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Commenti al testo di Roberto Maggiani
L’amorte

Sei nella sezione Commenti
 

 Lorenzo Mullon - 05/12/2013 13:57:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Ma Domenico, sei troppo bravo, mi hai commosso con la tua... a chi l’hai rubata, dì la verità...
Non discussioni, ma opere di poesia.
Baci anche a Marco, e a Roberto, vi voglio bene!!!

 Domenico Morana - 03/12/2013 22:36:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Più che storiella il clic lo definirei una routine, sul modello di quelle stilose di William Seward Burroughs.
Va là, Marco G. Maggi! ché t’offro dei brutti versi sinceri scritti or ora per l’amor mio:


Tu non saprai mai cosa avevo in mente.
Non lo saprai oppure no: saprai!
Sei così giovane: morirò prima
di te. Non c’è bisogno di aspettare
il salto del destino. Sono qui,
metallurgico, dammi tanta forza
per vivere adesso o mai. O quando.



Ciao, saluti e grazie a tutti





 Marco G. Maggi - 03/12/2013 22:14:00 [ leggi altri commenti di Marco G. Maggi » ]

Caro Lorenzo, se il discorso era sul non ci si improvvisa poeti vengo dalla tua al mille per cento; ma credo ci sia un fraintendimento. Il problema è un po’ contorto: personalmente, “amando” Bergonzoni, sono rimasto male vedendo proprio lui, che ritengo un artista genuino, prestare il fianco ad un’operazione editoriale, lasciamelo dire, un po’ dubbia. Forse è quello che intendeva qualcuno dicendo, appunto, che non ci si improvvisa poeti, nel senso che la poesia è dono e non forzatura. Proviamo a scrivere una bella poesia, noi, poeti tutti, senza l’ispirazione che la Poesia stessa ci dona, e non avremo più niente di decente e vero da leggere o da scrivere. Comunque mi presento: sono provincialissimo quanto te, (se hai bisogno di compagnia eccoti accontentato) senza curricula letterari o culturali meravigliosi, ho viaggiato per il mondo in diversi modi ma non uso le lingue straniere, che pure conosco, quando mi esprimo in italiano, perché mi ricorda troppa gente con la puzza sotto il naso.
Proprio oggi leggo una tua poesia, bellissima come tante altre che hai scritto, ed allora mi sorge il dubbio che Roberto, trovandosi come me in una grande libreria con pochi poveri scaffali inerenti la poesia, magari relegati in un angolo, abbia voluto rivendicare uno spazio per i libri di gente che ha fatto della poesia la propria vita. L’”operazione editoriale”, tra l’ altro, toglie uno spazio minuto, ma ormai quasi vitale, in tutte le librerie d’Italia, ai libri di qualcuno che la poesia la vive tutti i santi giorni sia come lettore che come poeta: anche a te! Per quanto mi riguarda tu scrivi meglio di Bergonzoni, credimi, e come te, solo in questo sito, ce ne sono tanti altri che scrivono con versi migliori di questo benedetto libro. Devi pensare che non ci sono solo i “soloni” della cultura, a snaturare le cose, spesso c’è anche l’industria editoriale. Prova a leggere questo libro, poi incontriamoci, come dici tu, e parliamone, senza stress, sempre con il massimo rispetto delle idee: magari scopriremo che, in fondo, Bergonzoni, grazie al suo libro ed al suo nome, attira di più l’attenzione del pubblico al piccolo scaffale della poesia. Peccato che la poesia, secondo me, sia un’altra cosa… e adesso basta, torniamo alle sudate carte e buona vita a tutti!

PS: prima di “andare in stampa” ho letto il commento di Domenico: simpatico. Sono contento che la storiella del “clic” ti sia piaciuta e ti abbia dato conforto. Seguirò il tuo consiglio e mi andrò a leggere Fausto Torre

 Domenico Morana - 03/12/2013 21:48:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Giuro anch’io che non lo faccio più: un altro tuffo in siffatti nulla a commento di niente e nella mia testa di legno finirò per sentire veramente un “clic”, ma per un ictus.

1° La poesia ha ben poco a che fare con l’attività degli editori: ma ognuno faccia bene il suo mestiere.
2° Se non mi fa “clic” in testa per me non è poesia! Beh! Io preferisco affidarmi ai principi dello Dhvanyaloka di Anandavardhana: sarà pure un po’ antiquato ma mi deresponsabilizza = meno sensi d’inadeguatezza e/o di colpa quando leggo una poesia e questa non mi fa “clic” in testa.
3° Di venti milioni di euro saprei bene che farne: tra le tantissime possibili cose nobili una. Farei l’editore. Anche per il piacere masochista di popolare un deserto scaffaletto in libreria (ma giuro che sarei severissimo e imporrei ai lettori solo il peggio, per non dare un cattivo esempio).

E invece, senza un centesimo in tasca, vi invito a leggere l’ultima bella poesia pubblicata da Fausto Torre, autore su questo sito che fa clic, clic e clic, e forse la sua pistola porta un colpo in canna.
Au revoir, a vous de la Cerche!

d.

 Lorenzo Mullon - 03/12/2013 19:51:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Provinciale... scrivere, come ho letto in un commento, che non ci può improvvisare poeti, oltre a non significare niente, continua, scusami Marco, a sembrarmi provinciale.
Solo in Italia ti chiedono così insistentemente curriculum referenze titoli. Altrove mi sembra che valutino la novità delle tue idee, e soprattutto le opere, le opere realizzate. Chi sei tu, che studi hai fatto, che orientamenti hai, passa tutto in secondo piano. O forse mi sbaglio. Boh.
Però, becero provinciale non l’ho mai scritto, provinciale sì. Non che io non lo sia, provinciale, anzi, sono provincialissimo. Ma almeno così mi sento in buona compagnia. Sai, soffrivo un po’ di solitudine, pardon.
[Prometto, e spero di mantenere la promessa, innanzitutto per la mia tranquillità, di non partecipare più a nessuna discussione. Siamo tutti diversi, diversissimi, e questo è un bene, è meraviglioso, però che stress intendersi. Uno dice fischi e l’altro, per carità, legittimamente, intende fiaschi. Forse intendersi è anche un esercizio inutile, arrendiamoci. Tanto vale parlare solo in Poesia. Perché la Poesia adora le interpretazioni più impensabili e fantasiose, è il suo godimento profondo, è la vera vita.]

 Marco G. Maggi - 03/12/2013 11:58:00 [ leggi altri commenti di Marco G. Maggi » ]

Credo di avere correttamente interpretato il pensiero di Roberto, volendo parlare semplicemente di un libro e della "macchina editoriale" che ha creato questo libro-evento. Non c’era una vera vis polemica nei confronti di Bergonzoni persona ed attore, che stimo ed apprezzo moltissimo, un vero genio, come qualcuno ha detto, tanto che ho affermato che andrò a rivederlo a teatro non appena ne avrò la possibilità. Io semplicemente non comprerò il libro: ne ho già tanti, mala tempura currunt e, se proprio devo spendere i miei soldi, li spendo per altri libri, di altri autori, più o meno famosi, magari anche di qualcuno che scrive su questo sito: punto e basta. Tornando al "clic", visto che è stato tirato in ballo da Domenico, mi riverivo semplicemente al fatto che, le poesie del libro, a me personalmente, non hanno dato nulla. Del resto capita, a volte, che anche quello che scriviamo non ci soddisfi appieno: a me capita tantissimo! Concordo perfettamente che la poesia non ha età, non ha luoghi né, tantomeno, classe sociale. Se poi parliamo di "Weltanschauungh" e bolliamo gli altri da beceri provinciali solo perchè non hanno apprezzato un libro si rischia di finire in qualcosa che a me, personalmente, fa un po’ paura anche se,da un certo punto di vista, conoscendo la mia storia personale, mi fa anche sorridere. La grande Alda Merini usava, molto spesso e nel senso più ampio, la parola amore. Amiamo tanto: ecco,questa credo sia la cosa più importante per un poeta. Un saluto a tutti

 Lorenzo Mullon - 02/12/2013 22:41:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Volevo andare a dormire, ma Domenico mi ha stimolato.
E allora? Grazie, mi sento di nuovo, finalmente, vuoto come prima di partire. Senza opinioni, senza idee, favoloso.
Nudo ero (che presunzione!) e nudo ritorno ad essere.
Parliamo sempre intorno al nulla, che non è poco, ed è un modo, un bel pretesto, di rivedere la faccia sorridente della foto qui a destra nella pagina dei commenti, e magari un giorno riusciamo ad incontrarci.
Che è l’unica cosa che mi interessa, l’incontro.

 Domenico Morana - 02/12/2013 22:21:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Sono stato un bel po’ pensieroso e indeciso se unirmi alla discussione... Poi ha preso il sopravvento la sensazione di non aver proprio nulla da dire. Nella contrapposizione dei punti di vista finisco spesso per dar ragione a tutti, che si argomenti con maggiore o minore efficacia. Come dire che prendo alla lettera quel che scrive Maggiani, e gli do ragione, e con lo stesso entusiasmo mi fido della visione di Lorenzo, che parte letteralmente da una sospensione di giudizio per suscitare invece un invito a non giudicare e a non leggere oltre la lettera. E l’essere deglutiti come moscerini? Da chi, da cosa? E la poesia? Quella è incommestibile, indigeribile e andrà sempre di traverso a qualsiasi sistema che abbia la presunzione di cucinarla con la giusta ricetta. Anche al “sistema” di questo sito, in cui mi sono trovato liberamente a pubblicare e a leggere testi pubblicati da altri autori, testi che sono forse di minore pregnanza rispetto a quelli che un altro strutturatissimo “sistema” oggi ci propone o propina dando veste editoriale ai versi di Bergonzoni e di altri (ma che facciamo, se non ci piace Bergonzoni poeta ci meravigliamo che Garzanti in altri tempi ci abbia regalato la lettura di Penna, Caproni, Porta, Bertolucci o Pasolini? … ma sì, diciamo pure che erano altri tempi … gli stessi tempi che pure negarono che so? un Lorenzo Calogero, oppure… beh! fate voi…). Bergonzoni poeta non lo conosco ma dall’assaggio di una citazione in uno dei commenti fatti mi incuriosisce. Lo leggerò. Certo è che se non mi piacerà, non potrà ricevere da me, in privato (non conoscendone l’indirizzo di posta elettronica), uno schietto o “protettivo” commento del tipo: “perdonami Alessandro: du’ balle!”, come invece è accaduto a me, giusto ieri, dopo aver pubblicato su questo sito una brutta poesia che ho subito censurato, grato al commentatore di avermi dissuaso così dal perdere la faccia (faccia di culo di poeta, s’intende…), e consapevole della noia in cui e con cui quella poesiola l’avevo fatta e che aveva istantaneamente provocato, per malefico contagio, quella annoiata, provvida ma noiosissima uscita, della cui premura non finisco di sorprendermi. Si avrà pur diritto di voler perdere la faccia? No-o? Certo che se Bergonzoni dovesse pentirsi del suo esordio poetico avrebbe qualche difficoltà in più a ritirarlo dalla macchina della distribuzione editoriale (il famoso scaffaletto di poesia negli ipermercati del libro). Bollato d’eresia perché i suoi versi non hanno il “clic”? Che poi a me questo “clic” sembra sempre di più quello di una pistola scarica puntata alla tempia in una finta roulette russa. Almeno finché Apollo non inserisca di nascosto la pallottola del nostro destino di lettori e ci illumini poesia.
Al termine di ‘sto sproloquio mi rendo conto che mio malgrado una posizione l’ho assunta anch’io, credo altrettanto incerta di quella dei precedenti commentatori, ma in più mi accorgo di come non desideri più padroneggiare alcuna certezza, insomma non mi illudo. D’accordo con Bergonzoni in questo: lui giocherà magari all’illusionista, ma non mi sembra davvero uno che si illude. Che poi è onesto. I suoi trucchi ce li ha svelati prima di fare il suo numero

 Lorenzo Mullon - 02/12/2013 19:41:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Caro Roberto, ho scritto quello che ho scritto a proposito di giudizio, non per aver letto il tuo pezzo, ma solo perché mi aveva colpito questa frase, tra i commenti: "un autore ... non può ad un certo momento della sua vita improvvisarsi poeta".
No-o? Non può? Però, ad un certo momento della nostra vita, noi abbiamo avuto il diritto ad improvvisarci poeti.
I poeti sono tutti improvvisati.
Quanti libri è necessario leggere per non considerarsi improvvisati, quante lauree in poesia (che non esistono) bisogna ottenere, e soprattutto, chi lo stabilisce?
Magari basta leggersi bene un libro, uno solo. Ma lo sappiamo davvero
fare? Ne siamo veramente capaci?
Un grande abbraccio.

 Roberto Maggiani - 02/12/2013 17:49:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Ovviamente qui non si tratta di invidia, né di creare barriere, ma semmai di un semplice parere: la poesia di Bergonzoni non mi soddisfa, ma a te Lorenzo sì, bene, infatti alla fine della mia scrittura chiedevo che qualcuno venisse a dire il proprio parere, concordante o discordante che fosse. E’ sempre meglio non leggere oltre le righe di chi scrive, si fanno sempre degli errori di giudizio, proprio quelli che tu Lorenzo denunci, limitati a leggere e a dire il tuo parere sulla poesia di Bergonzoni, se l’hai letta. Se poi proprio volessimo parlare di barriere, be’ tu sai bene che la barriera è da là a qui e non viceversa... infatti Bergonzoni, e il sistema che l’ha pubblicato, può deglutirci come moscerini, e penso di non dover aggiungere molto altro all’immagine proposta =)

 Giacomo Colosio - 02/12/2013 14:41:00 [ leggi altri commenti di Giacomo Colosio » ]

faccio mio il commento di Lorenzo con il quale condivido molti pensieri...per dirla alla tedesca abbiamo la stessa Weltanschauungh. Alla sua frase: La Poesia può essere intimistica, matafisica, rabbiosa, lussuriosa o quant’altro....aggiungerei sporca( vedi Charles B.) e prosastica( vedi il premio Nobel della poesia, recentemente scomparso, la poetessa polacca Szimboska)
Aggiungo anche la mail che ora invierò a lorenzo...così apriamo un bel dibattito...un saluto a tutti, anche a maggiani che ha sollevato una bella questione.
****************************

Sfondi una porta aperta con me, Lorenzo( mi rifersisco ai tuoi due commenti...è che se commento io in favore di Bergonzoni, che è certamente un genio, mi sa che nasce un po’ di casino. però quasi quasi lo faccio perché su altro sito ho postato una poesia che era in risposta a commenti negativi fatti sulle poesie strane, fuori dai canoni, considerate mediocri...nota bene che avevo postato una poesia prosastica della Szimboska e non l’avevano riconosciuta solo perché non l’avevo suddivisa in versi...mi sa che copio e incollo questa mail, togliendo il riferimento a te, ed aggiungo la mia poesia in risposta ai detrattori di Bergonzi...ciaociao, sei un grande.
P.S. ah, io con il nick jack La Motta( c’era un motivo strano per questo strano nick) su Neteditor ho postato una poesia prosastica e sono stato massacrato per lo stesso motivo...Faber est suae quisque fortunae...la trovi digitando su Google il titolo seguito da Neteditor. Ecco la poesia che invece ti dicevo prima:

Eterna, magica, amorevole poesia



La poesia, bella o brutta che sia
e poi chi lo dice?...
non ha confini
è una casa volante
senza tetto né imposte
non conosce discriminazioni
differenze di razza
è un fiore dalle radici d’edera
s’attacca ad ogni muro di pensiero
e vive, vive e ancora vive
eterna, sempre bella
nonostante...

Diffido di chi diffida della poesia
critico chi la critica
difendo chi la difende.
Poesia è amore, sempre
anche se amore non dice
poesia è giustizia
anche nell’errore
essa non è mai noia
e non può stancare chi nel petto
ha un cuore vero che batte.

 Lorenzo Mullon - 02/12/2013 12:21:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

E poi, cari miei, come siamo convenzionali... Vi ci voglio tanto bene, ma leggere che si può, non si può, mamma mia, siamo proprio la provincetta del mondo, open your mind!
La Poesia può essere intimistica, matafisica, rabbiosa, lussuriosa o quant’altro.
La poesia siamo noi, con tutte le varietà del caso.
Pure buffa o cabarettistica, chi siamo per giudicare?
E Bergonzoni mi piace proprio perché ha uno stile suo, assurdo disumano provocatorio e umanissimo.
Ma come, ho appena visto un video, stupendo, postato su questo sito, sulle discriminazioni che vanno superate, e proprio i poeti, che dovrebbero essere tanto aperti sono i primi a creare barriere?
Dai, vediamo di andare oltre i sentimenti negativi malmostosi, sempre in agguato, che siamo belli. Tutti!

 Lorenzo Mullon - 02/12/2013 10:02:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Volete una voce fuori dal coro? Eccola: a me Bergonzoni, col suo assurdo metafisico piace.
E stiamo attenti all’invidia sempre in agguato.
Quando diedero il Nobel a Fo, telefonai ad Alda Merini per informarla.
Mi aspettavo di trovarla invelenita, era stata candidata dall’Accademia di Francia, prima donna nella storia. E invece mi rispose sorridendo, addirittura mettendosi a cantare una canzoncina del Mistero Buffo, tutta contenta.
Chissenefrega dei premi, e soprattutto delle case editrici.
Pensate che un artista sia più grande se fa una mostra al Grand Palais?
O un poeta se pubblica con Mondadori?
Poche cose...
E poca cosa è anche la cultura ufficiale, davvero poca cosa.
Come diceva il vecchio Walt, autopubblicatevi i libri, e andate a distribuirli in giro, di persona, come faceva Lui col suo carretto. Coraggio.
O aprite una rivista on line aperta a tutti, come questa.
Sempre grazie a Roberto.
Saluti e baci.

 Narda Fattori - 30/11/2013 10:19:00 [ leggi altri commenti di Narda Fattori » ]

Condivido le tue osservazioni, Roberto. Alessandro è un funambolo della parola , va udito prima che letto, dunque fa della lingua materiale per show. La poesia è altra cosa: cerca e vuole silenzio, incontri che sono tesi, intimi. A ciascuno il suo mestiere. Le invasioni di campo non hanno mai portato un gran sucvcesso. E’ che fare il poetico fa figo, ovvero diseredato e gratuito.
Narda

 Liliana Toscano - 27/11/2013 19:13:00 [ leggi altri commenti di Liliana Toscano » ]

Io penso che se un autore ha scritto per tanti anni romanzi, racconti e tutto ciò che è prosa, non può ad un certo momento della sua vita improvvisarsi poeta. La scrittura in versi, da sempre, ce l’hai dovunque, nella mente,nelle dita che scrivono,nei tuoi umori. La poesia porta allegria, cambia umore a chi è depresso, insomma è una nostra compagna di vita che non ci lascerà mai. Ci vuole una maggiore pubblicità dell’amore per la poesia.Forse si potrebbe iniziare a studiare fin dalle scuole elementari, con dei corsi dedicati.Ammirevole l’iniziativa d Punto 2.0 Opera Prima e la Recherche alla quale parteciperò.

 Lorena Turri - 27/11/2013 09:47:00 [ leggi altri commenti di Lorena Turri » ]

Non ho letto, nemmeno di scorcio il libro in questione, ma ho visto un video di RepubblicaTv in cui Bergonzoni presenta il suo libro e ne spiega le motivazioni.
Mi ha colpita una sua "battuta": "Oggi ho avuto la custodia di mia figlia. Sei felice? No, perché dentro non c’era!"
Non so se è una citazione tratta da "L’amorte" o da un altro suo testo, ma credo che l’autore, che da sempre si esprime col medesimo linguaggio, difficilmente sia riuscito a purificarlo tanto da poterlo trasferire dal cabaret alla poesia.
Il gioco di suoni e di parole, come il nonsense, possono essere forme poetiche e la letteratura ce lo conferma, ma solo se non sono fine a se stesse, se no è roba per dar buca a Godot, volendo citare Bartezzaghi.

 Roberto Maggiani - 26/11/2013 21:04:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Ciao Marco Giovanni Mario, grazie per il tuo commento... a testimonianza del fatto che forse non ho avuto le traveggole...

 Marco Giovanni Mario Maggi - 26/11/2013 10:24:00 [ leggi altri commenti di Marco Giovanni Mario Maggi » ]

Caro Roberto,

Ho avuto modo di fare la tua stessa esperienze sia in campo "sezione poesia" delle librerie sia nel libro in oggetto. Ho apprezzato molto Bergonzoni come attore teatrale, ho visto alcuni suoi spettacoli, ma, già dalle prime pagine, quel libro mi è sembrato un po’ insulso. Ho letto solo alcune pagine, da clandestino entrato a fare un giro in libreria, ma non mi ha dato nulla, non ho sentito il "clic" di quando il verso funziona. Ti dirò che anche a livello di prosa, quando ho letto tempo fa "Le balene restino sedute" non mi ha completamente convinto. Forse, come dici tu, bisognerebbe ascoltare l’autore mentre declama i suoi versi, carpirne il suono ed il "non sense" per apprezzarli di più: ma la poesia, come giustamente affermi, è qualcosa di diverso, di più profondo, e non deve esprimere solo una liricità di suoni. Concordo perfettamente con il discorso editoriale: per chiunque di noi, più o meno poveri mortali, una proposta poetica del genere non sarebbe neanche presa in considerazione. Spero che, al prossimo spettacolo, Bergonzoni non mi individui tra la folla per cacciarmi dalla sala...