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Commenti al testo di Elsa Paradiso
Come scrivere una poesia ermetica

Sei nella sezione Commenti
 

 Franca Colozzo - 29/03/2018 16:12:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Compendio finale per tagliar la testa al toro, come si suol dire. Credo che la poesia sia esente da ogni restrizione o recinto, in cui si tenta spesso di confinarla, e che, al pari dell’arte, debba usufruire della libertà di manifestarsi nelle forme e nei modi più consoni ad esprimere sentimenti ed emozioni, sotto ispirazione e non emulazione.
Non è prosa, ma condensato di pensiero che s’invera nel verso, libero o incasellato in rime, poco importa. Però è pur vero che oggi ci si improvvisa spesso poeti, nascondendosi dietro ermetismi vari, paramenti costruiti ad hoc per non dir niente! Un po’ come la favola del re nudo, che vestito non era, ma tutti i sudditi erano costretti a magnificarne l’abito sontuoso e inesistente. Penso di aver espresso sinteticamente il mio pensiero al di là dei vari dogmatismi. Ad ogni modo credo che - come Ligabue, artista fondamentalmente autodidatta, e come il manierismo, copia da arte anziché da natura, in antagonismo con il pensiero rinascimentale -tutto evolva in base alle preferenze ed alle mode vigenti di critici e galleristi (per quanto riguarda l’arte). L’arte contemporanea, a partire dalle Avanguardie del ’900 e da Picasso in poi, ne è un lampante esempio. I gusti cambiano in arte così come in poesia e in letteratura. Questa è la sintesi del mio pensiero in merito. Buona serata.

 Elsa Paradiso - 07/03/2018 18:37:00 [ leggi altri commenti di Elsa Paradiso » ]


Caro Nando,
i tuoi commenti sono graditissimi ... sempre pertinenti ed arguti.
Un abbraccio

 Ferdinando Battaglia - 07/03/2018 09:19:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Perdonate se ancora intervengono: non si può contrapporre l’ermetismo come stile di scrittura poetica all’incapacità di utilizzo della metrica, poiché non di sola metrica vive la poesia. Altro è il tema sollevato da Elsa e le sue considerazioni a seguire, condivisibili senz’altro. Per meglio spiegarmi: Ligabue non era certo un pittore accademico, ha appreso delle tecniche pittoriche dopo che in lui la vocazione artistica già si espresse; fuor di dubbio che lo studio gli ha giovato, ma non l’ha reso per questo più artista di prima.
Grazie

 Elsa Paradiso - 07/03/2018 08:17:00 [ leggi altri commenti di Elsa Paradiso » ]


Comunque il mio post non concerne l’Ermetismo (che poi è stato tirato in causa), ma si riferisce a pseudo poesie ermetiche (nei siti di scrittura, fenomeno dilagante).
Condivido il tuo dire che oggi ci si improvvisi ermetici per l’incapacità di essere metrici …, ma non
che l’ermetismo (vero) sia morto. Nessuna espressione artistica ritengo lo sia.
Ognuno ha il diritto/dovere di scrivere onestamente il proprio “sentire”.
Ma facendolo in maniera originale , innovativa, o seguendo e rielaborando delle strade già varate coniugandole alla propria personalità esperienziale.
E questo è ciò che in primis conta.
Oltre alla necessità vitale di assorbire cultura, dove possibile, sapendo discernere il buono dalla spazzatura e dal millantato.
Per chiarire meglio cosa io intenda quale maniera originale consiglio di leggere Schopenhauer “Il mondo come volontà e rappresentazione” (la parte dedicata al concetto di originalità di stile ed ecc.).

Grazie Franca per il tuo commento.

 Franca Colozzo - 06/03/2018 21:53:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Elsa Paradiso. Interessante questa tua osservazione sull’Ermetismo. Oggi ci si improvvisa ermetici per l’incapacità di essere metrici, ovvero inabilità a studiare prima la metrica. L’Ermetismo secondo me è morto nello stesso momento in cui è stato copiato (esempio in Arte: copiare l’Arte Rinascimentale ha portato al Manierismo, che non è la stessa cosa della prima, essendo questo movimento ispirato dalle opere di illustri pittori rinascimentali anziché dall’osservazione diretta della Natura).
L’edizione originaria dell’Ermetismo era un’avanguardia, creata ad hoc forse per sfuggire al fascismo, come ha ben sottolineato Antonio Terracciano nel suo esaustivo commento. Oggi invece è la post-guardia di chi, scoprendosi ermetico a volte per convenienza, segue pedissequamente una moda che ha retto abbastanza bene alle intemperie di ogni approdo poetico, senza conoscere esattamente quale sia la via giusta da percorrere, "vexata questio" del mio saggio:"E’ morta la Poesia?".

 Elsa Paradiso - 06/03/2018 20:03:00 [ leggi altri commenti di Elsa Paradiso » ]


Antonio, come giustamente hai citato ... l’ermetismo è stato rappresentato da più voci diversificate.
Quindi per interpretare in maniera adeguata una poesia ermetica non si può prescindere dal suo autore.
E una vera poesia ermetica non è mai scritta a caso o per subdolamente emulare chicchessia.
Anzi, non c’è niente di più studiato di questo tipo di lirica così introspettiva.
L’esempio dell’Australia ... mi ha fatto venire in mente Modigliani e il finto ritrovamento di sue opere.

Un caro saluto.

 Elsa Paradiso - 06/03/2018 19:36:00 [ leggi altri commenti di Elsa Paradiso » ]


Il mio post è riferito alla poesia pseudo ermetica.
Mia intenzione è ironizzare su certa poesia spacciata per ermetica.
Per questo ho citato la tombola e, nel commento precedente, proseguito con altre “eccentriche” suddivisioni.
Lungi da me l’esser severa nei confronti della VERA poesia ermetica, che nasce da noi stessi nel senso più onesto del termine, ed è quindi originale (pur con citazioni ed influenze varie).
Mi piace come tu, sia pur in sintesi, l’hai qui definita.

Grazie, Nandissimo!

 Antonio Terracciano - 06/03/2018 19:27:00 [ leggi altri commenti di Antonio Terracciano » ]

L’ermetismo, nato in Italia soprattutto per motivi politici (antifascismo oscuro, e quindi un po’ vile) , e i cui maggiori esponenti furono Ungaretti, Montale e Quasimodo (personalmente, il primo mi piace, il secondo un po’ meno, e il terzo meno ancora), è poi degenerato, tanto che già nel 1956 il critico tedesco Hugo Friedrich (in "Die Struktur der modernen Lyrik" ) scriveva, tra l’altro: "Là dove c’è semplicemente un comportamento che segue la moda, fiorisce una ciarlataneria che può dire quello che vuole, tanto è ammirata ugualmente. ’Avanguardisti’ che ci tengono un po’ a se stessi eccellono in frasi dell’idiozia più pura. Alcune di queste frasi sfuggirono già occasionalmente a un Rimbaud. La conseguenza di un ermetismo divenuto moda è la perplessità in cui viene a trovarsi impigliata la critica. Tempo fa, in Australia alcuni burloni si presero il gusto di pubblicare dei versi il più possibile senza senso, spacciandoli per l’opera postuma di un fittizio minatore; la critica fu colpita dalla ’profondità’ di quei versi" . E ancor prima, nel 1947, Marcel Raymond (in "De Baudelaire au surréalisme" ) già aveva scritto, con maggior delicatezza: "Che la poesia abbia per missione di suggerire la presenza di un universo irrazionale, mirando all’uomo nel più profondo, che essa emani, nella sua totale nobiltà e purezza, dagli stati di fantasticheria (...) non implica che debba rinunciare a commuovere mediante un linguaggio intelligibile. I maggiori seppero farlo. (...) Una poesia assolutamente impermeabile al mondo degli oggetti, e senza alcuna isola di coscienza, rischierà di sfiorarci soltanto, proprio come un discorso in una lingua affatto ignota. E’ provato che il sentimento dell’ignoto non si propaga se non partendo da ciò che è noto. "

 Ferdinando Battaglia - 06/03/2018 09:08:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Non avendo studi alle spalle mi è difficile parlare; tuttavia, credo che l’ermetismo poetico o almeno quello della storia letteraria avesse in sé una visione ben chiara del proprio linguaggio, probabilmente contrapposto ad una ideologia della poesia come funzione celebrativa (la parola ha sempre anche un valore di scarto dal reale come dato immediato); d’altronde, dal dadaismo al surrealismo, abbiamo visto come i processi creativi anche in ambito poetico siano molteplici. Anche Gianni Rodari utilizzava alcune tecniche surrealiste per liberare la propria fantasia creativa. Altro è nil discorso sull’autenticità del poeta ovvero sull’ispirazione poetica che muove il poeta alla scrittura. Non sarei così severo con la poesia ermetica, purché non la si legga secondo le ordinarie categorie interpretative logico-razionali, ma ci si affidi alla parola nei suoi significati o suoni, in una sorta di "divinazione" come accade nei I Ching o in ambiti affini.

Ciao, Elsissima.

 Elsa Paradiso - 06/03/2018 08:18:00 [ leggi altri commenti di Elsa Paradiso » ]


Cari Antonio e Giuseppe, mi avete fatto sorridere.
Ma nel campo delle “ermetiche”, che oggi vanno tanto di moda, ne esistono altre varianti.
Per esempio le poesie a puzzle o a mosaico, quelle a menù a tempo, mediate, ad ispirazione a sanguisuga, ed altre ancora.
Grazie per i vostri commenti costruttivi e partecipativi.



 Antonio Terracciano - 06/03/2018 00:12:00 [ leggi altri commenti di Antonio Terracciano » ]

Ottimo aforisma, che condivido pienamente! Una volta mi sono divertito a scrivere una poesia (pseudo) ermetica, buttandola via poco dopo, aprendo più volte il dizionario a caso, e scegliendo in quelle pagine le parole più difficili, misteriose e da me magari pure fino ad allora sconosciute. Beh, il risultato (secondo i canoni più superficiali della poesia ermetica) non era poi tanto male!

 Giuseppe Terracciano - 05/03/2018 21:30:00 [ leggi altri commenti di Giuseppe Terracciano » ]

Mi è molto piaciuta la prima parte, fino a "a la parola che s’acchiappa."
Forse nella seconda metterei (per lasciare un po’ di mistero): "Farlo per diverse volte, fino a fare tombola."
Escluderei il N.B. che non trovo a carattere generale.
Buona serata!