per ottenere, sì e no, un traguardo positivo, e questo risultato lo addebito alla mia scarsa capacità di svoltare da quel sentiero di cui parlo spesso nelle mie poesie, di trovare quella biforcazione giusta che mi porti su un percorso più proficuo.
Scusa se ho divagato, ma queste sono mie elucubrazioni mentali che mi continuano ad assillare per migliorare me stessa. Aspetto la prossima frase sibillina; semmai ti verrà in sogno, riproponila sotto forma di poesia. Buona serata.

 Angelo Ricotta - 09/03/2018 07:41:00 [ leggi altri commenti di Angelo Ricotta » ]

A Franca e Arcangelo
Di per sé, come tutti gli autori sanno, la creazione di un’opera non è un processo completamente razionale. Purtuttavia, per mia forma mentis, ho sempre avvertito la necessità di spiegarmi i meccanismi del processo creativo. Quali motivazioni spingono un autore a comporre un’opera, quali tecniche utilizza per realizzarla, quali processi mentali si attivano? Nel mio caso fluttuano a volte nella mente frasi in lingue che conosco (anche se approssimativamente!). Alle 5.10 del mattino di mercoledì 6.12.2017 mi sono svegliato con in testa l’espressione ...tempus fugit...tempus fugit. Di getto mi è venuta la poesia in inglese. Tre giorni prima, ossia il 3.12.2017, avevo partecipato al decennale de La Recherche. Congedandomi dagli organizzatori, Maggiani, Brenna e Musik, ci siamo ripromessi di incontrarci in un’altra occasione. "Speriamo" ho detto io, al che Maria Musik, cogliendo l’allusione, ha risposto "tempus fugit". Naturalmente conoscevo l’espressione, famosissima in letteratura, ma perché usarla in una poesia in inglese? Probabilmente a causa dell’associazione con le biforcazioni dell’esistenza e del fatto che esiste una teoria matematica delle biforcazioni che ho studiato in inglese. La composizione contiene oltre a riferimenti letterari anche citazioni a due canzoni e ad un film. Il tutto è stato incorporato spontaneamente nelle mie solite riflessioni sull’esistenza. Ho poi lasciato decantare la poesia per qualche mese ritoccando ogni tanto l’inglese e questo è il risultato.

Postilla per Far Arden: non è quel tipo di fretta lì ma l’invito a non perdersi nell’irrilevante, ovvero l’urgenza di sforzarsi di capire per tempo cosa davvero conti nella vita.

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 Arcangelo Galante - 08/03/2018 20:50:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

La mente pensa, ma lo scritto rimane!
Cosicché, l’autore, propone considerazioni da tenere in debito conto in merito ad un cammino su di una retta via, senza lasciarsi fuorviare da eventuali e quanto mai inutili biforcazioni.
Quindi, "carpe diem", perché non va perduto nulla degli istanti, vissuti e non, dal punto di vista di un tempo che, il suo dovere, deve fare: questi versi, ricchi di significato, restano ben impressi su di una pagina web per ricordarcelo, accompagnati da un sottofondo musicale che fa da cornice all’intera opera.
La conclusione, poi, è per davvero lo scenario ultimo di un ragionamento logico, filosofico e, personalmente, persino spirituale; perlomeno, io ci vedo pure quest’ultimo aspetto.
La definirei una pubblicazione costruttiva e alquanto positiva, nell’emblematico messaggio offerto.
Letta con piacere e, sinceramente, apprezzata.
Un cordiale saluto.

 Franca Colozzo - 08/03/2018 19:55:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Angelo Ricotta. Molto bella questa tua duplice poesia con il sottofondo musicale, nella versione inglese ed italiana, che invita a percorrere sentieri di luce e a non lasciarsi trascinare dalle beghe quotidiane su sterili sentieri. Tempus fugit e non si torna più indietro... Hai ragione! Bisogna dunque affrettarsi, anche perché andando incontro ad un’avanzata maturità, oltre ai capelli canuti (solo per gli uomini, in genere!), dovremmo dar segnali di maggiore saggezza. Un cambiamento è dunque necessario per migliorare se stessi ed ogni giorno occorrerebbe fare piccoli passi verso quella sorgente di luce che tu additi insistentemente. L’essere umano però pecca di superbia e, spesso, ricade negli stessi errori. Come uscire da questa spirale che ci risucchia? Dando fondo alle nostre risorse umane di cultura e di emancipazione, a quella luce che rappresenta l’unica fonte di salvezza. Buona serata.