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la promessa delle nuvole

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Il compasso psichico

traccia cerchi nella notte

cerca stagni per le gote

fiumi in piena e nuove rotte

vecchi abissi e prime volte

dolci mete a bassa quota

picchi e pozze fuori moda

ricordi fedeli con la coda

scodinzolanti a fondovalle.

Non era vero sono tua

adesso che il vento mi porta via

suona come una lenta guarigione

scampata l' eutanasia 

con la domanda da un milione di dollari

e la risposta da pochi centesimi

a coltivare il sogno della televisione

di diventar famosi per essere se stessi

prima che il canale ci cambi

a fini commerciali e in pochi secondi

il canale diventino gli altri

quando ti ammali e perdi il controllo.

Spoglie doglie delle voglie

i tuoi tentativi di chiedere aiuto

e nessuna contesa per te

ma il vuoto claustrofobico delle gabbie

a far rima con le case che disabiti

quando i ponti ti chiamano sotto per nome

conoscendo a memoria le tue credenziali

che racconti ogni notte carico di vino

ogni notte il racconto più lungo e il vino più cattivo

prima di crollare in sonni di cartone.

La metodica "da vicino"

se proprio devi giudicare qualcuno

dovrebbe essere alla base dell'osservazione

eppure proprio Dio si sottrae

per motivi improrogabili di ordine superiore

dalla condizione del polline

alla promessa delle nuvole 

di far piovere (altrove).

 

 Adielle - 15/09/2014 01:19:00 [ leggi altri commenti di Adielle » ]

Grazie Cristina, grazie Lorenzo, ho assistito e sono stato partecipe di un avvenimento "critico" che mi ha molto colpito, presto ne scriverò l’orrore sperando di riuscire a non sottovalutare la componente umana che secondo me in questi casi è comunque inestinguibile o materia principe non potendo essere altrimenti tutte le volte che si ha a che fare con una morte in diretta. Ciao cari saluti.

 Lorenzo Mullon - 12/09/2014 12:45:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

eppure è così bello disabitare le case quando i ponti ti chiamano sotto per nome
sicuramente qui a Venezia
ma tutte le città dovrebbero essere così
bisognerebbe ridisegnare il mondo degli umani secondo un’antica sapienza perduta
case di mattoni legno pietra e basta
noi siamo ossessionati dal "calpestabile", dalla metratura, dai volumi del cemento, e guarda che freddezza abbiamo creato

  Cristina Bizzarri - 12/09/2014 10:03:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Mi fa sempre meraviglia, leggendoti, lo scarto. Lo scarto tra il dolore acuto e insopportabilmente reso accettabile con il farmaco aspro dell’ironia, e la sete di bellezza che riversi nei versi, in suoni che si abbracviano e si respingono. Ritornano. Si fanno beffe di te eppure sono più forti di te. Vincono loro - i tuoi suoni, questo cantare "leu" che, anche se "Dio si sottrae" "dalla condizione del polline alla promessa delle nuvole  di far piovere.", tuttavia queste immagini esistono e risplendono, in tutta la loro terribile responsabilità: la bellezza, che non è mai fine a se stessa ma dice sempre altro - anche se questo altro sembra irraggiungibile, e forse lo è. Questa è poesia.

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