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Commenti al testo di Franca Colozzo
Ruhun rengi

Sei nella sezione Commenti
 

 Franca Colozzo - 22/10/2018 20:47:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Cara Edi grazie del tuo apporto a questo mio umile componimento, buttato giù di notte. Rammentando il mio bel mare, fonte continua di ispirazione e di incanti, mi è balzata agli occhi l’immagine di buste di plastica sfilacciate e galleggianti, in sospensione anche sui fondali. Quel mare, in alcuni giorni così trasparente ed apparentemente incontaminato, aveva assunto altri connotati.
Così il cielo è apparso un giorno striato delle cosiddette scie chimiche, bufale o esperimenti, come molti sostengono, di ingegneria climatica e di gestione e riduzione della radiazione solare. Vero o no, resta il fatto che anche l’aria è inquinata.
Al di là di tutto, l’uomo è stato capace di distruggere un ambiente, datogli in prestito e che non appartiene solo a lui.
La catena alimentare, altrettanto scombussolata, e l’ecosistema in ginocchio non ci fan ben sperare sul destino dell’umanità.
Ti auguro una notte serena. Un grande abbraccio.

 Edi Davoli - 22/10/2018 20:28:00 [ leggi altri commenti di Edi Davoli » ]

L’uomo ha impunemente distrutto tanto del bello che ci è stato donato su questo pianeta. E a ragione traspare dai tuoi versi il dolore per questo scempio. Il colore dell’anima è blu? Sì quando è pulita chiara trasparente e spirituale come il cielo, come il mare, come dovrebbero essere,cielo e mare. Un caro saluto Franca!

 Franca Colozzo - 22/10/2018 19:10:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Cara Graced, ti ringrazio del tuo commento che, come al solito, ha colto nel segno.
Accanto all’amore incommensurabile che io provo per il mare, mi affligge constatare quanti danni l’uomo sia in grado di provocare non solo ad esso e a tutte le specie che vi guazzano dentro, ma anche all’aria che respiriamo. A volte mi sembra di vivere in un incubo: la gioia che la natura ci dispensa e la dissennata azione umana nel dilapidare, insozzare, imbruttire quanto ci viene offerto.
E si badi bene! Stiamo consumando il suolo, l’aria, l’acqua senza renderci conto del fatto che non siamo soli sulla terra, che appartiene anche ad altri esseri viventi, e che questo suicidio annunciato costerà caro alle generazioni future ed alle altre creature. Ecco allora che la Natura si ribella contro di noi, sempre più vittime di uragani, clima sconquassato, stagioni impazzite, desertificazione, etc.
Ma della dabbenaggine umana ci si rende conto anche nelle piccole cose di tutti giorni, se ci trafiggiamo a volte a vicenda per una banale parola, per un banale e ingenuo commento. Amiamo i malintesi e pensar male degli altri. Questo certamente, in peggio, distingue l’uomo dalla bestia. Perciò amo gli animali.
Un abbraccio affettuoso. Buona serata.

 Graced - 22/10/2018 18:36:00 [ leggi altri commenti di Graced » ]

Un’introspezione, la tua, cara Franca da cui si evince un dispiacere interiore nel constatare che la natura viene contaminata nella bellezza e purezza e in ogni sua parte: mare, cielo e terra, togliendo quell’ossigeno che è gioia e ristoro, nella sua integrità incontaminata che potrebbe dare a tutti gli esseri viventi. Tutto ciò aggrava il disagio interiore, azzerando, a volte, quella serenità che anche da essa ci arriva. L’uomo non si pone scrupoli e problemi di continuare a contaminarla impunemente: ecco perché lei sovente si ribella. Versi che esprimono uno stato d’animo che coglie parecchi di noi nel vedere il degrado da cui viene contaminata. Un affettuoso saluto da Graced.

 Franca Colozzo - 22/10/2018 18:27:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Caro Salvatore, di notte mi è venuta improvvisamente in mente questa domanda: "Qual è il colore dell’anima?".
C’è chi la dipinge di bianco, in segno di purezza. Io, invece, ho pensato al cielo ed al mare, suo mutevole specchio, e l’ho immaginata di colore blu.
Ahimè, però, un giorno non lontano, nuotando in acque apparentemente trasparenti, rinvenni tanti filamenti di plastica fluttuante, da soli o frammisti ad alghe. Pensai subito ai poveri pesci e a noi umani che poi li mangiamo ben contaminati. Mi sovvenne dell’oceano Pacifico che ha come un’immensa isola galleggiante di rifiuti di plastica.
Alzai poi gli occhi al cielo, sperando che almeno quello si salvasse. Invece tracce di scie chimiche s’incrociavano quasi in segno di scherno nei confronti di noi esseri stolti, che ci stiamo avvelenando da soli.
Così dalla mia riflessione cromatica è nata questa mia poesia di denuncia per i danni che stiamo provocando consapevolmente all’ambiente.
...A natura resa dall’uomo impura, egli ormai soggiace, schiavo com’è delle sue abitudini perverse. Un caro saluto. Buona serata.

 Salvatore Pizzo - 22/10/2018 17:39:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Una risposta in chiusa, alla domanda che nell’incipit suona speranzosa e idealistica, decisamente pessimistica.
Quasi come un teorema che venga dolorosamente smentito dalla pratica, dall’esperienza umana deludente.
E non potrebbe essere diverso dal momento che, la cifra umana dominante, sembra essere quella dell’"impurità", ovvero dell’incapacità di elaborare una prassi che che porti ad una crescita e consapevolezza di quel che possa significare davvero il dirsi umani, cioè ricchi di un’anima che possa fregiarsi della libertà, quella che l’esser "blu" di cieli aperti ci consegna.
Molto ma molto apprezzata
un più che caro saluto