Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
Presentazione il 22 settembre 2019, ore 17 presso il Villaggio Cultura – Pentatonic
 
« torna indietro | leggi il testo | scrivi un commento al testo »

Commenti al testo di Pietro Menditto
Su un verso di Pedro Blancuda

Sei nella sezione Commenti
 

 Fiammetta Lucattini - 15/01/2013 10:05:00 [ leggi altri commenti di Fiammetta Lucattini » ]

Audacissima, caliente ed ovviamente frutto di una fantasia extra-large. Un caro saluto.

 Ferdinando Battaglia - 12/01/2013 13:06:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Non è nel contenuto(può più o meno essere condiviso)ma, dopo il tuo commento, è nella grandezza del tuo saper far poesia e nella tua capacità di comprensione della vita che viene fuori con potenza tutta la tua arte.

Ciao Pietrissimo, con rinnovata stima.

 Pietro Menditto - 12/01/2013 12:10:00 [ leggi altri commenti di Pietro Menditto » ]

Carissimi amici, vi ringrazio tutti per i bellissimi commenti. Preciso, inoltre, che la poesia è frutto di pura immaginazione, essendomi immedesimato nella situazione vissuta da un mio amico che mi fece leggere dei versi dedicati alla donna di cui era irrimediabilmente innamorato. Quei versi risentivano fortemente dell’influenza dello stile di Pablo neruda, per cui ribattezzai scherzosamente il mio amico Pedro Blancuda attribuendogli il distico che è posto in limine alla mia poesia.

Vi abbraccio tutti.

 Emilio Capaccio - 11/01/2013 18:42:00 [ leggi altri commenti di Emilio Capaccio » ]

Bel casino hai combinato, Pietro! Migliore soluzione: sparire e cambiare il numero di cellulare!!!....Permettimi una stupida battuta! Testo splendido!

Un abbraccio.

 Stefania Stravato - 11/01/2013 18:07:00 [ leggi altri commenti di Stefania Stravato » ]

che spettacolo.....chapeau!!!

 cristina bizzarri - 11/01/2013 13:14:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Che splendida poesia d’amore completo, ulteriormente arricchito dal fatto che quest’amore non è (non ha potuto ) diventare liso, consunto, pieno di rancore, tenerezza, amore mancato, come (sempre) accade in un matrimonio. Ma anche questo è amore. E, anche quello, è amore. E così è la vita.
Splendida, accattivante, innamorata poesia. Ciao Pietro, grande sincero poeta.
:-)

 Domenico Morana - 11/01/2013 11:59:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Pietro, poco prima di leggere la tua poesia finivo un capitoletto di “Passaggi” di Henri Michaux. Sono scoppiato a ridere. Diceva questo:
“Scommetto che nell’anno Quattromila si potrà leggere la prosa di un giovanotto che scriverà, con tono di sufficienza e sicuro del fatto suo: «Avevo ventiquattro anni. Stavo sulla Terra e mi annoiavo mortalmente. Avevo perlustrato molte cose: avevo perlustrato non so quante volte anche il nostro pianeta, nei fine settimana. Ero stato pure sulla Luna, e mio fratello, più sportivo di me, su un satellite di Giove. Tutte cose sopravvalutate. Mi annoiavo terribilmente, quando incontrai . . .».
E così, cammin facendo e sempre scrivendo, costui ci informa di aver incontrato una ragazza e, in preda alla meraviglia, inizia una lunga descrizione da cui, suo malgrado, viene fuori che si tratta di una fanciulla alquanto insignificante, uguale alle centinaia di migliaia che l’umanità ha sfornato in epoche minori, una di quelle che a Cartagine, ai tempi di Annibale, avrebbero messo in cucina a lavare le pignatte.
E questo individuo, che ha il vantaggio di vivere in un’epoca portentosa, da noi tanto agognata, viene a scocciarci con la solita vecchia solfa che noialtri, morti da più di duemila anni, conoscevamo già a memoria.
Per mascalzoni di questo genere ci vorrebbe fin d’ora un tribunale che li condanni. Ma come fare? Come? . . .”
(Passaggi, trad. di Bona de Mandiargues e Ivos Margoni).

Certo, Pietro, né tu né io abbiamo più ventiquattro anni e l’anno 4000 non lo vedremo, e poi, poeti e non prosatori, potremmo essere scagionati per insufficienza di prove (rimanda sempre ad altro la poesia, se si vuol dire che piove non si scrive «piove». Per fare quello basta un impiegato. (Paul Valéry).

Ed ecco, sempre secondo quel cattivone di Valéry, a cosa sono consacrati gli scritti più importanti:
«Tu non ami ciò che ami;
«Tu ami ciò che non ami;
«Tu non sei ciò che sei e reciprocamente.».

E la tua, Pietro, è una bellissima poesia (un po’ ruffiana, ma bella . . . Ma come fare? Come? . . .).

Ciao, un abbraccio affettuoso

 Lorena Turri - 11/01/2013 11:31:00 [ leggi altri commenti di Lorena Turri » ]

Tu sai che io ti amo per quello che scrivi? Bellissima, Pietro!

 Lorena Turri - 11/01/2013 11:31:00 [ leggi altri commenti di Lorena Turri » ]

Tu sai che io ti amo per quello che scrivi? Bellissima, Pietro!

 Cristiana Fischer - 11/01/2013 10:32:00 [ leggi altri commenti di Cristiana Fischer » ]

deilicatezza e passione, come nelle altre bellissime poesie del tuo ebook, e scrivere di passione pare non lo sappia o non lo voglia fare nessuno, oggi