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Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
Presentazione il 22 settembre 2019, ore 17 presso il Villaggio Cultura – Pentatonic
 
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Commenti al testo di Paolo Melandri
O ton Adonin

Sei nella sezione Commenti
 

 Paolo Melandri - 30/06/2013 17:39:00 [ leggi altri commenti di Paolo Melandri » ]

"Certo che ogni testo è una stratificazione di quasi infiniti testi, tuttavia è anche una vivente singola interrogazione. / La mia sarà una poetica moralistica...". No, no, niente "poetica moralistica"; ci mancherebbe. Hai ragione tu e ha ragione Domenico. Io sono perfettamenre d’accordo con quanto scrivi e l’ho sopra riportato a mo’ di ’motto’. Ora permettimi qualche ’variazione’. Un testo stratifica, accumula su di sé "quasi infiniti" altri testi, il cui numero però si riduce a seconda delle letture e delle riflessioni dell’autore nel momento in cui scrive. Spesso anche solo una frase letta o una singola espressione hanno una tale forza e una tale fascinazione su di noi, oppure pungolano a tal punto la nostra "iperirritabilità dello spirito" (Thomas Mann), che siamo forzati a una risposta, anche metrica, anche creativa. Questo, che dico, è anche per rassicurarti sul fatto che la mia prassi scrittoria è meno eretica di quel che si potrebbe pensare alla luce di certi fatti imbarazzanti, del resto ben documentati, che non è mio compito evocare, sul fatto che anch’io quasi sempre "stratifico" e non mi limito a rielaborare un ipotesto maggiore. L’"arte per l’arte della citazione" (ancora Thomas Mann) non mi è così connaturata, ch’io rinunci al piacere di far funzionare liberamente le sinapsi e le mappe concettual-emozionali presenti nella mia testa, nel mio vissuto, nella mia carne. So che parlar tanto di sé non è buona educazione, ma in questo caso l’ho ritenuto necessario. Se, in futuro, mi servirò di un ipotesto "maggiore", avrò cura di segnalarlo in nota o in un Post Scriptum. Ho letto anche la poesia di Amina Narimi dove forse c’è un accenno alla questione e mi ha commosso. Hai ragione; e penso che la mia debole difesa non sia stata che una "excusatio non petita - accusatio manifesta" (scusa non richiesta - ammissione manifesta). Sono lieto di essere ancora onorato della vostra amicizia. Non si deve pesare a me come ad un "plagiario". La mia tecnica creativa è molto travagliata, e anche quando seguo dappresso un testo altrui, in realtà lo rivivo o lo rielaboro molto rapportandolo al mio vissuto. Certo questo "O ton Adonin" è stato uno scivolone... Avrei dovuto intitolarlo (o sottointitolarlo) "Trascrizione musicale da Trakl". Ma la musica è tutta implicita, e forse, la sento solo io. Ora non c’è più bisogno di ulteriori interventi, perché è già tutto spiegato nella viva dialettica degli interventi, come in nota. Vale. P.

 Cristiana Fischer - 30/06/2013 15:30:00 [ leggi altri commenti di Cristiana Fischer » ]

in effetti, nella mia lercia ignoranza, mi sento un po’ gabbata...
"Penso che sia impossibile, ormai, dire qualcosa di totalmente nuovo." In verità io non lo penso, perché recepisco insieme lavoro della fantasia e lavoro della cultura. Ora che è svelata la fantasia di Trakl, il lavoro della cultura sembra diventare la tua chiave.
Vorrei poi immaginare le pagine della Recherche tutte piene di più o meno segreti ipotesti parafrasati!
Certo che ogni testo è una stratificazione di quasi infiniti testi, tuttavia è anche una vivente singola interrogazione.
La mia sarà una poetica moralistica...

 Paolo Melandri - 30/06/2013 12:43:00 [ leggi altri commenti di Paolo Melandri » ]

@Domenico. Perché "tutta la magia è una cartaccia appallottolata che rotola sospinta dal vento"? Non riconosci anche tu che è una "bella traduzione"? Ma in realtà è una "trascrizione" (in senso musicale), un rifacimento! E non è un rifacimento opera d’invenzione? Che importa se l’inventio (da invenire = trovare) è tra i fogli un po’ ingialliti di un libro e non tra i petali di una rosa? Maestre son la Natura e la riflessione sulla cultura, così mi insegna Schiller in "Della poesia ingenua e sentimentale", il prototipo perfetto d’ogni saggio, in cui è "in nuce" tutta la nostra critica di scoliasti. Io mi vedo come uno scoliasta. Penso che sia impossibile, ormai, dire qualcosa di totalmente nuovo. Ma la tua urbana, corretta e garabata "polemica" - se così la posso chiamare - s’incentra poi tutta su un argomento principe: citare la fonte, in modo che balzino subito agli occhi le successive rielaborazioni. è giusto, soprattutto in una prospettiva filologico-crenologica, ma mi sembra guasti la spontaneità della recezione. Non si tratta di appropriarsi di cose altrui. Anche Johann Sebastian Bach ha una cantata ch’è una parafrasi esatta dello "Stabat Mater" di Pergolesi. Dobbiamo supporre che, a Lipsia, tutti o quasi tutti conoscessero benissimo il suo modello? Oppure la firma (artigianale) J:S: Bach è onesta e sincera, perché l’ipotesto non è semplicemente riproposto ma, sebbene solo lievemente ritoccato, sentito in modo diversissimo da quello del contesto originale, sia da parte del compositore, sia da parte degli ascoltatori e dei musicisti stessi. Tanto che tale "Cantata" fa parte delle Opere di J.S. Bach. Bonum et pax. P.

 Domenico Morana - 30/06/2013 12:00:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Che si conosca tutti (quasi)Trakl e il fanciullo Elis lo diamo per scontato, mi sembra più che corretto. Mi resta il dubbio per il "quasi".
Non guastava l’esplicito riferimento, Paolo.

Bella trad. ma Elis xché è diventato Adonin? La filiazione solare si perde, così... Ah! Adone-Adonai! E tutta la magia è una cartaccia appallottolata che rotola sospinta dal vento... Im dunkel

Ciao

Sebastian

 Paolo Melandri - 30/06/2013 11:45:00 [ leggi altri commenti di Paolo Melandri » ]

@Cristina e Cristiana. Avete entrambe colto, sebbene in direzioni diverse, l’intento con cui l’ho scritta. @Cristina. Sì, intendevo rivisitare il mito di Adone in forma di "exemplum" della condizione umana e quindi anche a glossa della vicenda storica del Figlio dell’uomo. Metastoria, interpretazione allegorica e storia s’intrecciano in questa forse troppo polisemica esplorazione spirituale. @Cristiana. Sono stato molto indulgente verso espressioni di pretta marca "pagana", con una connotazione decisamente simbolista e decadente. Non è che un esperimento. Per quanto riguarda il tema degli "idoli", anch’esso c’è, sebbene ’straniato’, con un colpo d’occhio e una prospettiva che s’ispirano alle atmosfere alcyonie di Borges (soprattutto dei racconti). Non vorrei avervi annoiato. Grazie. P.

  Cristina Bizzarri - 29/06/2013 22:52:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Mi sembra la rivisitazione di un mito. Ma questo Adone mi sembra anche avere in sé l’oscura densità della terra e il suo torpore, e nello stesso tempo la sconvolgente vastità del tutto. Come se, finalmente, si potesse scorgere, al di là dei miti e delle incrostazioni dogmatiche e rituali delle varie (museali?) religioni, la visione del tutto che unisce corpo e anima, spirito e materia, uomo e cosmo, e ci permetta cosí di fare un altro passo nel nostro faticoso cammino di ricerca spirituale.

 Cristiana Fischer - 29/06/2013 14:58:00 [ leggi altri commenti di Cristiana Fischer » ]

analisi di idolatria e politeismo, OK