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Commenti al testo di Roberto Maggiani
La notte innocente

Sei nella sezione Commenti
 

 gabriella gianfelici - 21/02/2009 18:42:00 [ leggi altri commenti di gabriella gianfelici » ]

Cari amici e amiche,
caro Roberto che ha commentato "La notte innocente": grazie.
Amo la poesia da quando, molto piccola, mio nonno mi insegnò a leggere e amando lui stesso Leopardi ne ascoltavo le poesie.
Ho cercato e cerco sbagliando, soffrendo, vivendo nel modo più sentito che posso;cercare la strada della parola e della poesia che apra altri orizzonti, che sia stimolo alla vita e che non ci faccia perdere il lume del desiderio e quindi della speranza.
Le vostre parole sono per me un balsamo: significano che i versi arrivano, tremano dentro noi stessi, sortiscono l’effetto di sentirci uniti da quel sottile eppure arduo- difficile- acuto, corda che vibra, che chiede, che esiste, che siamo chiamati a testimoniare: la vita. Un abbraccio sincero a voi tutti e tutte,
Gabriella

 Licia Gaglio - 21/02/2009 18:18:00 [ leggi altri commenti di Licia Gaglio » ]

Ho vissuto con Gabriella a Camaldoli un seminario di poesia indimenticabile. In quei giorni, vicini a Natale, Gabriella insegnava a giovani e ad adulti a far nascere dentro di sé scintille di poesia e intanto ci regalava musica di vita. Ascoltavamo i suoi versi sospesi in un silenzio vibrante, scandito soltanto dal lieve poggiarsi della neve sui rami degli alberi del bosco, che circondava l’antico convento dei frati camaldolesi.
Profumo di natura tutt’intorno, soffio leggero di vento, assistevamo al bianco splendore di una coltre che si andava adagiando vicino a noi. Nasceva armonia di parole, ci sentivamo “onda di sillaba” (pag 34) nella magia di quell’atmosfera, che sembrava suggerire ritmi e suoni.
La natura, tanto amata da Gabriella, era lì per creare dentro ciascuno di noi il proprio paesaggio – stato d’animo.
“La notte innocente” era nato da pochi mesi, Gabriella ne aveva portato con sé alcune copie, ma i giovani che la richiedevano erano molti di più. Che cosa affascinava tanto di quel libro me, non più giovane, e molti ragazzi delle scuole superiori? Provai a parlarne con loro. Ognuno di noi sentiva un grande senso di libertà nell’espressione poetica di una natura potente e tenera, che ci guidava “nel sentiero di un profumo vagabondo” (pag. 33) ed era per noi “dolce errare senza traccia” (pag 33). Percepivamo il piacere profondo dell’attimo in cui ognuno “può sgabbiarsi l’anima / stendersi sui teli del vento” (pag 54).
Ecco, Gabriella ci regala con questo libro il sapore, l’odore, il gusto del vento, delle maree, dei crepuscoli e delle albe eterni.
Ci fa “annusare la strada libera e lieve” (pag. 74), “il profumo della verità dell’essere che vive” (pag 64). E’ quest’amore forte per la vita , che respiriamo in ogni poesia de “La notte innocente”, che ci fa amare subito questo libro.
Nella sera conclusiva del Convegno di poesia condotto da Gabriella, mentre lei raccoglieva i suoi libri ed io osservavo la cura affettuosa che metteva nei suoi gesti, mi diceva: “Sai… penso che si può vivere di poesia”.

Licia Gaglio

 Greta - 19/02/2009 19:30:00 [ leggi altri commenti di Greta » ]

Meraviglioso commento.
E’ assolutamente rispondente alle pieghe dell’anima di Gabriella.

Piana,serena, accogliente. Gabriella ti ascolta, ti accarezza con le parole che semplici ti avvolgono l’anima.

Una scrittura autentica, pienamente aderente al senso più profondo della vita.

 Francesco De Girolamo - 16/02/2009 18:56:00 [ leggi altri commenti di Francesco De Girolamo » ]

Una recensione davvero bella e penetrante, in perfetta sintonia, da un ambito critico, con quello che è il lavoro sulla scrittura poetica di Gabriella Gianfelici:restituire alla parola la sua dimensione integra, spoglia, autentica, di essenza riposta delle cose, di sincera testimonianza della propria condizione, delle quotidiane ferite patite e atrocemente "osservate", delle speranze non vinte, delle assenze insanabili cui l’urgenza del dire non si rassegna.
Poesia vera, schietta, civile, "sommessamente" alta, da additare ad esempio.
Complimenti anche per il bellissimo spazio.
Un caro saluto.
Francesco De Girolamo