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Commenti al testo di Redazione LaRecherche.it
Manlio Sgalambro

Sei nella sezione Commenti
 

 Lorenzo Mullon - 10/03/2014 19:13:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Meglio così, devo dire che non lo conosco per niente, canzoni a parte.
Evviva Sgalambro!

 Franca Alaimo - 10/03/2014 16:29:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Ma, appunto, Lorenzo! Sgalambro non appartiene a questa schiera!

 Franca Alaimo - 10/03/2014 16:26:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Intervengo ancora a proposito di Sgalambro e di Stefano Lanuzza, perché ho dimenticato di segnalare un ritratto assai più ampio e significativo de "Il filosofo insulare" tracciato da Lanuzza nel suo "Erranze in Sicilia", pubblicato circa un decennio addietro dall’editore Guida, e nel quale è possibile leggere un’articolata discussione del filosofo intorno al rapporto tra teologia e filosofia, filosofia solipsismo e insularità, sul compito della filosofia et cetera. Come scrittrice mi piace ricordare che Sgalambro indicasse in Stefano D’Arrigo, anch’egli siciliano, il genio letterario più isolato del Novecento ed il suo capolavoro Horcynus Orca un libro che non potrebbe "ricevere nell’attuale sistema della cultura, tutto ciò ch egli sarebbe dovuto." Ed, infatti, così è stato, è. Alzi la mano chi conosce D’Arrigo!
Inimitabile Sgalambro, irraggiungibile D’Arrigo!

 Lorenzo Mullon - 09/03/2014 20:03:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Rimane il mio solito quesito, se si dà addosso ai sentimentalismi per togliersi di torno anche le emozioni, buttando via il bambino con l’acqua sporca, o cosa. Perché non è molto chiaro, spesso i filosofi, anzi tanto spesso, si rifugiano nel ragionamento spaventati dalle emozioni, che sono l’unica porta d’accesso all’Essere.

 Franca Alaimo - 09/03/2014 19:17:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Riporto, a commento, quanto scrive di Sgalambro (orgogliosamente siciliano come lo sono io) l’amico stimatissimo, scrittore, critico e pittore, Stefano Lanuzza nel suo "Insulari - Romanzo della letteratura" a pag.132 qualche tempo prima della sua scomparsa: " Pensatore dagli accenti aspri e nemico dei luoghi comuni, provocatorio, corrucciato e mai condiscendente, Sgalambro è un fantasista innovatore della filosofia, che, non come i filosofi di mestiere ma nei modi appassionati dei poeti, non domanda, ma dà risposte; e non specula ma, con asseverativa ed unilaterale superbia, "insegna" ad aborrire sentimentalismi, affezioni o camuffamenti della falsa coscienza".
A me piace di Sgalambro il fatto di avere assottigliato la linea di separazione fra poesia e filosofia, visto che la filosofia può dare vita ad ipotesi poetiche e la poesia a ipotesi filosofiche. E credo che filosofia e poesia gli piacessero proprio perché sufficientemente sganciati dalla storia dell’economia.
Certo è che se si ha molto bisogno, specie nel nostro tempo dominato dalla massificazione, di pensieri divergenti, del tutto autonomi, che forse possono fiorire proprio nell’ "isola" che è ogni luogo della Sicilia, piuttosto fuori da certi circuiti anche culturali (massificati e soggetti alla sola legge dell’economia), ma proprio per questo capace di generare frutti originalissimi.

 Michele Nigro - 09/03/2014 18:50:00 [ leggi altri commenti di Michele Nigro » ]

Un’intervista interessante che contiene molti elementi embrionali dello Sgalambro che impareremo a conoscere tramite i testi delle canzoni concepiti con l’amico Franco Battiato... E anche molte indicazioni su come stare al mondo, da esseri pensanti sballottati nel vortice del non pensiero. Grazie Manlio!