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Commenti al testo di Roberto Maggiani
Copertura e distorsione

Sei nella sezione Commenti
 

 Roberto Maggiani - 05/11/2018 18:45:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Amo Oscar =) Grazie Jacob per il tuo commento.

 Jacob l. - 05/11/2018 16:08:00 [ leggi altri commenti di Jacob l. » ]

Può darsi. Ma non è detto che il paradiso sia un luogo "normale". Mai stato.
Può darsi anche che i santi li troveremo all’inferno. E allora saremo in buona compagnia.
Come disse Orcar Wilde ... " preferisco il paradiso per il clima ma l’inferno per la compagnia...".
Saluti

J.

 Roberto Maggiani - 03/11/2018 16:11:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Cara Cristina, certe volte è piacevole la mancanza di sintesi, ed è questo il caso; devo dirti che mi hai stupito portando in causa L’ordine morale del Paradiso, hai così effettuato un intreccio tra i miei testi, una sorta di rarefatto lavoro filologico che coglie appieno uno dei fili d’oro della mia scrittura, l’accostamento tra quel romanzo e questa poesia è azzeccato. E tutta la riflessione che segue va perfettamente a innestarsi nella mia anima al di là della scrittura. Ho ascoltato Alberto maggi, l’ho trovato molto interessante, cercherò anche Annick. Grazie.

 cristina bizzarri - 02/11/2018 19:55:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Condivido pienamente quello che scrivi, Roberto, concetti che nel tuo romanzo "L’ordine morale del paradiso" avevi espresso in una storia "comune" e proprio per questo complessa. Infatti dalla biografia del protagonista con il suo nome che resta impresso per quel finale un po’ giocoso e un po’ simbolico in "- ella" (quasi un buffo vezzeggiativo o diminutivo, umile e dimesso che fa pensare alla nuda condizione umana senza travestimenti) si passa, prima, a una sorta di monologo interiore (quello che ancora il giovane uomo non ha potuto esprimere all’esterno non trovando persone capaci di comprenderlo), e successivamente a un dialogo che a poco a poco si fa sempre più intimo e libero da ogni fronzolo formale grazie all’incontro con un interlocutore davvero speciale per intelligenza, onestà intellettuale e ruolo sociale. Un romanzo coraggioso e delicato di formazione - filosofico in senso pieno e cioè di amore disinteressato e onesto per la conoscenza - che ho molto amato per l’intelligenza e l’innocenza che lo animano e voglio riprendere in mano, data la mia scarsa memoria, per gustarne appieno gli intrecci e i passaggi fino a quel finale sorprendente ma possibile, se vissuto con lo sguardo aperto, fuori da ogni steccato anche terreno! Se apparentemente sono uscita dal seminato è per sottolineare, parlando del tuo romanzo, l’importanza del tema anche qui trattato, che è per l’appunto il senso della vita, il suo perché. Una ricerca che non ha mai fine e abbraccia tutti i campi dell’essere, di cui l’amore nei suoi infiniti aspetti è il centro vivo. Mi sembra, cercando qua è là tra vari autori "religiosi", che si stia sempre di più aprendo lo sguardo verso un orizzonte comune a tutti gli esseri umani, andando oltre i dogmi che le varie civiltà hanno costruito e che probabilmente hanno una funzione fisiologica oltre che simbolica, importante ma non assoluta. Mi sembra anche, ma chissà forse è solo una mia speranza, che ci sia ovunque una rivalutazione del Mito religioso - e non solo - come espressione pura del Mistero e non come fiaba, allontanandosi così da primitive e brutali letture ad litteram che volevano ridurre il mito a dogma o assunto inappellabile. Mi permetto di consigliarti la lettura dei libri di frate Alberto Maggi, se non lo conosci già, e le sue brevissime videomelie su Youtube. A me ha particolarmente colpito "Il vero messaggio di Gesù" che puoi facilmente trovare su Youtube scrivendo semplicemente queste parole con il suo nome accanto. Sono certa che ti piacerà. Aggiungo: Annick de Souzenelle, che considero una studiosa davvero eccezionale dei simboli biblici e della lingua ebraica. Un carissimo saluto e scusa la mia mancanza di sintesi!

 Franca Colozzo - 01/11/2018 17:29:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Caro Roberto, grazie per il tuo generoso commento in risposta al mio. Leggo nelle tue poesie quella sensibilità e umanità che, per generosità d’animo, mi attribuisci. Dovremmo costruire un mondo migliore e più accogliente invece di farci la guerra ogni giorno, come se non bastassero i problemi quotidiani.
Vedo in te quell’umiltà che sarebbe bello vedere in tutti noi, me per prima. Saresti la persona adatta a diventare Global Goodwill Ambassador, propagatore e diffusore di tutti quei valori che oggi sembrano scivolati nel dimenticatoio della storia.
Pronta a inviare la tua candidatura a NY, ne sarei onorata!
Lo dico pubblicamente in tuo onore e gloria, ma il mio messaggio è si estende anche a tutti quelli che sanno di essere costruttori di pace come te. Abbiamo veramente bisogno di GGA italiani (il tutto è specificato nelle notizie, non c’entra assolutamente la politica).
Un grande abbraccio. Buon fine settimana.

 Roberto Maggiani - 01/11/2018 16:37:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Ciao Franca, grazie per le tue riflessioni che rivelano un animo sensibile e grandemente umano. Io di Dio, o della idea che ho di Dio, amo l’amore paterno-materno incondizionato che lo lega all’uomo e alla sua più sincera e normale esistenza... quello che molti chiamerebbero la santità di tutti i giorni, evidente solo a Dio ma che nel prossimo si rivela con effetti corroboranti così come l’accoglienza sa essere, simboleggiabile da una tavola intorno alla quale insieme gustiamo un buon tè caldo. Un abbraccio.

 Franca Colozzo - 01/11/2018 12:50:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Sono perfettamente d’accordo con te sulla tessitura della tela di ragno.
I santi non esistono come l’idea che l’immaginario collettivo vuole attribuire loro: quell’aura di apparente umiltà e di superba superiorità ai poveri mortali. La religione è "populorum opium", fatta da ad hoc, già in tempi remoti dagli sciamani per controllare le masse. Poi la Bibbia ha racchiuso in sé tutta la miscellanea di paure (Dio terrifico e vendicatore), seguita dalla scia di guerre che hanno il loro fulcro proprio in Palestina. Ma quale Dio vorrebbe tanta morte e distruzione?
Credo, caro Roberto, che Inferno, Purgatorio e Paradiso siano su questa terra, dipende dal luogo in cui nasci e dalla casta cui appartieni. Dante intraprese il viaggio nell’aldilà solo per bacchettare grandi prelati, papi e fiorentini.
L’uomo ha bisogno di inventarsi un Dio per sopravvivere alla morte.
Affascinante la versione spagnola di questa tua poesia, ha il ritmo lento e coinvolgente di un tango, un tango che scivola vero un paradiso di persone normali. Bella la chiusa! Buona giornata Roberto.